amplificazione dei sintomi o aggravamento omeopatico e fenomeni che precedono la guarigione psichica
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https://www.facebook.com/watch?v=2251521498669761 (fonte video)
La riparazione del genoma cellulare avviene attraverso delle “semplici proteine sensoriali” che si muovono lungo i filamenti come “silenziosi ispettori” corrispondono alle proteine sensori della risposta al danno del DNA (DNA Damage Response, DDR): molecole come PARP1, MRN complex o RPA riconoscono anomalie strutturali (rotture singole o doppie, lesioni chimiche, distorsioni della doppia elica).
Quando rilevano un problema, attivano segnali (ad esempio attraverso modificazioni post-traduzionali come la fosforilazione di H2AX o la poli-ADP-ribosilazione) che reclutano le proteine riparatrici, “contrassegnando” il sito danneggiato per facilitarne l’accesso.
Successivamente intervengono team specializzati:
- Per rotture a doppio filamento → pathway come Non-Homologous End Joining (NHEJ: rifila i bordi e li ricongiunge) o Homologous Recombination (HR: usa il filamento sorella come stampo per una riparazione fedele).
- Per lesioni minori → Base Excision Repair (BER) o Nucleotide Excision Repair (NER), che rimuovono e sostituiscono sezioni danneggiate.
Durante la riparazione, la cellula attiva i checkpoint del ciclo cellulare (ad esempio G1/S o G2/M) per sospendere la divisione ed evitare la trasmissione di errori alle cellule figlie.
Al termine, un controllo finale verifica l’integrità, permettendo la ripresa del ciclo.
Questa sorveglianza costante previene l’accumulo di mutazioni, che potrebbero portare a cancro, invecchiamento precoce o altre patologie. È un processo essenziale per mantenere la stabilità genomica in ogni cellula del nostro corpo
Analogamente, il genoma energetico, in alcuni punti può perdere la frequenza specifica dell’UEEI, sia per problemi di riconoscimento con le altre UEEI dell’individuo (cause “interne”) che per interferenze energetiche dei campi o di altre UEEI, questo produrrebbe una stato “disarmonico” dell’espressione energetica identitaria, nei vari campi FPT e sottocampi.
Una sostanza molto diluita sia essa “fiori di Bach” o sali di Wilhelm Heinrich Schüßler, o rimedi Hanemaniani, Korsakoviani (si tratta di botanici Bach, naturopati Schubler, biologi, medici che hanno abbandonato la professione, come nel caso di Hahnemann, che nel XIX sec hanno lasciato scritti sugli effetti delle diluizioni di sostanze presenti in natura) secondo questa mia teoria (Habit theory, teoria dell’abitare cioè in senso etimologico, dello stare-possedere in un campo energetico) queste sostanze indurrebbero a guarigione, agendo sul genoma energetico, come spiegato nei precedenti appunti, cioè riparandolo.
La sostanza a livello del doppio filamento energetico andrebbe a stimolare la parte danneggiata del filamento in ombra, la quale stimolerebbe il filamento fenomenico che reagirebbe come un eco sintomatico cioè aumentando i sintomi ma senza aumentare la lesione, questo fenomeno energetico di “disarmonia energetica amplificata” tornerebbe a stimolare in modo amplificato il filamento ombra, il quale ritroverebbe la sua sincronizzazione originaria riparando il genoma energetico, la parte in ombra trasferirebbe poi alla parte fenomenica la sincronizzazione, riparando completamente il genoma energetico.
In altre parole è come se una sostanza molto diluita fosse in in grado, con molta precisione di evidenziare “un effetto rumore contrapposto” (detto per esempio aggravamento in omeopatia) in base a un effetto di similitudine, più o meno come funzionano i nostri sensi che non registrano in modo proporzionale l’intensità di uno stimolo, per esempio di un suono, ma la presenza di una differenza fra due stimoli (stiamo parlando anche qui di aspetti energetici) (vedi esperimenti di Wundt) la sostanza diluita ed energizzata (come nel caso della rugiada raccolta su un fiore nelle prime ore del mattino quindi energizzata dal sole – metodo Bach) funziona come come un diapason un po’ particolare, cioè che prima amplifica l’errore di desincronizzazione e poi lo risincronizza (diapason). Cioè prima registra una differenza di frequenza anomala, amplificandola, e poi la risincronizza portandola alla caratteristica energetica (per esempio similium in omeopatia, o preparato: fiore di Bach) dell’UEEI della persona condivisa con la UEEI dell’individuo vegetale presente in natura.
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