Come immaginare un essere vivente e la guarigione omeopatica secondo l’habit theory (lo stare “il possedere” l’abitare un campo ne determina l’espressione energetica identitaria UEEI, biologicamente, mentalmente, spiritualmente)
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Possiamo immaginare l’habit theory (f-psicoarchitettura) in linea con la teoria delle stringhe, cioè come se un individuo avesse tre corse di violino che vibrano e mentre vibrano emettono un suono, suono che viene letto come realtà dalla nostra “mente”, la nostra mente elaborerebbe il suono non le corde di violino.
Questo è un fenomeno talmente microscopico da esistere in una realtà fisica (materiale) di tipo quantistico, senza tempo e senza spazio. Il nostro essere fa esperienza di tre macro-livelli materiale mentale spirituale, collegati fra loro ma che funzionano a secondo del “campo/insieme” in cui si trovano, ogni macroinsieme è intersecato con gli altri due macroinsiemi ed è costituito da infinisti sottoinsiemi e intersezioni, ma l’essere vivente non estrinseca tutte le possibilità contemporaneamente ma solo quelle utili e congruenti all’esperienza in atto (espressione energetica) cioè che sta vivendo.
Ogni esperienza/espressione energetica è collegata sia a tutte le UEEI dell’individuo che alle esperienze/espressioni energetiche di altri individui. Possiamo immaginarlo come l’intreccio di 3 corde (macro insiemi) e ogni corda è l’intreccio di infiniti sottoinsiemi, microinsiemi, le 3 corde hanno un andamento ondulatorio armonico fra loro, costituito da molteplici andamenti ondulatori di microinsiemi che sono costituiti da UEEI fatte a doppia elica in cui esiste una parte in ombra e una parte espressa esperienziale, qui ci sono delle microstringhe chiuse ad anello che si spostano dalla pare in ombra alla parte espressa fenomenica.

questo è da immaginare come se l’individuo fosse costituito da tre corde di violino che vibrano, su campi diversi (materiale mentale spirituale) che si incrociano e nei punti in cui si incrociano l’UEEI può passare da un macro campo all’altro, nel caso tutte le UEEI del campo fisico (materiale) migrassero sugli altri due macrocampi (mentale spirituale) la dimensione materiale (corpo) si estinguerebbe (per esempio dopo la morte fisica) ma rimarrebbero le altre due macrodimensioni (macro insiemi, per dirla in modo matematico, macro campi per dirla in modo fisico, macro dimensione per dirla in modo religioso spirituale filosofico) .

per esempio analizzando la funzione cardiaca essa avrebbe delle UEEI (unità di espressione energetica identitaria) che interagiscono nei 3 macro campi, e nei diversi micro campi, ogni “corda di violino” può vibrare in modo risonante e armonico con le altre corde oppure no, quando è disarmonica ha nella sua UEEI un’informazione energetica (l’UEEI è fatta come il dna in senso frattalico) che omette l’informazione corretta.

il preparato omeopatico (come anche altre UEEI di altri esseri viventi) veicolato da acqua nei suoi diversi stati fisici (vapore ghiaccio…) riuscirebbe a trasmettere alla parte “stonata” dell’UEEI, l’informazione corretta, nel frammento di una della doppia elica, l’ombra, la quale la trasmetterebbe all’altra elica (quella fenomenica esperienziale) rimettendo in assonanza la vibrazione quantistica.
Questo avverrebbe in entanglement quantistico, cioè tutte le parti collegate all’individuo, in assonanza captano l’informazione corretta, dando luogo a un adattamento epigenetico di tipo quantistico (con il rimedio omeopatico similium è guarito di tutti i sintomi) secondo una logica frattalica (il dna nel campo fisico, ha un funzionamento simile a quello energetico che ipotizzo essere a doppia elica).
L’acqua in sè avrebbe proprietà elettromagnetiche di “conduttore di informazione” (come il rame conduce l’elettricità/elettroni), più che una sua memoria, ma poco importa, nel senso che permetterebbe “di separare le onde” in modo che non vengano percepite dall’UEEI come sovrapposte, e risultino pertanto nitide e leggibili dal piccolo frammento dell’UEEI “stonato” l’UEEI con questa informazione risincronizza la sua onda e l’individuo guarisce con il similium omeopatico.
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