Unità di Espressione Energetica Identitaria UEEI, più sono ben distinte più sono trasferibili?

La sostanza P è il mediatore del dolore, la stessa sostanza che da dolore nello stesso tempo stimola i leucociti e fa guarire le ferite (Paolo Bellavite VR 11/10/25) Quindi come accade con i mediatori biochimici neuronali la funzione attivante o inibente non sempre è data dalla specificità chimica ma da altri fattori e anche, riportando alcune considerazioni di Paolo Bellavite (Verona 11/10/2025 presentazione corso di Omeopatia) vanno riconosciuti dei lavori di laboratorio, in cui non possiamo parlare di suggestione (effetto placebo o per meglio dire effetto aspettativa o effetto pregiudizio) delle persone che assumono un rimedio non farmacologico (es omeopatia, omotossicologia…) perchè venivano fatti su preparati biologici (e non su persone influenzabili quindi sperimentazione di laboratorio), per esempio Paolo Bellavite riporta alcuni suoi lavori scientifici: usavano una sostanza che riduceva il rilascio dell’istamina, (mediatore dell’infiammazione che produce vasodilatazione e aumento della permeabilità dei vasi, che portano ad arrossamento e gonfiore) diluendo la sostanza osservavano una diminuzione della produzione/effetto di istamina che era l’effetto che avevano previsto, ma poi diluendo e dinamizzando ulteriormente anche quando non c’erano più molecole di quella sostanza nell’acqua, osservavano un aumento della produzione di istamina, e questo non se lo aspettavano in quanto biologicamente e chimicamente non era possibile con la sola acqua, quindi se non c’erano molecole che attivavano la produzione di istamina, cosa nell’acqua era cambiato? L’acqua, attivava “la vitalità biologica nel produrre istamina” ma in che modo?

Da questo cosa possiamo dedurre, quando si danno sostanze diluite e dinamizzate? Che a un certo punto l’organismo della persona si attiva biologicamente da solo e trova il modo per guarire? Forse lo fa quando l’informazione (che non è più una molecola nè un meccanismo bio-chimico tangibile) è più precisa, sarà una un’informazione più precisa che agisce più in profondità?(ipotesi Bellavite) Ora la dinamizzazione non è che da più energia (non si trova più energia nell’acqua dinamizzata) ma farebbe in modo che nell’acqua si crei qualcosa di più preciso per far attivare “una maggiore vitalità positiva, come direbbe Hahnemann” nella persona che beve una determinata sostanza presente in natura e diluita tantissime volte in acqua distillata, cioè con meno impurità possibili.

A mio parere l’acqua introdotta farebbe da specchio all’acqua presente nella persona (90% e più di H2O in termini di n° totale di molecole), forse uno specchio più riflettente, che riflette con maggiore precisione? Perchè la sostanza è più diluita.

Tornando alla teoria f-psicoarchitettura, ogni sostanza vivente presente in natura sarebbe costituita da unità d’espressione energetica identitaria (UEEI).

Tale unità facciamo un esempio a caso: l’Aconicum Napellus ha un “ritmo” con un andamento ondulatorio(vedi appunti 46-47), questi andamenti ondulatori dove molte UEEI sono concentrate, se si soprappongono sono più confusi, il ritmo è meno distinguibile/preciso, quindi l’acqua dell’organismo di una persona non distingue le UEEI (nel nostro esempio di Aconitum Napellus); però diluendo e dinamizzando Aconutum (quindi allontanadole fra loro?) l’acqua organica identifica meglio l’informazione (e se quello è il rimedio corretto), trasforma “l’impronta”(UEEI attivata) del rimedio in “ombra di se stesso”(UEEI non attivata) che può moltiplicare e trasferire l’informazione nitida, nei distretti di cui ha bisogno il paziente, e che hanno bisogno di “risincronizzarsi” (a livello sub atomico) sul ritmo di Aconitum, una volta sincronizzati per risonanza la persona guarirebbe.

Questo prevederebbe che ci siano UEEI in comune con altri esseri viventi in natura, e del resto è anche probabile dal momento che il nostro patrimonio genetico lo condividiamo per il 99% con tutti gli altri esseri viventi.