Psicoterapia Abitativa Omeopatica naturocentrica
Come si Associano le UEEI
La realtà potrebbe essere un magma a densità diverse, che si muove in parte casualmente e in parte non casualmente (libero arbitrio), in cui sono contenute delle unità energetiche UE. Queste UE in parte appartengono a individui (esseri viventi) e in parte no. La loro esistenza dipende dall’espressività energetica delle particelle che costituiscono gli esseri viventi, definendoli in individui UEEI di diverso tipo (vegetali, animali, esseri umani sono alcune delle nostre categorie che ci servono per distinguere questo fenomeno).
Queste UEEI costituiscono ogni individuo, in base a dei principi frattalici (macro e micro si assomigliano), la cui esistenza non richiede un tempo né uno spazio, ma un alternarsi di movimenti ondulatori che si estrinsecano e scompaiono, in base alla presenza o meno di un “osservatore”. Non è chiaro se l’osservatore debba essere sempre fuori dal campo fenomenico o se possa essere anche parte del campo fenomenico. Probabilmente entrambi, e forse l’osservatore esterno potrebbe essere un’entità che fa esistere, un po’ come la nostra idea di D. Mentre il libero arbitrio di ogni creatura può orientare in una espressione energetica o un’altra, l’esistere individuale, un po’ come se lo spazio venisse creato “dall’osservare di D.” e il tempo “dall’osservare” individuale (mi riferisco al principio di indeterminazione).
La dove lo spazio è infinito (cioè l’osservare di D.) il tempo è zero (per es. velocità della luce i fotoni hanno un tempo zero/sono energia pura forse questo è l’abitare di D. nella storia dell’uomo come sostiene il pensiero ebraico-cristiano) la dove il tempo è infinito lo spazio è zero (l’osservare degli esseri viventi) quindi quello che possiamo immaginare esserci nel nostro creare la realtà spazio-tempo, è immaginabile come un vecchio proiettore di film (spazio zero, ma anche il nostro sognare ha uno spazio reale zero) che proietta “immagini/temporali” in movimento (la durata del film), le quali vengono percepite dalle nostre UEEI ma noi è come se fossimo dentro a quelle immagini dello schermo (spazio fenomenico zero) in un tempo infinito (percezione di eternità della coscienza), e sarà infinito nei passaggi energetici delle nostre UEEI nei tre macrocampi energetici FPT(1). Noi creiamo il limite dello spazio (per esempio 1 kmq ) e del tempo (per esempio 1 ora) ma in se non esistono in quanto in realtà collocati nello spazio infinito di D. e nel tempo eterno della nostra coscienza.
L’osservare di una entità esterna al campo assoluto (D.) fa esistere sia ciò che è dotato di libero arbitrio (tutti gli esseri viventi) che ciò che non è dotato di libero arbitrio, per esempio il sole che funzionerebbe in modo casuale (la fusione nucleare del sole permette a noi di esistere in modo formalizzato). Il sole, con la sua luce diretta e indiretta, permette alle UEEI di orientare la propria esistenza collegandosi con le UEE del sole (che si immagina non abbia una identità sua).
Ogni A-UEEI (dove per A intendiamo un individuo) è in relazione con le proprie a-UEEI, con le x-UEEI di altri individui e con le UEE non identitarie. Ci possiamo chiedere come avvengono queste relazioni?

Ipotesi sul Meccanismo delle Relazioni
Secondo il principio frattalico, ipotizziamo che questa relazione avvenga nello stesso modo in cui avviene quella chimico-molecolare, ma immaginandola in un contesto di entanglement. Quindi, ogni a-UEEI è collegata a tutte le sue A-UEEI e alle UEE non identitarie che servono per la sua esistenza, questo all’interno di un “vuoto quantistico dinamico” in base all’effetto Casimir. L’effetto Casimir dimostra l’esistenza dell’energia di punto zero (coppie di particelle virtuali – fotoni, elettroni-positrone, ecc. – nascono e si annichiliscono istantaneamente dal nulla, creando un “mare” di energia di punto zero, un po’ come nei sogni; vedere appunti PAO 4).
Cioè, le onde di a-UEEI si “stabilizzano energicamente” a seguito della loro sovrapposizione con le onde del campo (campo specifico di espressione energetica). Più o meno come accade per il corpo umano (principio frattalico): se ci pensiamo, gli atomi in gioco che determinano la materia organica sono pochi, ma sono i legami chimici che determinano la loro funzione molecolare e, di conseguenza, cellulare. La stessa cosa la possiamo immaginare nelle UEEI: il genoma energetico attivo (quello che definisce l’identità energetica) potrebbe avere pochi “atomi” in gioco, quindi sono i “legami energetici” che creano “l’espressione energetica” da cui deriva il come ci appare la nostra realtà (A-UEEI) e quella dell’ambiente circostante, identitario e non.
Quello che possiamo immaginare è una complessa “sovrapposizione di onde” che lega le diverse UEEI e UEE, in base “all’attenzione energetica” (osservatore) che noi diamo e, in base forse, a un’attenzione energetica di un osservatore fuori dal campo (il creatore o D., che genera lo spazio e definisce un inizio e una fine di questo spazio per ogni X-UEEI).
In altre parole, la realtà è solo energia formalizzata o meno per come appare alla coscienza identitaria (consapevolmente o inconsapevolmente a seconda del livello di attenzione “osservativa” che diamo e che viene data dal contesto), mentre quello che noi chiamiamo realtà (realtà materiale) è una rappresentazione cognitiva che fanno le nostre a-UEEI nel campo P. I legami fra le UEEI e il loro dinamismo associativo avvengono probabilmente come avviene per la chimica organica e inorganica, ma anche sulla base di “marker” energetici identitari, che permettono alle a-UEEI di riconoscersi come appartenenti.
(1) possiamo immaginare i campi FPT (e il muoversi delle UEEI di tutti gli esseri viventi) come l’insieme di tutti gli oceani, fiumi, ma anche vapore, ghiaccio, questo potrebbe essere lo spazio infinito che appartiene a D. (l’osservatore è D.) le nostre UEEI possono abitare questo spazio e trovarsi per esempio in un passaggio alla foce del fiume che entra nel mare (per esempio campo F che si mischia con campo P) è ricorrente questa immagine nelle creazioni artistiche e canzoni per indicare il passaggio dalla vita alla morte, un espressione energetica delle UEEI di transizione, da un tempo esperito come limitato a un tempo vissuto dalla coscienza come infinito.
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