Psico-omeopatia Unità di Espressione Energetica Identitaria, l’imprinting (1)

Per esemplificare quanto concettualizzato nei precedenti appunti, prendiamo ad esempio l’imprinting descrito da Konrad Lorenz.

Abbiamo un anatroccolo con UEEI nell’insieme materiale (olfatto, vista, verso la madre) nell’insieme mentale (schemi comportamentali come seguire la madre) e nell’insieme spirituale (attaccamento, affetto, sentimento);

potremmo ipotizzare che “la chimica olfattiva” e “elettromagnetica/chimico- visiva” , colleghino “l’impronta-madre” (vicino all’anatroccolo) con “l’ombra dell’anatroccolo”, predisponendo una “esperienza UEEI” che trasforma l’ombra in impronta.

Stessa cosa per il comportamento materno (insieme mentale) dove abbiamo la madre davanti e l’anatroccolo dietro, in questo caso è come se ci fosse un abbinamento UEEI complementare che predispone l’esperienza ontologica dell’anatroccolo, e nell’insieme spirituale si combinano le UEEI materno/esemplificativo della madre (questo si vede molto con le orse e i loro cuccioli) e l’UEEI coping dell’anatroccolo che permettono un legame impronta/ombra profondo che andrà a costruire l’esperienza ontologica spirituale “sicurezza in sè” dell’anatroccolo (in cui si possono vedere delle analogie con la fede religiosa per esempio). Il tutto in un processo di individualizzazione che si definirebbe il passaggio dall’ombra (suggerimento meta-genetico di parte del genoma inespresso) all’impronta (espressione genetica disponibile a livello sub-atomico).

Questa possibilità, esperibile nella vita di un individuo, di abbinamento a livello sub-atomico potrebbe “dare esperienza UEEI” anche tramite sostanze simili e diluite moltissimo. Per esempio le sostanze chimiche cui l’anatroccolo è sensibile con i suoi recettori olfattivi e che gli permettono di riconoscere la madre e di seguirla prontamente, potrebbero essere presenti in natura, per esempio in botanica,

(cioè la stessa sequenza genetica presente sulle cellule epidermiche dell’anatra madre che producono l’odore percepito dall’anatroccolo la si trova nel genoma di una pianta specifica presente in natura),

e se fatte successivamente assumere dall’anatra (anatroccolo diventato un po’ autistico da adulto), risolvere un comportamento di “distacco affettivo dell’anatra” per il semplice fatto che permetterebbero a posteriori un’esperienza ontologica UEEI dell’anatra, che non ha potuto avere quando era cucciola, modificando il comportamento dell’anatra. In questo senso l’omeopatia (psico-omeopatia) se applicata dagli psicologi in psicologia, potrebbe avere i suoi risultati ammesso che “il rimedio” e la “potenza” utilizzate siano quelle corrette.

Nel caso di un surrogato della madre (pupazzo di plastica o l’etologo stesso) il bisogno dell’anatroccolo essendo vitale si esprime con un comportamento simile (scambiandolo per la madre), ma difetterà di un’esperienza UEEI completa, e dovrà poi passare da diversi mutamenti epigenetici, per arrivare a essere un individuo selvatico che si adatta all’ambiente, e non sempre questo sarà possibile, questo a dimostrazione del fatto che una “madre-surrogato” non avendo la possibilità di associare le UEEI a livello genetico, con le ombre del cucciolo, non potrà permettere al cucciolo lo stesso sviluppo, (John Bowlby sperimenti sulla teoria dell’attaccamento) ovvero esperienze ontologiche con le UEEI della madre, tali da permettere un processo di individuazione sano (da ombra a impronta).

(1) https://www.treccani.it/enciclopedia/imprinting_(Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica)/