f-psicoarchitettura appunti 27

progetto archifisi

video prima parte

video seconda parte

The ARCHIFISI project was born from the meeting of three professionals, the architect psychologist and psychotherapist Carla Foletto, the engineer and psychologist Mirko Semperlotti and the jurist Francesca Caricato, who decided to collaborate to offer a service oriented to a broader well-being that includes living, the natural environment, the soul and ethics. To do this we thought it would be useful to have a multidisciplinary approach that included our skills but also theoretical physics and botany, to research the deepest reasons that lead human beings to be stressed, dissatisfied, often unable to achieve their own inner harmony. Among the first causes we identified a bad use of technology, a bad relationship with nature and a certain superficiality in ethically understanding the environment in which we live with consequent atrophy of the soul, discomfort of the body and mind. But what is the soul from a scientific point of view? The soul is energetic dynamism, it is possible to verify it by recording thoughts with neuronal recordings that generate impulses, therefore energy, and what does the soul have to do with architecture? This was well known in ancient times, those who built temples and churches with mathematical ratios such as the golden section which are the same as those found in nature. We asked ourselves if it was not the case to understand nature more deeply before designing human habitation, we understood that nature adapts gently to anthropic constructions that respect it, that a dialogue can arise between nature and architecture, a dialogue that is not the projection of our fairy-tale desires on nature, but that is real and concrete communication with nature, a listening to nature to make our soul blossom and live with nature without brutalizing it. We discovered that man is afraid of nature because he projects his intentions of domination and abuse onto natural existence, with ideas such as that nature must be ordered where in reality the disorder is inside the mind of man. We could go on and on about the relationship between man and nature, but we leave you with some images and written words to evoke our project that we have decided to call ARCHIFISI, or the first part of architecture: archi and fysi which means nature. It is curious and very Jungian to discover that archifisi in Welsh means archive, which is also our research, discovering nature, translating it into photographs and adapting human life to nature and not vice versa.

f- psicoarchitettura Considerazioni 26


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Premesso che:

in Italia la FNOMCeo ( Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.) definisce l’omeopatia come non scientifica: “sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche”

Che l’art 12 (prescrizione e trattamento) del codice deontologico dei medici definisce la prescrizione: a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico.

Che l’art 12 fa riferimento alla medicina tradizionale e non alla medicina omeopatica che invece si approccia in modo opposto, infatti si precisa:

“che le prescrizioni e i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioniscientifiche anche al fine dell’uso appropriato delle risorse, sempre perseguendo il beneficio del paziente.”

Che l’agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) riconosce che i medicinali omeopatici vengono commercializzati in Italia senza che siano disponibili prove scientifiche precliniche e cliniche di sicurezza ed efficacia e che pur non essendo richiesta la dimostrazione dell’efficacia, i medicinali omeopatici devono essere prodotti secondo i buoni standard di fabbricazione (GMP) e rispettare i principi di diluizione che ne garantiscano l’innocuità, come stabilito dalla Direttiva Europea e dal Decreto Legislativo italiano, quindi non abbiamo ancora il riconoscimento vero e proprio di “farmaco” da parte di AIFA, e pertanto non esiste prescrizione medica se non si tratta di farmaco, del resto AIFA ha ragione i rimedi omeopatici non contengono dosi ponderali di sostanze specifiche in quanto la loro diluizione oltre il minimo verificabile (n di Avogadro) lo impedisce, e questo è il motivo per cui i farmacisti possono consigliare rimedi omeopatici, anche se non hanno una laurea in medicina, perchè non hanno nessuna caratteristica di farmaco, a parte la loro produzione GMP secondo la regolamentazione AIFA.

Gli ordini dei medici hanno elenchi in cui sono inseriti i loro iscritti che offrono consulenze sulle medicine non convenzionali fra cui l’omeopatia.

In US le medicine non convenzionali proprio perchè non ne è dimostrata l’efficacia dal punto di vista scientifico, non sono di esclusiva pratica medica, e in Germania dove è nata l’omeopatia, e in Austria l’omeopatia può essere praticata da tutti, invece in Italia (India e Brasile e altri stati con diverse regolamentazioni) è prassi esclusiva medica, ma anche odontoiatri veterinari farmacisti, e l’ordine dei medici nel suo contraddittorio codice deontologico, dopo aver definito nel codice deontologico la necessità di dimostrare scientificamente l’operare medico, ci troviamo spuntare un art 13

Art. 13 Pratiche non convenzionali- Denuncia di abusivismo

La potestà di scelta di pratiche non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità dellaprofessione si esprime nell’esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, fermo restando, comunque, che qualsiasi terapia non convenzionale non deve sottrarre il cittadino a specifici trattamenti di comprovata efficacia e richiede l’acquisizione del consenso. E’ vietato al medico di collaborare a qualsiasi titolo o di favorire chi eserciti abusivamente la professione anche nel settore delle cosiddette “pratiche non convenzionali”. Il medico venuto a conoscenza di casi di esercizio abusivo o di favoreggiamento o collaborazione anche nel settore delle pratiche di cui al precedente comma, è obbligato a farne denuncia anche all’Ordine professionale Il medico che nell’esercizio professionale venga a conoscenza di prestazioni mediche e/o odontoiatriche effettuate da non abilitati alla professione è obbligato a farne denuncia anche all’Ordine di appartenenza.

E’ come se noi psicologi inserissimo la psicoterapia non convenzionale, senza nessuna necessità di essere provata scientificamente, un calderore dove metterci qualsiasi invenzione o improvvisazione psicoterapeutica a nostro esclusivo e arbitrario utilizzo professionale.

Ma questo non è tutto, per svincolare dall’Art. 6 Limiti dell’attività professionale: In nessun caso il medico deve abusare del suo status professionale. Il che comporta anche il dovere del medico di “non sfruttare” il proprio status sociale per suggestionare i pazienti e ottenere utilità di qualsiasi genere, chiede ai propri iscritti di far firmare un consenso informato in cui si spiega al paziente che la loro prestazione medica non è basata su evidenze scientifiche.

Quindi basta un consenso informato per garantirsi l’esclusiva medica, della prestazione in omeopatia, anche se non ha basi scientifiche?

Premesso tutto questo: è da esplicitare con chiarezza che l’omeopatia, richiede una definizione della personalità del paziente (definiti a fine ‘800 quindi la psicologia non esisteva, quando Hanemann scrisse i suoi trattati in cui inseriva: disturbi mentali e morali) e quindi una diagnosi psicologica, che fanno i medici, gli odontoiatri, i veterinari che possono praticare l’omeopatia anche con persone e non solo con animali, possa essere esercitata da loro e non da psicologi (cioè un veterinario può prescrivere un rimedio a una persona facendo una diagnosi psicologica e medica e avendo fatto un corso, ma uno psicologo non lo può fare perchè è passibile del reato di abuso della professione!) Questo evidentemente appare più come una cosa alimentata da interesse commerciale piuttosto che da desiderio di guarire qualcuno, dopo il covid l’omeopatia è tornata di moda, ma certamente non ha nulla di etico se non è libera anche se è sostenuta dall’ordine dei medici che dovrebbero tutelare la popolazione.

In Germania (dove l’omeopatia è nata con Hanemann) e in Austria l’omeopatia non è ad esclusiva di medici veterinari odontoiatri, in Italia può essere “prescritta” solo dai medici veterinari e omeopati, ma non vi è obbligo di prescrizione, ma cos’è questa cosa? anche la camomilla è un farmaco se poi è diluita fino a farne sparire la camomilla, diventa omeopatica, e allora nessuno può consigliare la camomilla (che è anche un rimedio omeopatico) perchè solo i medici la possono prescrivere? Ma c’è da ridere!

Ora mi sembra bizzarro che in Italia l’omeopatia, che richiede anche una diagnosi psicologica sulle caratteristiche di personalità , non possa essere esercitata dagli psicologi, visto che ci sono sentenze che profilano come esercizio abusivo della professione di psicologo il definnire la personalità di una persona (*) possa essere esercitata da medici, veterinari, odontoiatri, farmacisti e non possa essere esrecitata da psicologi. Prassi omeopatica che tra l’altro non ha validità scientifica per i medici e richiede un corso apposito proprio perchè si basa su prassi opposte alla medicina tradizionale cioè quella ufficiale, riconosciuta.

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f-psicoarchitettura appunti 25

In statica ogni forza (x esempio il peso) determina una contro reazione in questo caso abbiamo una risposta energetica in termini quantitativo gravitazionali cioè maggiore e’ l’intensità per esempio il peso, maggiore è la controspinta regolatrice in termini statici, cioè la contro-reazione.

Nell’ omeopatia abbiamo invece una risposta opposta del rimedio (una contro spinta energetica regolatrice) , dato a un soggetto, in termini qualitativi e non per esempio quantitativo-gravitazionali, ovvero è l’impronta energetica a determinare la risposta energetica di opposizione al rimedio, sull’impronta energetica dell’individuo sia esso umano animale vegetale.

La contro-risposta o forza vitale attivata dal rimedio per portare a guarigione una persona, va immaginata in termini di “risonanza-probabilistica” dell’identità energetica che il rimedio omeopatico porta in se, in altre parole l’impronta energetica che nel soggetto malato può essere immaginata come poco definita, offuscata, mentre nel rimedio va immaginata come -un impronta energetica nitida- e questa impronta nitida “viene come spinta qualitativamente” dalla forza vitale del soggetto, determinandone la guarigione, (se si tratta del rimedio adeguato). Ciò che guarisce è il ripristino della memoria impressa nell’acqua dal rimedio, questa “memoria” va immaginata come risonanza (possibilità di manifestarsi), come se fosse un suono esatto, ben modulato privo di “rumore”(entropico) energetico, che suggerisce al corpo la giusta risonanza.

Ovviamente tutto questo non è comprensibile con un atteggiamento cognitivo sensorial-centrico, ovvero basato sulla nostra percezione sensoriale in quanto questi fenomeni non sono percepiti dai sensi, ma sono intangibili, per alcuni percepiti dall’anima, ma non oggettivabili, per quanto la scienza moderna con il sistema verificazionista (tangibile verificabile con i sensi) ha sicuramente distinto la fantasia il pregiudizio la suggestione, dalla realtà scientifica, ad oggi questo tipo di scienza ha assunto un atteggiamento cognitivo troppo preponderante e supponente che rischia di farci deviare dalla verità scientifica, per quanto ci è possibile capirla con l’intelletto la sensibilità psichica e molta onestà intellettuale.

f-psicoarchitettura appunti 24

Sulla vulnerabilità e invulnerabilità dei sistemi identitari complessi.

Secondo questa teoria “fisico-psico-architettuta”, il funzionamento energetico dell’intangibile “identità energetica”, influenza il tangibile “sensi+elaborazione cognitiva della percezione”, e va immaginato come qualcosa di infinitesimale molto piccolo (su cui sta studiando la fisica sub-atomica) quindi già la “dimensione” filtra ogni interferenza riducendo la casualità in termini di vulnerabilità.

Io ipotizzo che queste particelle sub-atomiche abbiano una identità specifica: “identità energetica”, che va intesa come “una impronta” o una “chiave” unica per la caratteristica di quella particella, queste particelle con l’identità “x” sono collegate fra di loro tramite qualcosa di più reale dalla nostra percezione spazio-temporale, ovvero sono collegate in realtà: in assenza di tempo e di spazio, il collegamento è che “vanno in risonanza” riconoscendosi a vicenda, costituendo un unico individuo, che noi in modo grezzo percepiamo come la persona x, l’animale x, la pianta x ecc…. ogni vivente che noi percepiamo è in realtà costituito da particelle sub atomiche che ne definiscono l’identità, l’impronta, la chiave, queste particelle possono cambiare “di stato” passando in parte nei macrosistemi “materiale, mentale, spirituale”. In questa visione della realtà, terapie come i fiori di Bach, l’omeopatia ecc… nate nel XIX sec. quasi esclusivamente dall’osservazione diretta delle cose percepite (Bach osservava la personalità dei fiori, Hahnemann le modifiche che avvenivano nei ricercatori: sintomi patologici, emozioni, morale, mente, quindi anche aspetti intangibili), e per l’appunto questi approcci scientifici molto ostacolati dalla scienza ufficiale, trovano una spiegazione astratta in questa teoria in quanto mescolando “punti di identità energetica” con l’acqua (rugiada per Bach) trasferiscono “l’impronta” del rimedio nella molecola d’acqua (quindi la sola frequenza non il quanto (prendo a prestito il termine dai fisici), la quale per risonanza la trasferisce nell’abbondante “costitutivo di acqua” di una persona e “questa impronta energetica” rimette in risonanza armonica, quella parte dell’individuo che è andata in “rumore-caos” identitario a causa di una qualche perturbazione interna o esterna di una parte del costitutivo in identità energetica (malattia fisica, disarmonia cognitiva, distruttività). Quindi se l’impronta originaria del costitutivo identitario energetico è invulnerabile (potrebbe essere il quantum), è invece vulnerabile la sua risonanza la sua espressione energetica, almeno, nella dimensione spazio temporale da noi cognitivo – percettivamente coscentizzata (cioè abbiamo esperienza consapevole di quello che ci sembra di vedere e lo definiamo in modo assoluto e semplificato) . Ciò che viene guarito dalle terapie non convenzionali ha probabilmente una natura “sub atomica” immateriale, intangibile, realtà che non possiamo negare in quanto in ogni istante noi pensiamo e sperimentiamo l’esistenza del pensiero pur non vedendolo con i sensi (Cartesio) il pensiero esiste anche se non lo vediamo come anche l’organizzazione identitaria di ogni vivente sulla terra.