Psicoterapia Abitativa Omeopatica naturocentrica
“contrariamente all’idea comune di vuoto, è animato da un continuo ribollire di particelle e antiparticelle, materia e antimateria, che nascono e si annullano vicendevolmente. È quello che chiamiamo “vuoto quantistico”, qualcosa di tanto dinamico da dare luogo a un’espansione rapidissima dell’universo, che chiamiamo “inflazione”, grazie alla quale punti inizialmente separati da distanze inferiori alle dimensioni di un nucleo atomico si trovano oggi a miliardi di anni luce l’uno dall’altro.”
Commento
Riguardo a questo interessante articolo delle fisiche Ruvolo-Scianitti, come psicologa vorrei far notare che probabilmente ci è difficile distinguere il “come funziona il nostro sistema percettivo e la nostra mente” da “come funziona la realtà” verso cui ci volgiamo alla ricerca di una verità scientifica, non facile in quanto complessa e di facile fraintendimento.
Ora la mia ipotesi è che si scambi il nostro modo di percepire la realtà, per sua natura definitorio, con la realtà stessa per sua natura indefinibile, che potrebbe non avere una “definizione puntiforme” (particelle). Il nostro sistema neuronale percepisce tramite singoli neuroni (particelle neuronali), che si collegano fra di loro e inviano impulsi al cervello che li interpreta e li trasforma in “realtà condivisa con altri individui”. Ora, dal punto di vista psicologico, spesso si scambia il come siamo fatti noi con il come sono fatti gli altri, trasponendo apparenti similitudini fra noi e gli altri. È un modo di interpretare la realtà che ci consente di prendere decisioni sulla realtà.
Anche l’idea forse non corretta che esista un vuoto è probabilmente riferita al nostro sistema percettivo sensibile a una banda ristretta di stimoli, quindi ne ignora altri che per noi diventano non visibili e quindi interpretabile come vuoto? E anche il nostro modo di interpretare gli stimoli sensoriali, attraverso “l’attenzione”, che di fatto ne considera un numero molto limitato, ignorandone la maggior parte, al fine di potersi muovere in un mondo “ego-percepito” che però è funzionale in quanto più facilmente soddisfa i nostri bisogni.
Fatta questa premessa, e nell’ottica di una collaborazione fra scienze diverse, in quanto potremmo avere un punto di vista della scienza psicologica molto vicino al punto di vista della ricerca fisica, e in questo senso, vero non esiste il vuoto e abbiamo un continuum energetico di intensità variabile, e probabilità di tipologia energetica variabile. Il continuo energetico indefinito contiene campi indefiniti di attivazione (le UEEI) che si intersecano con campi sovrapposti di espressione energetica (FPT), esemplificando un po’ come se il polo positivo e negativo di due fili che avviciniamo creano la realtà, ovvero il fenomeno della lampadina che si accende. Ma la realtà è che, avvicinando i fili, inizia un flusso di energia che si muove (si eccita); la realtà fenomenica alla base non sono i fili né la lampadina. Ora noi potremmo scambiare il nostro sistema sensoriale (fili) con la realtà che immaginiamo essere la “lampadina” e non il flusso di energia.
Quindi nell’ipotesi teorica PAOn non esistono “particelle” senza onde, ma solo flussi di energia (con modi energetici diversi, non solo polo positivo e polo negativo, ma anche con tutta una serie di “altro” che non è né polo positivo né polo negativo) che non ha natura particellare, ma ha natura ondulatoria, come il mare, in cui le onde appaiono e scompaiono a causa di molteplici fenomeni in atto (vento, ostacoli e riverberi, densità, gravità). Se isoliamo un cm cubo di mare, il mare all’interno del cubo magari cambia il suo modo di comportarsi, perché isolato da forze esterne che ne predispongono il comportamento fisico. Nel cm cubo di mare isolato ci potrebbe essere l’autodeterminazione di qualche UEEI, ma avrebbe una espressione energetica più debole in quanto mancherebbero in parte le forze esterne che favoriscono l’espressione energetica e il collegamento con le altre UEEI, cioè “lo spazio infinito” in un tempo zero, determinato da qualcosa di esterno alla realtà, realtà in cui esistono elementi individuali con tempo infinito che fluttuano “nello spazio infinito” dando luogo a fenomeni energetici che sono la realtà che la nostra coscienza (e quella di tutti gli esseri viventi) accoglie.
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