Le quattro fasi dell’acqua: gassosa, liquida, solida, e “zona di esclusione”(*)

All’inizio degli anni 2000, un fisico americano, Gerald Pollack, dell’Università di Seattle, osservò sperimentalmente, c’è da dire che conosceva le opere di Albert Szent-Gyorgyi (biochimico ungherese), che l’acqua vicino alla superficie, per una profondità di micron, di vari micron, è un’acqua capace di dar via facilmente a un fenomeno elettronico. Veniva messo all’estremo di un filo elettrico che emetteva una corrente. Questa corrente è l’espressione di quella che anticamente si chiamava la forza vitale, cioè una specifica forma di energia che si suppone lavori negli organismi biologici. Dimostrò questo con mezzi fisici spettacolari, riempendo un recipiente le cui pareti erano fatte di sostanze proteiche idrofile, in quest’acqua sciogliendo tracce di coloranti l’acqua si colorava, osservando questo liquido colorato con un forte microscopio e che cosa osservava? Che il colorante non si scioglieva uniformemente nell’acqua ma lascia delle zone oscure, quindi il colorante nelle zone oscure non era entrato, in vicinanza delle pareti. E se per caso dissolveva dentro quest’acqua formava delle palline fatte della stessa sostanza, si vedeva che attorno alle palline si crea una zona nera. Spessa un certo numero di micron, quanti micron dipende dallo stato della superficie, se è più o meno polarizzato elettricamente.Più polarizzato elettricamente è, più spessa è questo strato. Lui ha chiamato questo strato zona di esclusione, che vuol dire che i soluti sono esclusi, non possono penetrare in questa zona. E non solo, ma da questa zona è facile tirare fuori gli elettroni. Vuol dire che nell’acqua che ha queste caratteristiche particolari, e quindi non è acqua normale, in quest’acqua speciale non si scioglie niente e i soluti restano sulle superfici. Essi costruiscono sulle superfici. A questo punto ci viene un’intuizione immediata.Ecco qual è il meccanismo che dà luogo alle morfologie biologiche. Cioè, se io ho tutte queste regioni, a cui poi daremo il nome e poi ve le illustrerò, di domini di coerenza, cioè queste regioni d’acqua, così connesse, in cui non penetra niente, nelle intercapellini tra queste regioni si addensano i soluti, perché non possono andare altrove. Allora, il fatto che nella materia vivente si costruisca un’architettura che è ben nota, che è stata studiata, strutture che hanno una loro morfologia e così via, questo è nient’altro che la radiografia, fatemelo dire, della struttura dei domini di coerenza dell’acqua. Nel senso che questa struttura ricalca la struttura delle intercapedini tra le regioni organizzate dall’acqua. Infatti, non a caso, quando questa struttura si dissolve, i soluti si sciolgono, quindi la morfologia si perde. La morfologia si perde perché i soluti possono penetrare all’interno delle regioni da cui, in condizioni di sanità, erano escluse.

Emilio Del Giudice spiega la scoperta di Gerald Pollack

https://www.acsicraniosacrale.it/emilio-del-giudice-spiega-la-scoperta-di-gerald-pollack-sulla-quarta-fase-dellacqua/


TENSIONE DI SUPERFICIE https://it.wikipedia.org/wiki/Tensione_superficiale

In fisica la tensione superficiale di un fluido è la tensione meccanica di coesione delle particelle sulla sua superficie esterna. Essa corrisponde microscopicamente alla densità superficiale di energia di legame sull’interfaccia tra un corpo continuo e un materiale di un’altra natura, ad esempio un solido, un liquido o un gas: non è quindi assimilabile dimensionalmente ad uno sforzo interno e per questo nel Sistema internazionale si misura in newton su metro (N/m).

(*)degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70, quando Walter Drost-Hansen, esaminando molti articoli sperimentali, giunse alla conclusione che l’acqua interfacciale mostra differenze strutturali.[5][6] Nel 1986 Boris Vladimorovič Derjagin e i suoi colleghi osservarono una zona di esclusione vicino alle pareti delle cellule

Nel 2006 il gruppo di Gerald Pollack riportò l’osservazione di quella che chiamavano una zona di esclusione osservando che le particelle molecolari sospesi in soluzione acquosa sono profondamente ed ampiamente escluse dalla vicinanza di varie superfici idrofile.[8] La zona di esclusione è stata osservata e caratterizzata da diversi gruppi indipendenti.[9]

Alcuni ricercatori suggeriscono che la zona di esclusione sia dovuta a un cambiamento nella struttura geometrica dell’acqua, indotto dalla superficie della struttura.[10]

Probabilmente questa cosa non spiega nessuna “forza vitale” ma solo che l’elemento acqua ha la capacità di assumere caratteristiche diverse.

https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_di_esclusione_(fisica)