F-Psicoarchitettura appunti

Carla Foletto studio in Mantova (e Torino) cell 3926255541

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Identità energetica

Condivido delle riflessioni sulla mia ipotesi che, l’energia, normalmente concepita dai fisici come: qualcosa di costitutivo solo della materia, abbia invece una caratteristica identitaria: quel pacchetto energetico è specifico solo di quell’individuo e non di altri, questo avverrebbe tramite una caratteristica vibrazionale dell’unità energetica esclusiva di quell’individuo e non di altri. 

(vedi post precedenti e link a cui si riferiscono)

In sintesi ogni individuo (animale e vegetale) è costituito da unità energetica che si trovano in universi dimensionali differenti (per esempio materiale, psichico concettuale, psichico affettivo, psichico emotivo …); al momento di quello che chiamiamo “morte” gradualmente le unità energetiche migrano dall’universo dimensionale materiale agli altri universi dimensionali, senza perdere la loro caratteristica identitaria dovuta alla “qualità vibrazionale” unica per quel soggetto (umano, animale o vegetale) e si organizzano diversamente forse anche con una possibile “reincarnazione” (ipotesi sostenuta dalle religioni orientali) ma non necessariamente.

Al momento della cosidetta morte, tramite i nostri sensi percepiamo un graduale cambio di stato del soggetto morto. Ciò che appare a noi come corpo via via cessa ogni “movimento” e si avvia verso uno stato in cui il corpo continua il movimento all’interno del cosmo (rotazione terrestre …) ma piano piano sempre più  a livello microscopico, cessa ogni movimento proprio, nella dimensione materiale. 

Ora concentriamoci sul concetto di “movimento”, noi sappiamo, senza ombra di dubbio, che ogni cosa è in movimento, sia dal punto di vista cosmico (la terra gira intorno a se stessa, al sole …… ecc) che da punto di vista atomico (l’elettrone … ecc).

Ma noi abbiamo una percezione statica della realtà che ci circonda. Quindi noi non abbiamo una percezione sensoriale vera della realtà che ci circonda la nostra è una trasformazione cognitiva che ci permette di sentirci “in azione” sia essa spontanea (respiro, cuore …) o volontaria (camminare, ruotare gli occhi …).

Quindi lo spazio e il tempo sono un “filtro” creato dalla nostra mente che giustificano i fenomeni prodotti dal movimento. In realtà tempo e spazio non esistono essi sono costruzioni della nostra mente, esiste solo il “movimento” e l’accelerazione o meno delle unità energetiche, dentro a un movimento, che danno luogo a “accelerazione”= “aumento dell’intensità energetica” o “decelerazione”= “diminuizione dell’intensità energetica”, delle unità energetiche di cui una parte ha caratteristica “identitaria” (sono parti di un soggetto) e una parte no (sono neutre)

Chiaramente questo è solo un modello teorico che non ha la pretesa di essere scientifico (empiricamente dimostrabile) è un approccio alternativo al “modello antropocentrico” che impera nella odierna conoscenza, antropocentrismo che potrebbe dare spiegazioni vere in parte e in parte del tutto fuorvianti.

 

F-psicoarchitettura appunti 58

Come immaginare un essere vivente e la guarigione omeopatica secondo l’habit theory (lo stare “il possedere” l’abitare un campo ne determina l’espressione energetica identitaria UEEI, biologicamente, mentalmente, spiritualmente)

http://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/wp-admin/post.php?post=896&action=edit

Possiamo immaginare l’habit theory (f-psicoarchitettura) in linea con la teoria delle stringhe, cioè come se un individuo avesse tre corse di violino che vibrano e mentre vibrano emettono un suono, suono che viene letto come realtà dalla nostra “mente”, la nostra mente elaborerebbe il suono non le corde di violino.

Questo è un fenomeno talmente microscopico da esistere in una realtà fisica (materiale) di tipo quantistico, senza tempo e senza spazio. Il nostro essere fa esperienza di tre macro-livelli materiale mentale spirituale, collegati fra loro ma che funzionano a secondo del “campo/insieme” in cui si trovano, ogni macroinsieme è intersecato con gli altri due macroinsiemi ed è costituito da infinisti sottoinsiemi e intersezioni, ma l’essere vivente non estrinseca tutte le possibilità contemporaneamente ma solo quelle utili e congruenti all’esperienza in atto (espressione energetica) cioè che sta vivendo.

Ogni esperienza/espressione energetica è collegata sia a tutte le UEEI dell’individuo che alle esperienze/espressioni energetiche di altri individui. Possiamo immaginarlo come l’intreccio di 3 corde (macro insiemi) e ogni corda è l’intreccio di infiniti sottoinsiemi, microinsiemi, le 3 corde hanno un andamento ondulatorio armonico fra loro, costituito da molteplici andamenti ondulatori di microinsiemi che sono costituiti da UEEI fatte a doppia elica in cui esiste una parte in ombra e una parte espressa esperienziale, qui ci sono delle microstringhe chiuse ad anello che si spostano dalla pare in ombra alla parte espressa fenomenica.

questo è da immaginare come se l’individuo fosse costituito da tre corde di violino che vibrano, su campi diversi (materiale mentale spirituale) che si incrociano e nei punti in cui si incrociano l’UEEI può passare da un macro campo all’altro, nel caso tutte le UEEI del campo fisico (materiale) migrassero sugli altri due macrocampi (mentale spirituale) la dimensione materiale (corpo) si estinguerebbe (per esempio dopo la morte fisica) ma rimarrebbero le altre due macrodimensioni (macro insiemi, per dirla in modo matematico, macro campi per dirla in modo fisico, macro dimensione per dirla in modo religioso spirituale filosofico) .


per esempio analizzando la funzione cardiaca essa avrebbe delle UEEI (unità di espressione energetica identitaria) che interagiscono nei 3 macro campi, e nei diversi micro campi, ogni “corda di violino” può vibrare in modo risonante e armonico con le altre corde oppure no, quando è disarmonica ha nella sua UEEI un’informazione energetica (l’UEEI è fatta come il dna in senso frattalico) che omette l’informazione corretta.

il preparato omeopatico (come anche altre UEEI di altri esseri viventi) veicolato da acqua nei suoi diversi stati fisici (vapore ghiaccio…) riuscirebbe a trasmettere alla parte “stonata” dell’UEEI, l’informazione corretta, nel frammento di una della doppia elica, l’ombra, la quale la trasmetterebbe all’altra elica (quella fenomenica esperienziale) rimettendo in assonanza la vibrazione quantistica.

Questo avverrebbe in entanglement quantistico, cioè tutte le parti collegate all’individuo, in assonanza captano l’informazione corretta, dando luogo a un adattamento epigenetico di tipo quantistico (con il rimedio omeopatico similium è guarito di tutti i sintomi) secondo una logica frattalica (il dna nel campo fisico, ha un funzionamento simile a quello energetico che ipotizzo essere a doppia elica).

L’acqua in sè avrebbe proprietà elettromagnetiche di “conduttore di informazione” (come il rame conduce l’elettricità/elettroni), più che una sua memoria, ma poco importa, nel senso che permetterebbe “di separare le onde” in modo che non vengano percepite dall’UEEI come sovrapposte, e risultino pertanto nitide e leggibili dal piccolo frammento dell’UEEI “stonato” l’UEEI con questa informazione risincronizza la sua onda e l’individuo guarisce con il similium omeopatico.

f-psicoarchitettura appunti 57

L’identità di UEEI determina il tipo di fenomeno che vediamo

principio di indeterminazione applicato alla psicologia e psico-omeopatia

L’idea è che viviamo “come” e “dentro” a onde sovrapposte che possono comportarsi come onde o come particelle, più un preparato omeopatico è diluito meno le onde sono sovrapposte e meglio è “leggibile” la sua UEEI (Bellavite) le onde come particelle oscillerebbero fra una lato ombra e una lato “impronta-appare-fenomenico” immaginandolo in termini di principio di indeterminazione.

Ciò che slatentizza l’espressione energetica in un determinato campo (insieme sottoinsiemi intersezione ecc che caratterizzano l’UEEI) è l’UEEI dell’osservatore ovvero l’identità dell’osservatore (identità materiale-fisica, mentale-informazionale-psichica, spirituale-affettivo emotiva).

L’dentità dell’osservatore è in parte condivisa con altre UEEI (per esempio nel mondo fisico, nell’uomo come si vedono i colori, come s’interpretano le onde sonore, in generale la percezione sensoriale) quindi l’interpetazione sensoriale avviene in parte nello stesso modo, e in parte non condivisa e caratteristica dell’essere vivente.

Nel momento in cui osserviamo la realtà abbiamo due probailità: ombra/impronta, e si estrinseca solo l’insieme visibile di un determinato stato, nel caso di “identità condivisa” per esempio vediamo il rosso e in ombra vanno tutti gli stati che con si accordano con “vedere rosso”, ma questo avviene anche in modo molto più complesso per altri fenomeni fisici-materiali (per esempio vedere un paesaggio con elementi in movimento) per quanto riguarda l’identità condivisa, e la stessa cosa per l’identità condivisa dove però sembrerebbe che si vedono, sentono, provano cose che a noi va bene (per motivi diversi) vedere, cioè la soggettività non è condizionata da un funzionamento di condivisione, ma di aspettativa, la soggettività può essere condizionata dal cosi detto “effetto placebo” cioè da aspettativa positiva o negativa (per es. pregiudizio scientifico) Poichè ipotizzo che l’UEEI sia qualcosa di infinitamente piccolo, ipotizzo anche che funzioni su base quantistica in tutti i campi o possibilità di espressione energetica.

f-psicoarchitettura appunti 56

Riassumendo ogni unità d’espressione energetica identitaria, UEEI, è costituita da “stringhe” ed ha un funzuonamento elettromagnetico sub-atomico, è intrecciata (entangelment) con tutte le altre sue UEEI, funziona senza spazio e senza tempo (quindi non è misurabile) ma ha caratteristiche qualitative (quindi non quantitative) forse potrebbero essere spiegate riesumando i vecchi ormai desueti concetti di matematica insiemistica.

Ogni stringa può funzionare come paricella o come onda(vedi immagine sopra), ma dobbiamo immaginare che l’espressione energetica identitaria EEI, si modifichi sia come “unità” che come “campo” (insieme di qualità di quella EEI, da immaginare con i concetti dell’insiemistica, per esempio: campo biologico, sottoinsieme funzionale, intersezione specificità cellulare, sotto insieme espressione genetica policellulare, intersezione funzionalità contrazione-distensione, intersezione impulso neuronale, sotto insieme recettori colina, macrocampo flusso sanguineo, sottoinsieme ossigenazione ecc… vanno analizzati tutti i fenomeni necessari per esplicare lo specifico fenomeno che determina la funzione, in questo caso cardiaca).

Ogni UEEI sia che sia una stringa o una particella (stringa chiusa a cerchio), ha dei “recettori elettromagnetici” influenzabili in senso “frattalico” verso l’esterno (segue rapporti costanti e armonici) che la renderebbero meno vulnerabile, e in senso interno “genetico elettromagnetica”(cioè individuale) questi recettori sarebbero EEI che oscillano dal lato ombra (non vi è EEI) al lato fenomenico (c’è EEI)(immaginare la stringa doppia elica come nell’immagine sopra) la parte ombra potrebbe predisporre un funzionamento opposto, cioè una fenomenologia uguale e contraria dell’EEI, per esempio la tirosina invece che dare un effetto attivante da un effetto inibente se molto diluita (vedi esperimento riassunto a seguito).

Quindi l’ipotesi è che l’omeopatia funzioni a livello sub atomico, all’interno di processi di espressione energetica identitaria che possono nascondersi ma non per questo sono meno attivi, o svelarsi in termini energetici producendo effetti opposti orientati a una risincronicizzazione di tutto l’individuo (intreccio/entangelment), costituito da UEEI, in base a un possibile “genoma energetico” in cui sono presenti i genomi energetici di tutte le specie animali, in tal senso per esempio il soggetto “sepia” ha una vulnerabilità in quel tratto di “genoma energetico” (tratto genoma energetico: sepia) motivo per cui l’assunzione di una diluizione del rimedio sepia, coinvolge più aspetti, cioè più UEEI nei vari campi di EEI, prima producendo i sintomi (andando ad attivare la parte fenomenica svelata delle UEEI) poi guardendo la persona attivando la parte in ombra, dell’UEEI, che produce l’effetto opposto risincronizzando quella parte di onda elettromagnetica presente in modo desincronizzato nel genoma elettromagnetico del malato corrispondente al tratto condiviso/uguale con l’espressione genetica sub-atomica di Sepia. In altre parole il rimedio Sepia con “recettori energetici specifici” si legherebbe solo se sono desincronizzati (1) i tratti di stringa UEEI del malato, che esprimono “il tratto genoma energetico condiviso con sepia”, in questo modo l’UEEI fenomenica che si è associata al rimedio sepia, trasferisce l’informazione alla propria parte in ombra (che si immagina essere impenetrabile a fonti esterne) la quale risponde in modo opposto e poi svelandosi (passando nella doppia elica dal lato ombra al lato attivo/fenomenico) questo passaggio sul piano fenomenico rappresenterebbe la guarigione del paziente tramite il similium, che qui diciamo avere recettori specifici energetici per la parte fenomenica (non in ombra) desincronizzata delle UEEI, se questa parte non è desincronizzata (il rimedio non è il similium) non esprimerebbe nessun effetto, cioè il rimedio funziona come acqua fresca. Se la parte è desincronizzata (non in risonanza) e il rimedio è il similium, il rimedio sincronizza la parte della doppia elica non in ombra, la quale parte non in ombra sincronizza quella in ombra che una volta sincronizzata emerge dall’ombra con effetto fenomenico (cioè esprime la sua parte energetica identitaria) e qui si vedrebbe la guarigione a volte anche sorprendentemente immediata della persona, se il rimedio è il similium.

(1)concetto di recettore elettromagnetico: il rimedio sarebbe attratto in modo magnetico nel senso che il soggetto avendo nelle UEEI sul lato elica svelato/fenomenico, un tratto specifico desincronizzato che corrisponde al similium, il similium è attratto, se non fosse desincronizzato non sarebbe magneticamente attratto, l’UEEI va pensata come un’onda che scorre in modo fluido e attrae o respinge altri elementi ondulatori su base di polarità complesse +/- di tipo recettoriale, che fungono da difensori/non interferenza della risonanza complessiva dell’individuo ma anche accolgono similium pertinenti in caso di desincronicizzazione di alcune parti dell’ UEEI del soggetto. acceso

spento

acceso

Le stringhe possono essere energeticamente espresse come particella e le potremmo immaginare come dirconferenze elicoidali con 3 anelli concentrici, A il più esterno avrebbe dei “markers quantistici” (estroflessioni in rosso) che comunicano con altre UEEI di soggetti diversi (altri individui umani ma anche altre forme viventi) B selezionerebbe e poi porterebbe queste comunicazioni all’interno dell’UEEI, C intreccerebbe (entangelment) l’UEEI con tutte le altre UEEI dello stesso individuo e in questo modo tutte le UEEI di un solo individuo avrebbero lo stesso codice di risonanza, quindi si riconoscono e vibrano all’unisono. Ipotizziamo che un piccolo segmento della circonferenza elicoidale C non sia più in risonanza e vada in disonanza energetica, ipotizziamo che il piccolo segmento sia speculare a quello di sepia che però ha un’altra risonanza in quanto è un altro individuo, questa onda di risonanza diventa più leggibile dall’UEEI (dissonante) tanto è meno sovrapposta, quindi più diluita in acqua, ma non è la risonanza (che è individuale e identitaria) che ha azione curativa ma il fatto che la circonferenza elicoidale riconosce che l’UEEI di sepia ha il ritmo corretto del tratto dell’UEEI dell’individuo malato che invece lo ha in dissonanza, quindi ci sarebbe un elemento pulsante (pallino bianco) che parte dal rimedio sepia e lo trasferisce nella parte particellare dell’UEEI del malato, a un livello fisico in cui spazio e tempo non esistono, questo ritmo permette al tratto dissonante nel nucleo della parte particellare del soggetto malato di risincronizzarsi e a quel punto la dissonanza energetica ritorna come risonanza nella circonferenza elicoidale del nucleo mettendo in risonanza il tratto “sepia” ai 3 livelli dell’elemento particellare dell’UEEI che intrecciandosi con tutte le sue UEEI rimette in risonanza “sepia” tutto l’individuo, per questo motivo il similium agisce su sintomi diversi e contemporaneamente, è il fenomeno entanglement a “risincronizzare” in tutte le UEEI il trattino “sepia” solo dell’individuo che lo ha desincronizzato, su tutti gli altri individui non avrebbe nessuna azione. E questo avverebbe nella parte in ombra che dopo la risincronizzazione andrebbe in “risonanza” correttamente sulla parte elicoidale di espressione fenomenica. La parte in ombra e la parte fenomenica esperienziale esistono contemporaneamente con un solo filamento elicoidale ciascuna e permettono fenomenti di velamento (spento) e svelamento (acceso) fenomenico (principio di Heisenberg).

In conclusione l’omeopatia funzionerebbe in base ai principi frattalici, di entangelment, e di fisica quantistica, teorizzando un doppio funzionamento ondulatorio e particellare dell’energia, legato all’identità biologica, psichica e spirituale di un individuo in qualsiasi forma vivente, in base a una “costituzione energetica” simile a quella genetica in cui sono contenute tutte le combinazioni di tutti gli esseri viventi, diversificate in identità uniche.

Anche l’agopuntura potrebbe funzionare secondo questa ipotesi teorica in quanto nella medicina cinese si parla di reti di energie da riequilibrare e stimolando un punto del corpo si riuscirebbe a curare un organo distante da quel punto, cioè non c’è una relazione diretta.

schizzo bozza teorica habit theory

Immaginiamo schematicamente le 3 circonferenze a doppia elica come se fossero due triangoli intersecati, rosso un filamento dell’elica (ombra-nascosto) verde l’altro filamento della doppia elica (visibile-fenomenico)

Ogni circonferenza doppia elica ha un elemento verde e uno rosso (un elemento in ombra e uno fenomenico) A la circonferenza esterna, B quella mediana, C quella interna. Il rimedio similium arriverebbe sul marker della circonferenza A, e metterebbe in risonanza la corrispondente ombra di A, la quale si trasferirebbe sull’ombra B, la quale riverbera sulla fenomenica di C mettendo in risonanza il corrispondente tratto “es sepia” del particellare di UEEI questo secondo una logica frattalica “nucleo cellula/energia sub-atomica”, la particella di UEEI nella doppia elica lineare metterebbe in risonanza lo stesso tratto “sepia” nella lineare che nello stesso istante mette in risonanza tutte le UEEI dell’individuo malato portandolo a guarigione.

Qui lo stesso schema dello schizzo colorato

bozza teorica elaborata con IA

Quindi a livello astratto azzurro cerchio esterno, giallo cerchio medio, arancio cerchio interno, il rimedio grigio mette in risonanza il visibile esterno e poi avviene un’azione più profonda, la risonanza è trasmessa sull’ombra del cerchio esterno, che trasferisce sull’ombra del cerchio mediano che trasferisce sul fenomenico del cerchio interno che riporta il livello più protetto di risonanza (cerchio interno) al cerchio esterno che intrecciato con le altre UEEI trasferisce la sincronizzazione, risonanza corretta x es di sepia, facendo guarire la persona in modo completo e profondo. Il marker, del rimedio costituzionale, sopra citato nel doppio triangolo (rappresentazione astratta) ha un funzionamento più complesso e delocalizzato da ciò potrebbe evocare questa immagine.

quanti sintesi: https://youtu.be/3I08fcUFFo4?t=8


Entanglement https://www.facebook.com/photo/?fbid=1336166871887369&set=pcb.1336167201887336

f-psicoarchitettura appunti 55

stringa-particella /doppia elica Impronta-Ombra
3 cerchi concentrici

a spirale

Riassumendo la realtà potrebbe essere immaginata come un funzionamento duale “stringa-particella” per dirla in modo fisico all’interno di “campi” che ne favoriscono un funzionamento “materiale-mentale-spirituale” che io però chiamo macro-insiemi (con infiniti sottoinsiemi e intersezioni), in cui esistono delle unità di espressione energetica identitaria, collegate alle altre particelle UEEI dello stesso individuo nei 3 macro-campi, e con altre UEEI di altri esseri viventi tanti quanti sono gli esseri viventi (monocellulare, vegetali…animali… umani). Ogni UEEI ha una informazione identitaria che lo contraddistingue da tutte le altre.

La cosa andrebbe immaginata come se ci fossero elementi a doppia elica (tipo le figure sopra spirale 3 cerchi concentrici) inserite come nelle figure sopra : scala di Graz, fibre cardiache, dna, note musicali). Nelle “strozzature/collegamenti delle due eliche (scala di Graz) della doppia elica ci sarebbero 3 stringhe concentriche a doppia elica. Su un lato dell’elica funzionerebbe l’impronta (come accennato negli appunti precedenti), sull’altro l’ombra, ogni segmento permetterebbe un salto verso l’ombra o l’impronta, questa ipotesi potrebbe dare una spiegazione circa il motivo per cui esiste il “collasso d’onda” (ombra) che poi ricompare (impronta) perchè in generale nella fisica atomica a volte compare l’elettrone a volte scompare, s’immagina che semplicemente si sposti” nella sua UEEI, energia e a volte ricompare, o non c’è massa ecc… il gioco fenomenico reale è come se avesse una suo funzionamento in cui di svela e poi scompare, un po’ come affermano anche i mistici circa i loro fenomeni di coscienza. In altre parole avremmo un funzionamento a spirale o cerchi concentrici in contrazione? e un funzionamento a flusso lineare o in espansione? e contemporaneamente un ombra o un’impronta “informazionale?” che svela o vela (nasconde) l’IDE (l’identità dell’UEEI, cioè dell’individuo vivente nelle sue varie espressioni macro-insiemistiche).

A proposito di teorie energetiche (fondate sulla fisica) in psicologia, due autori: Silvio Fanti e Nicola Peluffo, nel secolo scorso, scrissero, immaginando però “dei pacchetti energetici” che io chiamo: UEEI collegate fra loro. Sono due psicologi i cui scritti molto complessi ma anche molto interessanti, sono facilmente reperibili sul web.

Preciso anche che nella mia idea su come sia la realtà, tutto si contrae/dilata, ma non ha spazio, si vela/svela e viceversa ma non è visibile, è cadenzato (ritmato) ma non ha tempo, è più o meno intenso ma non misurabile, come per esempio un emozione può essere contratta (tristezza) o espansa (gioia) ma non avviene in uno spazio, come un sentimento di amore magari cadenzato per un figlio ma non ha tempo, può essere presente e irremovibile come la fede o assente ma non ha un punto di aggancio, quello che facciamo con il linguaggio, per trasmettere il nostro pensiero sulla realtà, può essere un evocazione della realtà ma non è la realtà, la poesia a volte descrive meglio la realtà ma nemmeno la poesia è la realtà.

note su nozioni consolidate dalla comunità scientifica

f-psicoarchitettura appunti 54

UEEI, struttura a doppia elica con andamento onda/particella

Unità d’espressione energetica identitaria UEEI

Negli appunti precedenti trovate la spiegazione dello schizzo a lato dell’immagine a doppia elica (scala del Castello di Graz spiegato nel precedente appunto. Il modo con cui ipotizzo “sia strutturata quantisticamente” l’UEEI, prevede il concetto di una doppia elica, dove “l’energia” appare e scompare a secondo se si trova su un’elica o l’altra (ombra/impronta) ci sarebbero due flussi tipo onda (alto/basso) per ogni elica, la cui espressione UEEI cambia in senso direzionale (sull’onda della teoria delle stringhe). Fra un segmento di flusso dato dalle due interruzioni che permettono di passare da una elica all’altra, “l’UEEI” si comporterebbe come una particella in cui la parte esterna (rosso) ha delle estroflessioni che permettono di comunicare in modo”eteroindividuale” (cioè con altri individui vegetali, animali, umani) la parte blu collega con le altre particelle in modo omoindividuale cioè le UEEI dei tre macroinsiemi strutturati in modo complesso in sottoinsiemi ecc… cioè con lo stesso individuo, la parte verde è il nucleo UEEI immutabile, che servirebbe come memoria per la parte blu al fine di risincronizzarsi su “il vero sè UEEI” dopo eventuali adattamenti identitari (blu) finalizzati all’interscambio eteroidentitario (rosso) quando l’UEEI interagisce con il mondo fenomenico funziona come una particella, quando codifica funziona con le estroflessioni introflessioni dei due livelli (rosso blu) quando transita da un campo all’altro (macroinsieme materiale mentale spirituale e relativi sottoinsiemi intersecazioni ecc..) funziona come un onda sulle due direttive elicoidali.

Ora io cerco di essere concisa in ogni appunto, che va collegato con gli altri appunti, quindi capisco che questa ipotesi teorica non sia subito comprensibile, ma leggendo gli altri appunti si capisce il motivo per cui si arriva a questa conclusione.

Comunque più o meno le UEEI, sarebbero due “stringhe” di segmenti con due “strozzature” in cui l’l’energia si comporterebbe da particella per poi comportarsi da “stringa” se vista come flusso (salendo o scendendo) e da particella quando, fra le due strozzature, deve decidere se continuare per esempio a “dx” o cambiare a “sn” (ricordare che tutto avviene in assenza di tempo e spazio), quindi la psiche funzionerebbe per dirla in modo grossolano, nel macroinsieme materiale cone snc e snp in quello mentale come pensiero, in quello spirituale come emozione, affetti. La psiche cosi intesa sarebbe un fenomeno infinito identitariamente eterno, con una possibilità di annichilimento totale che porta all’estinzione identitaria in rarissimi casi (vedi primi appunti) l’identità soggettiva di ogni essere vivente sarebbe permanente e non ci sarebbe “materia senza coscienza” ci sarebbero UEE non identitarie libere che possono essere assorbite da un essere vivente e alcuni individui potrebbero perdere l’identità energetica in complessi di funzionamento adattivo.

f-psicoarchitettura appunti 53

Funzioni della forma elicoidale nell’ Habit Theory

Il funzionamento dell’UEEI andrebbe immaginato come una scala a doppia elica, dove il salire è dato dal ritmo del passo e dalla forza (intensità) in risonanza con un “campo” quando si cambia e si sale dalla parte opposta, il fenomeno non è osservabile, quando torna per esempio sul lato orario il fenomeno è osservabile. (principio di indeterminazione ?) In altre parole il nostro guardare un fenomeno fa si che ci sia un’interferenza e che l’avvolgimento a spirare cambi da orario(impronta) a antiorario (ombra) rendendosi non più visibile (Heisenberg)






 

Riferendosi agli appunti 49, (epigenetica), appunti 45 (ritmo intensita campo, metafora musicale) 44 esempio (cuore)

che invito a rileggere, l’habit theory (ricordo che etimologicamente significa stare, possedere, cioè manifestare una personalità in ragione del proprio “possesso energetico” vedi primi appunti di f-psicoarchitettura), e il funzionamento nei tre insiemi dimensionali, delle UEEI (unità di espressione enrgetica identitaria) andrebbe immaginato come una doppia elica (tipo la scala che c’è nel castello di Graz, la prima immagine in figura) che permette salendo o scendendo (e come l’UEEI sale e scende dipende da ritmo intensità campo) di scegliere la rampa su cui salire, in altre parole sia che il flusso energetico provenga da un lato o da un altro, questo garantirebbe che l’insieme di fibre cardiache si contraggano o si distendano (flusso in salita o in discesa quarta immagine sopra e alcune immagini sotto)

Fonte immagine: Anno 7 – Numero 3 – 2007 IL MEDICO SPORTIVO

Analogamente funzionerebbe la lettura informazionale del DNA con relativo srotolamento, cioè come se nella lettura si attivasse una nota (appunti 45) in un susseguirsi “ondulatorio” come se sovrapponessimo le note musicali (con frequenze diverse), che danno appunto luogo a un’elica, in un fenomeno che “appare e scompare” come una musica, lasciando “un’impronta energetica” sulla relativa “ombra energetica”(vedi appunti precedenti); il fenomeno “attivante” darebbe luogo dal punto di vista psicologico a una espressione energetica identitaria qualitativa di tipo ontologico (esperienza), ossia sia nel funzionamento di attività fisiologiche (per esempio cuore) che nell’epigenetica, e questo probabilmente a livello atomico seguendo le leggi della fisica (rottura di simmetria1*2*ma qui lascio ai fisici le loro speculazioni teoriche)) la dove la “rottura di simmetria” avverrebbe come per la scala di Graz cioè il flusso energetico può cambiare la direzione, ma questo non modificherebbe l’esperienza dell’UEEI coinvolte ma la potrebbe rendere meno cosciente (meno visibile/consapevole) o per continuare nella metafora musicale “la nota successiva spegne quella precedente, o meglio quella precedente continua a esistere come “impronta” (per esempio nella memoria del soggetto che la sta ascoltando) ma si comporterebbe come “ombra” cioè non si sente e rimane relegata in un “inconscio” materiale, mentale, spirituale, cioè in uno dei tre insiemi dimensionali, per fare un esempio la percezione cosciente che abbiamo di ciò che ci circonda è minima rispetto a quello che esiste (focus attenzionale) come se il resto fosse spento, questo avviene nell’insieme dimensionale materiale, ma anche la memoria di qualcosa è minima rispetto a tutto quello che abbiamo immagazzinato, e non sempre riusciamo ad accedere alla nostra memoria (il non ricordare, è l’espressione dell’ombra nell’insieme dimensionale mentale il ricordare l’espressione dell’impronta) e stessa cosa nell’insieme dimensionale spirituale. In sintesi il funzionamento dell’UEEI andrebbe immaginato come una scala a doppia elica, dove il salire è dato dal ritmo del passo e dalla forza (intensità) in risonanza con un “campo” quando si cambia e si sale dalla parte opposta, il fenomeno non è osservabile, quando torna per esempio sul lato orario il fenomeno è osservabile.

1*
I bosoni di gauge e la rottura di simmetria sono concetti fondamentali nella fisica delle particelle, in particolare nel contesto del Modello Standard. I bosoni di gauge sono particelle elementari che mediano le interazioni fondamentali nel Modello Standard. Agiscono come “trasportatori” delle forze tra particelle. Nel Modello Standard, le forze fondamentali (elettromagnetica, debole, forte) sono descritte da teorie di gauge, basate su simmetrie matematiche. I bosoni di gauge associati sono:: Media la forza elettromagnetica (interazione tra particelle cariche). È privo di massa.Gluoni (8 tipi): Mediano la forza forte (che tiene insieme quark nei protoni, neutroni, ecc.). Anche loro sono privi di massa.Bosoni W⁺, W⁻ e Z⁰: Mediano la forza debole (responsabile di processi come il decadimento beta). Hanno massa elevata (circa 80-91 GeV/c²).Bosone di Higgs: Non è un bosone di gauge in senso stretto, ma è cruciale per la rottura di simmetria (vedi sotto).Questi bosoni emergono da teorie di gauge basate su gruppi di simmetria (es. SU(3) per la forza forte, SU(2)×U(1) per l’elettrodebole).Rottura di Simmetria La rottura di simmetria è un meccanismo attraverso cui una simmetria presente nelle equazioni di una teoria fisica non si manifesta nei fenomeni osservati. In fisica delle particelle, si parla soprattutto della rottura di simmetria elettrodebole, che spiega perché alcune particelle (come i bosoni W e Z) hanno massa, mentre altre (come il fotone) no, pur essendo tutte descritte da una teoria unificata.Come funziona?

  • Simmetria elettrodebole: Nel Modello Standard, le interazioni elettromagnetica e debole sono unificate nella teoria elettrodebole, basata sulla simmetria SU(2)×U(1). In un mondo “ideale” (ad altissime energie), tutti i bosoni di gauge (fotone, W, Z) sarebbero privi di massa, e la simmetria sarebbe perfetta.
  • Meccanismo di Higgs: La simmetria viene “rotta” a causa del campo di Higgs, che permea l’universo. Quando l’universo si è raffreddato dopo il Big Bang, il campo di Higgs ha assunto un valore non nullo (stato di vuoto). Questo rompe la simmetria SU(2)×U(1), dando origine a:
  • Massa per i bosoni W⁺, W⁻ e Z⁰: Attraverso l’interazione con il campo di Higgs, questi bosoni acquisiscono massa, rendendo la forza debole a corto raggio.
  • Fotone senza massa: Il fotone rimane senza massa, permettendo alla forza elettromagnetica di avere raggio infinito.
  • Bosone di Higgs: La particella associata al campo di Higgs, scoperta nel 2012 al CERN, è la prova di questo meccanismo.Tipi di rottura di simmetria
  1. Rottura spontanea di simmetria: La simmetria è presente nelle equazioni, ma lo stato fondamentale (vuoto) non la rispetta. Il meccanismo di Higgs è un esempio.
  2. Rottura esplicita: La simmetria è violata direttamente nelle equazioni (meno comune nel Modello Standard).
  3. Rottura dinamica: La simmetria si rompe a causa di interazioni complesse (es. in alcune teorie oltre il Modello Standard).Esempio intuitivo Immagina un tavolo perfettamente rotondo con una palla al centro: la situazione è simmetrica (tutte le direzioni sono equivalenti). Se la palla rotola verso un lato, la simmetria si “rompe” perché il sistema sceglie una direzione specifica. Nel caso della rottura elettrodebole, il campo di Higgs “sceglie” un valore specifico, rompendo la simmetria e dando massa ad alcune particelle.Importanza
  • Unificazione delle forze: La rottura di simmetria spiega come elettromagnetismo e forza debole, apparentemente diverse, derivino da un’unica teoria.
  • Massa delle particelle: Il meccanismo di Higgs dà massa non solo ai bosoni di gauge, ma anche a quark e leptoni (es. elettroni), rendendo possibile la formazione di atomi e materia come la conosciamo.
  • Conferma sperimentale: La scoperta del bosone di Higgs (125 GeV/c²) al CERN ha confermato il meccanismo di rottura di simmetria elettrodebole.Limiti e oltre il Modello Standard
  • La rottura di simmetria elettrodebole non spiega tutto (es. la massa dei neutrini o la gravità).
  • Teorie come la Supersimmetria o la Grande Unificazione propongono altre simmetrie e rotture a energie più alte, ma non sono ancora confermate. (Fonte grok.com)
  •  

2*Manzalini- L’azione dei bosoni di Gauge, che ristabiliscono la simmetria, è quindi correlata ai processi di riparazione e risoluzione descritti nella seconda e terza Legge. 

Questa integrazione mira ad armonizzare tutti i piani dell’essere umano (fisico, psichico e spirituale), dove il ripristino della simmetria culmina in uno stato ampliato di coscienza. (Fonte https://www.ijiim.com/fulltext/299-1759394726-REV.pdf?1761207863&fbclid=IwY2xjawNq-r5leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA2TjU5cnU3cGJaSnlJcGpZAR6tXOmZKnRAxJiH1pipOzxwBsu4B3atVQedEe2Xreifxi78N32BmgDSa3qWkg_aem_MfeOChxWZ7ifMKSK6wf5bw)

f-psicoarchitettura appunti 52

Vento sole acqua come macromodulanti energetici

L’energia sub atomica sarebbe modulata macroscopicamente (nella dimensione materica), dal vento, dal sole e dall’acqua, la dove:

– Il vento modula l’espressione energetica “termoregolatrice”(1*)

– Il sole modula l’espressione energetica “informazionale-elettromagnetica” (biologica)(2*)

-L’acqua trasferisce l’impronta dell’espressione energetica all’ “ombra corrispondente”(3*)

La dove per impronta s’intende esperienza energetica ontologica (EEO) e ombra l’unità di identità energetica non espressa in un individuo (UIEnE)

A mio parere i macro-modulanti:vento-sole-acqua, dell’energia sub-atomica, potrebbero valere solo per il sistema terrestre.

Ribadisco che questo modello teorico di riferimento, in itinere, vorrebbe spiegare la “psicologia” che sostiene i fenomeni che ci circondano, e per nulla si riferisce a ipotesi mediche con base scientifica tradizionale, ne a ipotesi di fisica sperimentale.

1* in riferimento a ricerche in fisca e meterologia per analogia alla psico-omeopatia: dinamizzazione

2*in riferimento a ricerche botaniche sulla fotosintesi clorofiliana e su come il sole funzioni in modo genetico-informazionale sulle piante e vegetali in genere, e a studi sulla conversione in suono dell’attività elettrica in botanica In analogia alla psico-omeopatia “impronta/specificità” del rimedio.

3*In riferimento a studi sulla struttura dell’acqua a -zero e quando cambia stato da gassoso-liquido-solido (es Masaru Emoto) In analogia alla psico-omeopatia: diluizione/potenza.