F-Psicoarchitettura appunti

Carla Foletto studio in Mantova (e Torino) cell 3926255541

f-psicoarchitettura appunti 55

stringa-particella /doppia elica Impronta-Ombra
3 cerchi concentrici

a spirale

Riassumendo la realtà potrebbe essere immaginata come un funzionamento duale “stringa-particella” per dirla in modo fisico all’interno di “campi” che ne favoriscono un funzionamento “materiale-mentale-spirituale” che io però chiamo macro-insiemi (con infiniti sottoinsiemi e intersezioni), in cui esistono delle unità di espressione energetica identitaria, collegate alle altre particelle UEEI dello stesso individuo nei 3 macro-campi, e con altre UEEI di altri esseri viventi tanti quanti sono gli esseri viventi (monocellulare, vegetali…animali… umani). Ogni UEEI ha una informazione identitaria che lo contraddistingue da tutte le altre.

La cosa andrebbe immaginata come se ci fossero elementi a doppia elica (tipo le figure sopra spirale 3 cerchi concentrici) inserite come nelle figure sopra : scala di Graz, fibre cardiache, dna, note musicali). Nelle “strozzature/collegamenti delle due eliche (scala di Graz) della doppia elica ci sarebbero 3 stringhe concentriche a doppia elica. Su un lato dell’elica funzionerebbe l’impronta (come accennato negli appunti precedenti), sull’altro l’ombra, ogni segmento permetterebbe un salto verso l’ombra o l’impronta, questa ipotesi potrebbe dare una spiegazione circa il motivo per cui esiste il “collasso d’onda” (ombra) che poi ricompare (impronta) perchè in generale nella fisica atomica a volte compare l’elettrone a volte scompare, s’immagina che semplicemente si sposti” nella sua UEEI, energia e a volte ricompare, o non c’è massa ecc… il gioco fenomenico reale è come se avesse una suo funzionamento in cui di svela e poi scompare, un po’ come affermano anche i mistici circa i loro fenomeni di coscienza. In altre parole avremmo un funzionamento a spirale o cerchi concentrici in contrazione? e un funzionamento a flusso lineare o in espansione? e contemporaneamente un ombra o un’impronta “informazionale?” che svela o vela (nasconde) l’IDE (l’identità dell’UEEI, cioè dell’individuo vivente nelle sue varie espressioni macro-insiemistiche).

A proposito di teorie energetiche (fondate sulla fisica) in psicologia, due autori: Silvio Fanti e Nicola Peluffo, nel secolo scorso, scrissero, immaginando però “dei pacchetti energetici” che io chiamo: UEEI collegate fra loro. Sono due psicologi i cui scritti molto complessi ma anche molto interessanti, sono facilmente reperibili sul web.

Preciso anche che nella mia idea su come sia la realtà, tutto si contrae/dilata, ma non ha spazio, si vela/svela e viceversa ma non è visibile, è cadenzato (ritmato) ma non ha tempo, è più o meno intenso ma non misurabile, come per esempio un emozione può essere contratta (tristezza) o espansa (gioia) ma non avviene in uno spazio, come un sentimento di amore magari cadenzato per un figlio ma non ha tempo, può essere presente e irremovibile come la fede o assente ma non ha un punto di aggancio, quello che facciamo con il linguaggio, per trasmettere il nostro pensiero sulla realtà, può essere un evocazione della realtà ma non è la realtà, la poesia a volte descrive meglio la realtà ma nemmeno la poesia è la realtà.

note su nozioni consolidate dalla comunità scientifica

f-psicoarchitettura appunti 54

UEEI, struttura a doppia elica con andamento onda/particella

Unità d’espressione energetica identitaria UEEI

Negli appunti precedenti trovate la spiegazione dello schizzo a lato dell’immagine a doppia elica (scala del Castello di Graz spiegato nel precedente appunto. Il modo con cui ipotizzo “sia strutturata quantisticamente” l’UEEI, prevede il concetto di una doppia elica, dove “l’energia” appare e scompare a secondo se si trova su un’elica o l’altra (ombra/impronta) ci sarebbero due flussi tipo onda (alto/basso) per ogni elica, la cui espressione UEEI cambia in senso direzionale (sull’onda della teoria delle stringhe). Fra un segmento di flusso dato dalle due interruzioni che permettono di passare da una elica all’altra, “l’UEEI” si comporterebbe come una particella in cui la parte esterna (rosso) ha delle estroflessioni che permettono di comunicare in modo”eteroindividuale” (cioè con altri individui vegetali, animali, umani) la parte blu collega con le altre particelle in modo omoindividuale cioè le UEEI dei tre macroinsiemi strutturati in modo complesso in sottoinsiemi ecc… cioè con lo stesso individuo, la parte verde è il nucleo UEEI immutabile, che servirebbe come memoria per la parte blu al fine di risincronizzarsi su “il vero sè UEEI” dopo eventuali adattamenti identitari (blu) finalizzati all’interscambio eteroidentitario (rosso) quando l’UEEI interagisce con il mondo fenomenico funziona come una particella, quando codifica funziona con le estroflessioni introflessioni dei due livelli (rosso blu) quando transita da un campo all’altro (macroinsieme materiale mentale spirituale e relativi sottoinsiemi intersecazioni ecc..) funziona come un onda sulle due direttive elicoidali.

Ora io cerco di essere concisa in ogni appunto, che va collegato con gli altri appunti, quindi capisco che questa ipotesi teorica non sia subito comprensibile, ma leggendo gli altri appunti si capisce il motivo per cui si arriva a questa conclusione.

Comunque più o meno le UEEI, sarebbero due “stringhe” di segmenti con due “strozzature” in cui l’l’energia si comporterebbe da particella per poi comportarsi da “stringa” se vista come flusso (salendo o scendendo) e da particella quando, fra le due strozzature, deve decidere se continuare per esempio a “dx” o cambiare a “sn” (ricordare che tutto avviene in assenza di tempo e spazio), quindi la psiche funzionerebbe per dirla in modo grossolano, nel macroinsieme materiale cone snc e snp in quello mentale come pensiero, in quello spirituale come emozione, affetti. La psiche cosi intesa sarebbe un fenomeno infinito identitariamente eterno, con una possibilità di annichilimento totale che porta all’estinzione identitaria in rarissimi casi (vedi primi appunti) l’identità soggettiva di ogni essere vivente sarebbe permanente e non ci sarebbe “materia senza coscienza” ci sarebbero UEE non identitarie libere che possono essere assorbite da un essere vivente e alcuni individui potrebbero perdere l’identità energetica in complessi di funzionamento adattivo.

f-psicoarchitettura appunti 53

Funzioni della forma elicoidale nell’ Habit Theory

Il funzionamento dell’UEEI andrebbe immaginato come una scala a doppia elica, dove il salire è dato dal ritmo del passo e dalla forza (intensità) in risonanza con un “campo” quando si cambia e si sale dalla parte opposta, il fenomeno non è osservabile, quando torna per esempio sul lato orario il fenomeno è osservabile. (principio di indeterminazione ?) In altre parole il nostro guardare un fenomeno fa si che ci sia un’interferenza e che l’avvolgimento a spirare cambi da orario(impronta) a antiorario (ombra) rendendosi non più visibile (Heisenberg)






 

Riferendosi agli appunti 49, (epigenetica), appunti 45 (ritmo intensita campo, metafora musicale) 44 esempio (cuore)

che invito a rileggere, l’habit theory (ricordo che etimologicamente significa stare, possedere, cioè manifestare una personalità in ragione del proprio “possesso energetico” vedi primi appunti di f-psicoarchitettura), e il funzionamento nei tre insiemi dimensionali, delle UEEI (unità di espressione enrgetica identitaria) andrebbe immaginato come una doppia elica (tipo la scala che c’è nel castello di Graz, la prima immagine in figura) che permette salendo o scendendo (e come l’UEEI sale e scende dipende da ritmo intensità campo) di scegliere la rampa su cui salire, in altre parole sia che il flusso energetico provenga da un lato o da un altro, questo garantirebbe che l’insieme di fibre cardiache si contraggano o si distendano (flusso in salita o in discesa quarta immagine sopra e alcune immagini sotto)

Fonte immagine: Anno 7 – Numero 3 – 2007 IL MEDICO SPORTIVO

Analogamente funzionerebbe la lettura informazionale del DNA con relativo srotolamento, cioè come se nella lettura si attivasse una nota (appunti 45) in un susseguirsi “ondulatorio” come se sovrapponessimo le note musicali (con frequenze diverse), che danno appunto luogo a un’elica, in un fenomeno che “appare e scompare” come una musica, lasciando “un’impronta energetica” sulla relativa “ombra energetica”(vedi appunti precedenti); il fenomeno “attivante” darebbe luogo dal punto di vista psicologico a una espressione energetica identitaria qualitativa di tipo ontologico (esperienza), ossia sia nel funzionamento di attività fisiologiche (per esempio cuore) che nell’epigenetica, e questo probabilmente a livello atomico seguendo le leggi della fisica (rottura di simmetria1*2*ma qui lascio ai fisici le loro speculazioni teoriche)) la dove la “rottura di simmetria” avverrebbe come per la scala di Graz cioè il flusso energetico può cambiare la direzione, ma questo non modificherebbe l’esperienza dell’UEEI coinvolte ma la potrebbe rendere meno cosciente (meno visibile/consapevole) o per continuare nella metafora musicale “la nota successiva spegne quella precedente, o meglio quella precedente continua a esistere come “impronta” (per esempio nella memoria del soggetto che la sta ascoltando) ma si comporterebbe come “ombra” cioè non si sente e rimane relegata in un “inconscio” materiale, mentale, spirituale, cioè in uno dei tre insiemi dimensionali, per fare un esempio la percezione cosciente che abbiamo di ciò che ci circonda è minima rispetto a quello che esiste (focus attenzionale) come se il resto fosse spento, questo avviene nell’insieme dimensionale materiale, ma anche la memoria di qualcosa è minima rispetto a tutto quello che abbiamo immagazzinato, e non sempre riusciamo ad accedere alla nostra memoria (il non ricordare, è l’espressione dell’ombra nell’insieme dimensionale mentale il ricordare l’espressione dell’impronta) e stessa cosa nell’insieme dimensionale spirituale. In sintesi il funzionamento dell’UEEI andrebbe immaginato come una scala a doppia elica, dove il salire è dato dal ritmo del passo e dalla forza (intensità) in risonanza con un “campo” quando si cambia e si sale dalla parte opposta, il fenomeno non è osservabile, quando torna per esempio sul lato orario il fenomeno è osservabile.

1*
I bosoni di gauge e la rottura di simmetria sono concetti fondamentali nella fisica delle particelle, in particolare nel contesto del Modello Standard. I bosoni di gauge sono particelle elementari che mediano le interazioni fondamentali nel Modello Standard. Agiscono come “trasportatori” delle forze tra particelle. Nel Modello Standard, le forze fondamentali (elettromagnetica, debole, forte) sono descritte da teorie di gauge, basate su simmetrie matematiche. I bosoni di gauge associati sono:: Media la forza elettromagnetica (interazione tra particelle cariche). È privo di massa.Gluoni (8 tipi): Mediano la forza forte (che tiene insieme quark nei protoni, neutroni, ecc.). Anche loro sono privi di massa.Bosoni W⁺, W⁻ e Z⁰: Mediano la forza debole (responsabile di processi come il decadimento beta). Hanno massa elevata (circa 80-91 GeV/c²).Bosone di Higgs: Non è un bosone di gauge in senso stretto, ma è cruciale per la rottura di simmetria (vedi sotto).Questi bosoni emergono da teorie di gauge basate su gruppi di simmetria (es. SU(3) per la forza forte, SU(2)×U(1) per l’elettrodebole).Rottura di Simmetria La rottura di simmetria è un meccanismo attraverso cui una simmetria presente nelle equazioni di una teoria fisica non si manifesta nei fenomeni osservati. In fisica delle particelle, si parla soprattutto della rottura di simmetria elettrodebole, che spiega perché alcune particelle (come i bosoni W e Z) hanno massa, mentre altre (come il fotone) no, pur essendo tutte descritte da una teoria unificata.Come funziona?

  • Simmetria elettrodebole: Nel Modello Standard, le interazioni elettromagnetica e debole sono unificate nella teoria elettrodebole, basata sulla simmetria SU(2)×U(1). In un mondo “ideale” (ad altissime energie), tutti i bosoni di gauge (fotone, W, Z) sarebbero privi di massa, e la simmetria sarebbe perfetta.
  • Meccanismo di Higgs: La simmetria viene “rotta” a causa del campo di Higgs, che permea l’universo. Quando l’universo si è raffreddato dopo il Big Bang, il campo di Higgs ha assunto un valore non nullo (stato di vuoto). Questo rompe la simmetria SU(2)×U(1), dando origine a:
  • Massa per i bosoni W⁺, W⁻ e Z⁰: Attraverso l’interazione con il campo di Higgs, questi bosoni acquisiscono massa, rendendo la forza debole a corto raggio.
  • Fotone senza massa: Il fotone rimane senza massa, permettendo alla forza elettromagnetica di avere raggio infinito.
  • Bosone di Higgs: La particella associata al campo di Higgs, scoperta nel 2012 al CERN, è la prova di questo meccanismo.Tipi di rottura di simmetria
  1. Rottura spontanea di simmetria: La simmetria è presente nelle equazioni, ma lo stato fondamentale (vuoto) non la rispetta. Il meccanismo di Higgs è un esempio.
  2. Rottura esplicita: La simmetria è violata direttamente nelle equazioni (meno comune nel Modello Standard).
  3. Rottura dinamica: La simmetria si rompe a causa di interazioni complesse (es. in alcune teorie oltre il Modello Standard).Esempio intuitivo Immagina un tavolo perfettamente rotondo con una palla al centro: la situazione è simmetrica (tutte le direzioni sono equivalenti). Se la palla rotola verso un lato, la simmetria si “rompe” perché il sistema sceglie una direzione specifica. Nel caso della rottura elettrodebole, il campo di Higgs “sceglie” un valore specifico, rompendo la simmetria e dando massa ad alcune particelle.Importanza
  • Unificazione delle forze: La rottura di simmetria spiega come elettromagnetismo e forza debole, apparentemente diverse, derivino da un’unica teoria.
  • Massa delle particelle: Il meccanismo di Higgs dà massa non solo ai bosoni di gauge, ma anche a quark e leptoni (es. elettroni), rendendo possibile la formazione di atomi e materia come la conosciamo.
  • Conferma sperimentale: La scoperta del bosone di Higgs (125 GeV/c²) al CERN ha confermato il meccanismo di rottura di simmetria elettrodebole.Limiti e oltre il Modello Standard
  • La rottura di simmetria elettrodebole non spiega tutto (es. la massa dei neutrini o la gravità).
  • Teorie come la Supersimmetria o la Grande Unificazione propongono altre simmetrie e rotture a energie più alte, ma non sono ancora confermate. (Fonte grok.com)
  •  

2*Manzalini- L’azione dei bosoni di Gauge, che ristabiliscono la simmetria, è quindi correlata ai processi di riparazione e risoluzione descritti nella seconda e terza Legge. 

Questa integrazione mira ad armonizzare tutti i piani dell’essere umano (fisico, psichico e spirituale), dove il ripristino della simmetria culmina in uno stato ampliato di coscienza. (Fonte https://www.ijiim.com/fulltext/299-1759394726-REV.pdf?1761207863&fbclid=IwY2xjawNq-r5leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA2TjU5cnU3cGJaSnlJcGpZAR6tXOmZKnRAxJiH1pipOzxwBsu4B3atVQedEe2Xreifxi78N32BmgDSa3qWkg_aem_MfeOChxWZ7ifMKSK6wf5bw)

f-psicoarchitettura appunti 52

Vento sole acqua come macromodulanti energetici

L’energia sub atomica sarebbe modulata macroscopicamente (nella dimensione materica), dal vento, dal sole e dall’acqua, la dove:

– Il vento modula l’espressione energetica “termoregolatrice”(1*)

– Il sole modula l’espressione energetica “informazionale-elettromagnetica” (biologica)(2*)

-L’acqua trasferisce l’impronta dell’espressione energetica all’ “ombra corrispondente”(3*)

La dove per impronta s’intende esperienza energetica ontologica (EEO) e ombra l’unità di identità energetica non espressa in un individuo (UIEnE)

A mio parere i macro-modulanti:vento-sole-acqua, dell’energia sub-atomica, potrebbero valere solo per il sistema terrestre.

Ribadisco che questo modello teorico di riferimento, in itinere, vorrebbe spiegare la “psicologia” che sostiene i fenomeni che ci circondano, e per nulla si riferisce a ipotesi mediche con base scientifica tradizionale, ne a ipotesi di fisica sperimentale.

1* in riferimento a ricerche in fisca e meterologia per analogia alla psico-omeopatia: dinamizzazione

2*in riferimento a ricerche botaniche sulla fotosintesi clorofiliana e su come il sole funzioni in modo genetico-informazionale sulle piante e vegetali in genere, e a studi sulla conversione in suono dell’attività elettrica in botanica In analogia alla psico-omeopatia “impronta/specificità” del rimedio.

3*In riferimento a studi sulla struttura dell’acqua a -zero e quando cambia stato da gassoso-liquido-solido (es Masaru Emoto) In analogia alla psico-omeopatia: diluizione/potenza.

f-psicoarchitettura appunti 51

Ipotesi teorica sull’approccio allopatico e psico-omeopatico in psicologia.

In psicologia l’approccio allopatico viene condiviso con gli psichiatri per quanto riguardano gli psicofarmaci che necessitano di prescrizione medica.

La differenza sostanziale è che l’approccio “psico-allopatico” si basa sul principio probabilistico e quindi sulla modalità concentrativa della sostanza (ad effetto inibente o attivante), in altre parole sia che si usino alimenti (esempio: soia, cioccolato, caffè….) o psicofarmaci presenti in commercio (esempio: sedativi, antidepressivi…) per contrastare un problema psio-patologico (esempio: ansia, depressione, psicosi) dal punto di vista allopatico dobbiamo avere alte concentrazioni di una molecola chimica o bio-chimica, in modo che maggiore sia la concentrazione e maggiore sia la probabilità che la molecola chimica o bio-chimica raggiunga il sito cellulare desiderato (i pochi neuroni che in realtà creano il problema psico-patologico, o l’eventuale ipo-iper produzione di un determinato mediatore chimico-sinaptico).

L’approccio psico-omeopatico si differenzia in qunato si basa sul principio di entanglement quantistico, e quindi sulla modalità precisativa, ovvero di “esattezza o precisione”(cit. Bellavite) dell’onda/particella di entrare in risonanza con l’onda elettromagnetica individuale (cioè UEEI, unità energetica di espressione identitaria problematica dal punto di vista psichico tanto da dare luogo a malessere psichico).

Queste due modalità, psico-allopatica e psico-omeopatica, non dovrebbero interferire fra loro, a meno che, l’onda particella, non costituisca una parte importante sub atomica, degli atomi che costituiscono il bersaglio chimicamente affine della cellula neuronale implicata nel problema psichico/azione farmacologica, o meglio non ci sono evidenze che i neuroni cerebrali siano la sovrapposta realtà funzionale quantica delle UEEI implicate, anzi sembrerebbe che in un ottica in cui non esistono spazio e tempo, che la localizzazione “neuronale” del recettore specifico di un dato psicofarmaco, non abbia un’influenza determinate, a meno che l’azione chimica non coinvolga un ampia fetta del funzionamento psichico, per esempio agisca sulla parte sub atomica per di più della metà delle UEEI (per esempio nelle anestesie)

F-psicoarchitettura apunti 50

Psico-omeopatia Unità di Espressione Energetica Identitaria, l’imprinting (1)

Per esemplificare quanto concettualizzato nei precedenti appunti, prendiamo ad esempio l’imprinting descrito da Konrad Lorenz.

Abbiamo un anatroccolo con UEEI nell’insieme materiale (olfatto, vista, verso la madre) nell’insieme mentale (schemi comportamentali come seguire la madre) e nell’insieme spirituale (attaccamento, affetto, sentimento);

potremmo ipotizzare che “la chimica olfattiva” e “elettromagnetica/chimico- visiva” , colleghino “l’impronta-madre” (vicino all’anatroccolo) con “l’ombra dell’anatroccolo”, predisponendo una “esperienza UEEI” che trasforma l’ombra in impronta.

Stessa cosa per il comportamento materno (insieme mentale) dove abbiamo la madre davanti e l’anatroccolo dietro, in questo caso è come se ci fosse un abbinamento UEEI complementare che predispone l’esperienza ontologica dell’anatroccolo, e nell’insieme spirituale si combinano le UEEI materno/esemplificativo della madre (questo si vede molto con le orse e i loro cuccioli) e l’UEEI coping dell’anatroccolo che permettono un legame impronta/ombra profondo che andrà a costruire l’esperienza ontologica spirituale “sicurezza in sè” dell’anatroccolo (in cui si possono vedere delle analogie con la fede religiosa per esempio). Il tutto in un processo di individualizzazione che si definirebbe il passaggio dall’ombra (suggerimento meta-genetico di parte del genoma inespresso) all’impronta (espressione genetica disponibile a livello sub-atomico).

Questa possibilità, esperibile nella vita di un individuo, di abbinamento a livello sub-atomico potrebbe “dare esperienza UEEI” anche tramite sostanze simili e diluite moltissimo. Per esempio le sostanze chimiche cui l’anatroccolo è sensibile con i suoi recettori olfattivi e che gli permettono di riconoscere la madre e di seguirla prontamente, potrebbero essere presenti in natura, per esempio in botanica,

(cioè la stessa sequenza genetica presente sulle cellule epidermiche dell’anatra madre che producono l’odore percepito dall’anatroccolo la si trova nel genoma di una pianta specifica presente in natura),

e se fatte successivamente assumere dall’anatra (anatroccolo diventato un po’ autistico da adulto), risolvere un comportamento di “distacco affettivo dell’anatra” per il semplice fatto che permetterebbero a posteriori un’esperienza ontologica UEEI dell’anatra, che non ha potuto avere quando era cucciola, modificando il comportamento dell’anatra. In questo senso l’omeopatia (psico-omeopatia) se applicata dagli psicologi in psicologia, potrebbe avere i suoi risultati ammesso che “il rimedio” e la “potenza” utilizzate siano quelle corrette.

Nel caso di un surrogato della madre (pupazzo di plastica o l’etologo stesso) il bisogno dell’anatroccolo essendo vitale si esprime con un comportamento simile (scambiandolo per la madre), ma difetterà di un’esperienza UEEI completa, e dovrà poi passare da diversi mutamenti epigenetici, per arrivare a essere un individuo selvatico che si adatta all’ambiente, e non sempre questo sarà possibile, questo a dimostrazione del fatto che una “madre-surrogato” non avendo la possibilità di associare le UEEI a livello genetico, con le ombre del cucciolo, non potrà permettere al cucciolo lo stesso sviluppo, (John Bowlby sperimenti sulla teoria dell’attaccamento) ovvero esperienze ontologiche con le UEEI della madre, tali da permettere un processo di individuazione sano (da ombra a impronta).

(1) https://www.treccani.it/enciclopedia/imprinting_(Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica)/

f-psicoarchitettura appunti 49

PSICOMEOPATIA: UEEI unità di espressione energetica identitaria, epigenetica in “omeopatia”

Gli effetti dei campi elettromagnetici sulla cromatina (A.Manzalini 14/10/2025-Fiamo) sono un’area di ricerca attiva, con evidenze di cambiamenti epigenetici, strutturali e genotossici in modelli cellulari e animali, ma risultati misti negli umani. Fattori come frequenza, intensità e durata dell’esposizione giocano un ruolo chiave. (1)

Nella mia teoria f-pa (f-psicoarchitettura sulle unità di espressione energetica identitaria UEEI), ipotizzo che ogni essere vivente da quello monocellulare a quello più complesso come l’uomo, sia costituito da unità energetiche identitarie (UEI) la cui espressione energetica varia a secondo del “insieme-sottoinsieme di esprimibilità energetica” in cui si trovano, cioè un campo di esprimibilità energetica in cui sono presenti “impronte energetiche” e “ombre energetiche” che influenzano le espressioni energetiche dell’unità energetica identitaria di ognuno (vedi appunti 46-48) nei macroinsiemi: tangibili e intangibili (materia, mente, spirito), e come l’omeopatia agisca su queste UEEI in quanto la diluizione dei vari rimedi, permetterebbe la trasferifilità in acqua, e una lettura più nitida dell’informazione (in quanto diluita e meno sovrapposta), lettura dell’informazione “quantica?” da parte del dna che si trova nel nucleo delle cellule, e quindi attiverebbe un’epigenetica (nell’insieme materiale) in risonanza con le UEEI del soggetto, questo da parte di UEEI analogiche del rimedio. Questo scambio informativo avverrebbe da parte “dell’impronta” del rimedio “sull’ombra” (corrispondente all’impronta del rimedio) dell’UEEI del soggetto, influenzando la guarigione del soggetto non dal punto di vista chimico ma dal punto di vista “sub-atomico” sulla base dell’esattezza informativa del rimedio giusto, cioè informativamente esatto (Bellavite). Ipotizzo che il dna del paziente non sia vulnerabile a informazioni non precise, ma sia “guaribile” da informazioni (del rimedio) nitide (molto diluite) veicolate da acqua (di cui siamo fatti per il 70%) quindi precise. In altre parole l’omeopatia funzionerebbe in modo “fisico-sub-atomico” attraverso l’acqua, agendo sull’informazione dei nuclei cellulari (cromatina, dna, rna….) slatentizzando un’epigenetica che risolverebbe il problema patologico del soggetto, attraverso “l’impronta” (ciò di cui l’UEEI ha fatto esperienza energetica) del rimedio, che agisce “sull’ombra” (ciò che è esperibile ma non ancora esprimibile).

/1)

I campi elettromagnetici (EMF), in particolare quelli non ionizzanti come quelli a bassa frequenza (ELF-EMF, ad esempio da linee elettriche o dispositivi domestici) o radiofrequenze (da cellulari e WiFi), sono stati studiati per i loro potenziali effetti biologici sulla cromatina.

Questi effetti includono alterazioni epigenetiche, cambiamenti strutturali e possibili danni al DNA, anche se i risultati sono spesso controversi e non sempre replicabili.

Effetti Epigenetici e sulla Metilazione del DNA

Uno dei principali meccanismi proposti è l’alterazione della metilazione del DNA, che influenza la struttura della cromatina rendendola più o meno accessibile per l’espressione genica. Ad esempio:

  • L’esposizione a ELF-EMF a 50 Hz può diminuire la metilazione globale del genoma a intensità di 1 mT, ma aumentarla a 3 mT rispetto ai controlli, portando a cambiamenti nella repressione genica e instabilità genomica.

In ambienti ipomagnetici (campi magnetici ridotti), si osservano attenuazioni nella capacità di differenziazione cellulare e alterazioni nella metilazione durante lo sviluppo embrionale, con effetti dannosi sul destino cellulare.

EMF a bassa frequenza possono indurre ipermetilazione, modificando la struttura della cromatina e reprimendo l’espressione genica, con potenziali implicazioni per la salute come instabilità genomica.

Questi cambiamenti epigenetici non alterano la sequenza del DNA ma influenzano come i geni vengono letti, potenzialmente collegati a effetti come l’infiammazione o la morte cellulare.

Tali alterazioni potrebbero derivare da stress ossidativo o modulazione di canali ionici, che influenzano la stabilità della cromatina.

ELF-EMF causano rotture del filamento del DNA, nonostante non siano considerati agenti cancerogeni reali, con impairment della risposta cellulare. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3897901/

Da https://grok.com “Effetti Elettromagnetici sulla Cromatina”

f-psicoarchitettura appunti 48

Unità di Espressione Energetica Identitaria UEEI, più sono ben distinte più sono trasferibili?

La sostanza P è il mediatore del dolore, la stessa sostanza che da dolore nello stesso tempo stimola i leucociti e fa guarire le ferite (Paolo Bellavite VR 11/10/25) Quindi come accade con i mediatori biochimici neuronali la funzione attivante o inibente non sempre è data dalla specificità chimica ma da altri fattori e anche, riportando alcune considerazioni di Paolo Bellavite (Verona 11/10/2025 presentazione corso di Omeopatia) vanno riconosciuti dei lavori di laboratorio, in cui non possiamo parlare di suggestione (effetto placebo o per meglio dire effetto aspettativa o effetto pregiudizio) delle persone che assumono un rimedio non farmacologico (es omeopatia, omotossicologia…) perchè venivano fatti su preparati biologici (e non su persone influenzabili quindi sperimentazione di laboratorio), per esempio Paolo Bellavite riporta alcuni suoi lavori scientifici: usavano una sostanza che riduceva il rilascio dell’istamina, (mediatore dell’infiammazione che produce vasodilatazione e aumento della permeabilità dei vasi, che portano ad arrossamento e gonfiore) diluendo la sostanza osservavano una diminuzione della produzione/effetto di istamina che era l’effetto che avevano previsto, ma poi diluendo e dinamizzando ulteriormente anche quando non c’erano più molecole di quella sostanza nell’acqua, osservavano un aumento della produzione di istamina, e questo non se lo aspettavano in quanto biologicamente e chimicamente non era possibile con la sola acqua, quindi se non c’erano molecole che attivavano la produzione di istamina, cosa nell’acqua era cambiato? L’acqua, attivava “la vitalità biologica nel produrre istamina” ma in che modo?

Da questo cosa possiamo dedurre, quando si danno sostanze diluite e dinamizzate? Che a un certo punto l’organismo della persona si attiva biologicamente da solo e trova il modo per guarire? Forse lo fa quando l’informazione (che non è più una molecola nè un meccanismo bio-chimico tangibile) è più precisa, sarà una un’informazione più precisa che agisce più in profondità?(ipotesi Bellavite) Ora la dinamizzazione non è che da più energia (non si trova più energia nell’acqua dinamizzata) ma farebbe in modo che nell’acqua si crei qualcosa di più preciso per far attivare “una maggiore vitalità positiva, come direbbe Hahnemann” nella persona che beve una determinata sostanza presente in natura e diluita tantissime volte in acqua distillata, cioè con meno impurità possibili.

A mio parere l’acqua introdotta farebbe da specchio all’acqua presente nella persona (90% e più di H2O in termini di n° totale di molecole), forse uno specchio più riflettente, che riflette con maggiore precisione? Perchè la sostanza è più diluita.

Tornando alla teoria f-psicoarchitettura, ogni sostanza vivente presente in natura sarebbe costituita da unità d’espressione energetica identitaria (UEEI).

Tale unità facciamo un esempio a caso: l’Aconicum Napellus ha un “ritmo” con un andamento ondulatorio(vedi appunti 46-47), questi andamenti ondulatori dove molte UEEI sono concentrate, se si soprappongono sono più confusi, il ritmo è meno distinguibile/preciso, quindi l’acqua dell’organismo di una persona non distingue le UEEI (nel nostro esempio di Aconitum Napellus); però diluendo e dinamizzando Aconutum (quindi allontanadole fra loro?) l’acqua organica identifica meglio l’informazione (e se quello è il rimedio corretto), trasforma “l’impronta”(UEEI attivata) del rimedio in “ombra di se stesso”(UEEI non attivata) che può moltiplicare e trasferire l’informazione nitida, nei distretti di cui ha bisogno il paziente, e che hanno bisogno di “risincronizzarsi” (a livello sub atomico) sul ritmo di Aconitum, una volta sincronizzati per risonanza la persona guarirebbe.

Questo prevederebbe che ci siano UEEI in comune con altri esseri viventi in natura, e del resto è anche probabile dal momento che il nostro patrimonio genetico lo condividiamo per il 99% con tutti gli altri esseri viventi.

f-psicoarchitettura appunti 47

http://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/wp-content/uploads/2025/10/andamento-ondulatorio.mov

Come descritto in appunti 45, possiamo immaginare un andamento ondulatorio (del fenomeno descritto negli appunti precedenti) in modo analogico (cose se) nel video sopra, dato dal movimento dei puntini bianchi, cioè l’espressione energetica identitaria, avverrebbe nel punto basso dell’onda (quando si accende il puntino e diventa bianco alla nota corrispondente) come nel video, in altre parole (come se si suonasse una nota) esisterebbe un passaggio di “informazione energetica” che andrebbe in risonanza con l’espressione energetica dell’unità identitaria, che darebbe luogo a una “impronta” la dove prima c’era “un ombra probabilistica”. Questa impronta permette una “esperienza ontologica” che rimane per sempre e può essere rivisitata in determinati “stati di coscienza” e potrebbe riguardare “vite precedenti” in quanto si ipotizza che il tempo non esiste, è una costruzione “cognitivo-energetica” dell’individuo (costituito da unità energetiche identitarie) e che la “memoria” conserva ogni esperienza (impronta) e pertanto potrebbe essere rievocabile, come fenomeno ontologico dell’identità energetica.

Questo costrutto teorico servirebbe a spiegare i diversi fenomeni che si hanno in stati ipnotici, o anche non ipnotici, e che non possiamo negare come: premonizioni, preveggenze, ispirazioni improvvise, ecc…, descritte da secoli nelle vite dei santi, in soggetti considerati schizofrenici, nei mistici, e anche negli artisti. Con esclusione dei fenomeni istrionici o di persone suggestionabili che non trovano corrispondenza ne razionale ne concreta con quanto asserito/immaginato.

Chiaro che questa teoria è prevalentemente una teoria di psicologia, e di “psicologia concreta” e nulla ha a che vedere con la fisica che studia la realtà misurabile, anche se prende in prestito un po’ il paradigma quantistico.

https://www.facebook.com/reel/979658910808579

1)fonte del video https://www.facebook.com/reel/979658910808579

f-psicoarchitettura appunti 46

Esperienza energetica identitaria

Ora proseguendo l’analogia delle note musicali che si attivano sul pentagramma (appunti 45) cioè le unità energetiche identitarie, che in un determinato insieme “quantistico” (campo) si “accendono” scorrendo su un pentagramma, cioè fanno un’esperienza energetica in relazione “al campo” (insieme sottoinsieme intersezione di insiemi) che lascia un’impronta energetica che non si estingue, l’ipotesi teorica è che a livello di “campo” esiste un “ombra informazionale” associata all’unità energetica identitaria (per esempio la parte sub atomica di un atomo di idrogeno di un neurone nel cervello di Mario) che per cosi dire si accende quando l’ombra del campo e l’unità energetica identitaria specifica di quel neurone, vanno in risonanza energetica, tale risonanza determina un’esperienza energetica dell’unità energetica identitaria che lascia “un’impronta energetica” che resta “accesa” e che è sincronizzata con le altre unità energetiche “di Mario” corrispondenti per “similitudine di impronta energetica” questa impronta energetica è percepibile dal soggetto solo se il soggetto presta attenzione a quell’area costituita da un complesso di impronte di unità energetiche identitarie, paragonabili ai nostri concetti di “memoria-ricordo” che possono essere coscienti o meno, non esistendo nè tempo nè spazio queste “impronte” come anche l’associazione “ombra e impronta” sono come se fossero “accese-spente” dalla coscienza del soggetto, che decide di “auto-rappresentarsi energeticamente” in una variabilità di “pattern” complessi e distinguibili, paragonabili all’attimo ontologico di ogni vivente, interpretato in uno spazio-tempo nel macro insieme materico o in assenza di spazio tempo nei macro insiemi mentale e spirituale. Tutte queste unita energetiche identitarie avrebbero per cosi dire “una direzione” entropica verso l’ordine (organizzazione cosciente) o il disordine (disorganizzazione cosciente) da immaginare qualitativamente come “amore spirituale” concetto presente in tute le religioni, da non confondere con l’amore umano (sentimento), descritto analogicamente per esempio nelle religioni monoteiste come: “volgere lo sguardo verso D.” (direzione verso l’ordine) oppure dargli le spalle (disordine). (Questo viene concettualizzato nei primi appunti di questa teoria). Tale direzione entropica è da immaginare solo nel macroinsieme spirituale, nel macro insieme materiale l’entropia determina la malattia l’invecchiamento e la morte (disorganizzazione cellulare) nel macro insieme mentale: la malattia mentale e il comportamento non etico (desiderio, odio, mancanza di rispetto). Tale “destinazione” della direzione sarebbe determinata sia dal libero arbitrio identitario (il più determinante) sia dalla relazione con il contesto energetico di altri soggetti viventi (per esempio trasmissione di conoscenze/esperienze) e dall’energia non associata a espressione identitaria, sia in termini di “impronte” (attivazione) o “ombre” (ancora da attivare).