bozza in itinere in collaborazione con psicologi e medici.
C.C., Sonia Costalla (gennaio2026)
MANIFESTO PER LA PSICOMEOPATIA-quantistica.
Bozza-Verso un Modello di Salute Comprensivo della Realtà Intangibile
Proposta Legislativa per il Riconoscimento della Dimensione Intangibile nel Sistema Sanitario Nazionale
Il presente capitolo avanza una proposta di riforma strutturale del concetto di salute e dell’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale italiano, con l’obiettivo di superare i limiti del paradigma attuale, prevalentemente materialista e riduzionista. Fondata sulla Habit Theory (HT) – che configura la realtà umana in tre campi interconnessi: F (fisico-energetico), P (psichico-cognitivo) e T (trascendentale-affettivo-emotivo-etico) – la proposta ridefinisce la salute come equilibrio dinamico quadripartito: fisico (F), psichico (P), trascendentale (T) e sociale.
La realtà non può essere ridotta alla sola dimensione tangibile, ossia alla materia quantificabile e sperimentalmente ripetibile. Esiste una componente significativa di realtà intangibile – il pensiero, il significato evocato dal linguaggio, le sfumature delle emozioni superiori, la consapevolezza etica radicata nell’identità profonda, i fenomeni di sincronicità descritti da Jung, gli stati alterati di coscienza sperimentati quotidianamente, il tempo soggettivo percepito come eternamente sospeso eppure vincolante – che esercita un’influenza profonda sulla salute e sulla malattia.
L’omissione di tale dimensione comporta cure necessariamente incomplete e, in taluni casi, inefficaci.
La pratica terapeutica non dovrebbe limitarsi a interventi chimico-farmacologici, chirurgici o fondati sull’effetto placebo, che si avvalgono dell’autorevolezza della figura medica, ma coinvolgere professioni con maggiore competenza relativa all’ intangibile, come lo psicologo, (professionista sanitario, L. 56/89) in modo che si possa prescrivere o perlomeno consigliare rimedi omeopatici senza incorrere in reati tipo: “abuso della professione medica”, per essersi mosso in un campo di propria competenza, atteso che la cosiddetta “materia medica” e l’omeopatia parte dalla personalità del paziente per collegare il rimedio omeopatico corretto, oltre al fatto che a fine ‘800 quando nasceva l’omeopatia, la psicologia non esisteva ancora mentre oggi ha un proprio status scientifico. È invece indispensabile elaborare un paradigma teorico di riferimento in grado di schematizzare in modo oggettivo ed equilibrato la complessità dei fenomeni reali in termini quantistici, rispettando le diverse competenze conoscitive, di medici: àmbito fisico F e psicologi: àmbito psicologico misurabile e non misurabile, quale P e T: pensieri, comportamenti, relazioni, emozioni, sentimenti, stati di coscienza e altro di intangibile, non materializzabile e pertanto non misurabile. Da puntualizzare che le terapie non convenzionali fondate sul “similium ippocratico” vantano per lo più scienziati non medici o rifiutati dagli ordini dei medici, Hahnemann stesso rinunciò a fare il medico perchè si discostava dal paradigma medico, von Bönninghausen (2) era laureato in architettura e studioso di botanica e giurisprudenza, e molti altri che i medici del loro tempo, iniziarono a chiamare colleghi alla fine della loro vita, dopo spettacolari guarigioni, e questo dopo essere stati demonizzati come istrionici lesivi della reputazione del medico, Edward Bach anch’egli venne considerato così, egli sperimentò i principi della diluizione e dinamizzazione in quanto botanico, e rifiutò di essere considerato medico, e ad oggi la sua associazione segue ancora una linea sperimentale botanico-scientifica ma non medica. Oggi di nuovo si assiste a questa pretesa di rendere esclusivamente medica l’omeopatia, scalzando gli psicologi nonostante l’omeopatia porti in se’ atti tipici dello psicologo, come la definizione della personalità in base alle caratteristiche del rimedio, e questo perchè dopo il covid l’omeopatia è tornata ad essere di moda e quindi sembra sia aumentato più l’ interesse economico che scientifico. Questo restringerla dentro la categoria professionale medica, che ha sempre considerato l’omeopatia in modo negativo ne impedisce l’evoluzione scientifica, in quanto il paradigma medico non è adatto a contenere tutta la fenomenologia omeopatica. Tuttavia va considerata una piccola parte di medici che lo fanno in modo autenticamente scientifico e non solo per interesse economico. Per questo si auspica che si allarghi la platea di medici omeopati veri ma senza impedire agli psicologi questa attività, che tra l’altro è convenzionalmente permessa a veterinari e farmacisti che non sono autorizzati ad atti tipici dello psicologo, come la definizione della personalità di una paziente.
Il rischio, che competenze tipiche dello psicologo finiscano nella pratica professionale di professionisti non psicologi, anche in nome di una omeopatia, vietata agli psicologi, è evidente e porta in sè il rischio di un aumento di psicopatologie, per il solo fatto che sono stati sottovalutati dei sintomi, l’omeopatia dovrebbe essere una atto tipico medico per quanto concerne la parte organico-sintomatica e un atto tipico psicologico per quanto concerne la parte psico-omeopatica.
L’ Habit Theory (HT/FPT/UEEI), supera la frammentazione derivante dall’eccessiva adesione al modello cartesiano nella medicina contemporanea, nonché dai meccanismi di potere sociale e dalla logica di mercato che frammentano la sanità in specializzazioni costose e settoriali.
L’omeopatia costituisce un caso paradigmatico di contraddizione normativa: da un lato può essere interpretata come effetto placebo, dall’altro rivela – attraverso evidenze sperimentali – un’azione terapeutica mediata dalla realtà intangibile. In qualità di soggetti sani, sono state sperimentate assunzioni di rimedi omeopatici ultramolecolari (diluzioni superiori al limite di Avogadro), privi di tracce molecolari rilevabili, che hanno comunque prodotto effetti sull’Unità Esperienziale Energetica Individuale (UEEI), prevalentemente attraverso i campi P e T.
La normativa vigente, presenta un paradosso insanabile: i rimedi omeopatici sono classificati come “medicinali”, ai sensi del D.Lgs. 219/2006 (recepimento della Direttiva UE 2001/83/CE), che prevede una procedura di registrazione semplificata, senza obbligo di dimostrazione dell’ efficacia terapeutica (limitandosi a sicurezza e qualità) e senza prescrizione medica obbligatoria per numerose formulazioni (art. 14-16 della Direttiva). Tuttavia, la Corte di Cassazione, ha costantemente affermato che la diagnosi e la prescrizione di cure omeopatiche, costituiscono un atto medico esclusivo (art. 348 c.p.), configurando reato di esercizio abusivo della professione per psicologi non medici. Tale orientamento giurisprudenziale, confermato in tempi recenti, impone un monopolio medico non previsto dalla normativa europea, la quale definisce il rimedio omeopatico solo nella sua preparazione farmacologica, infatti la normativa europea impone di scrivere sull’etichetta “senza indicazioni terapeutiche approvate”, e di fatto non lo definisce un medicinale, pertanto queste affermazioni giuridiche ostacolano un approccio multidisciplinare, trascurando la natura intrinsecamente intangibile dei sopracitati rimedi ultramolecolari non accertabili ne quantificabili dal punto di vista fisico.
1. Critica all’Attuale Paradigma di Salute
La definizione dell’OMS (1948) risulta limitata, in quanto include solo il benessere fisico, mentale e sociale, escludendo esplicitamente la dimensione etico-trascendentale.
Il Sistema Sanitario Nazionale privilegia il campo F (misurabile mediante evidenze farmacologiche e biomediche), relegando il campo P alla psichiatria e trascurando quasi integralmente il campo T , di evidente ed esclusiva pertinenza dello psicologo, ove si collocano aspetti emozionali, affettivi, valutazioni assiologiche del bene e del male, quali la gioia, l’amore del prossimo, la consapevolezza etica, l’estasi mistica, le esperienze dissociative non patologiche quindi non riconducibili alla psichiatria, nonché numerosi altri fenomeni di realtà identitaria e condivisa socialmente, il campo F dovrebbe essere di competenza di tutti i medici, quando F si interseca con P solo di medici specializzati in psicoterapia, mentre l’intersezione del campo P con T dovrebbe essere esclusivo degli psicologi.
Conseguenza: un approccio terapeutico riduzionista che tratta i sintomi fisici senza considerare l’origine intangibile della disarmonia (es. disturbi psicosomatici, depressioni esistenziali, crisi spirituali). I modelli teorici dominanti in medicina, di natura fisico-materiale, non dispongono del linguaggio adeguato per spiegare le dimensioni psichica e trascendentale.
La contraddizione normativa sull’omeopatia ne è l’emblema: la Direttiva UE 2001/83/CE consente la registrazione semplificata dei rimedi ultramolecolari senza prova di efficacia, mentre la giurisprudenza italiana (Cass. pen. sez. VI, n. 34200/2007; n. 22528/2003; n. 8885/2016) equipara la prescrizione omeopatica all’atto medico esclusivo, generando un monopolio non giustificato dall’Unione Europea e impedendo un approccio multidimensionale.
2. Il Nuovo Modello Quadripartito di Salute (Habit Theory)
Fisico (F): Energia organizzata in materia o fotoni (fisica classica).
Psichico (P): Attenzione, percezione, pensiero razionale, problem solving (cognitivismo puro). (fisica quantistica fonte (1))
Trascendentale (T): Affetti-Emozioni gerarchiche (dai livelli inferiori: paura, angoscia, odio; ai superiori: gioia trascendentale, amore fraterno, etica del bene e del male, estasi, misticismo). (fisica quantistica)
Sociale: Interazione collettiva, già inclusa nella definizione OMS, ma ora integrata con l’etica individuale e dal libero arbitrio, derivante dal campo T. (fonte Federico Faggin)
La salute consiste nell’armonica intersezione di questi campi nell’UEEI; la malattia è una disarmonia prevalente in uno o più campi, con effetti a cascata sull’UEEI.
3. Proposta Legislativa: Istituzione di una Salute Multidimensionale con Riconoscimento della Psicomeopatia quantistica (non di esclusiva competenza medica)
Si propone l’adozione di un disegno di legge che istituisca la psicomeopatia come disciplina sanitaria riconosciuta, con le seguenti disposizioni principali:
Articolo 1 – Ridefinizione di salute
Modificare la normativa sanitaria vigente (es. Legge 833/1978 e successive integrazioni) integrando la definizione OMS (3) con la seguente: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico, trascendentale e sociale, e non la mera assenza di malattia».
Articolo 2 – Declassificazione dei rimedi omeopatici ultramolecolari
I rimedi omeopatici con diluizioni superiori al limite di Avogadro (privi di materia originaria rintracciabile) non sono più classificati come “medicinali” soggetti a prescrizione medica esclusiva, ma come rimedi psicomeopatici informativo-energetici, soggetti a registrazione semplificata presso AIFA per sicurezza e qualità, e prescrittibili da professionisti qualificati in ambiti specifici, inclusi gli psicologi.
Articolo 3 – Formazione e abilitazione
Accesso riservato a laureati magistrali in Medicina e Chirurgia, Psicologia (o discipline equipollenti).
Obbligo di corso triennale post-laurea in omeopatia presso scuole accreditate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Previo corso annuale propedeutico
-in patologie mediche, (medicina eclettica) volto a dare competenze ai non medici su patologie organiche, per inviare ai colleghi medici eventuali casi,
-e patologie di personalità (psicologia eclettica) volto a dare competenze ai non psicologi per riconoscere e per inviare ai colleghi questi casi.
O corsi di laurea quadriennali in omeopatia
Iscrizione in elenchi dedicati:
Medici presso l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri;
Psicologi presso l’Ordine degli Psicologi;
Articolo 4 – Ambiti di prescrizione
Medici-psicomeopati: per disarmonie prevalenti nel campo fisico (F) – patologie del corpo.
Psicologi-psicomeopati: per disarmonie prevalenti nel campo psichico (P) – patologie della mente (disturbi cognitivi, percettivi, psico-emotivi) e per disarmonie prevalenti nel campo trascendentale (T) – patologie dello spirito (comportamento antisociale, angoscia esistenziale, carenza di gioia/amore sublimato, etica).
Articolo 5 – Integrazione nel SSN
Rimborsabilità parziale o totale dei trattamenti psicomeopatici per patologie riconosciute.
Istituzione di ambulatori multidisciplinari (medico-psicologo) presso ASL e strutture ospedaliere.
Formazione obbligatoria minima sulla realtà intangibile per tutti i professionisti sanitari.
Articolo 6 – Disposizioni transitorie
Riconoscimento dei percorsi formativi esistenti in omeopatia per i professionisti già operanti.
4. Vantaggi della Riforma
Maggiore accesso a terapie integrative efficaci sulla dimensione intangibile.
Mantenimento del rigore professionale.
Inclusione dell’etica individuale e politica nella sanità.
Riduzione della spesa sanitaria a lungo termine attraverso prevenzione olistica, riconoscendo agli psicologi quali professionisti sanitari, un’esclusiva e specifica competenza in P (psiche e sociale) e in T (psiche ed etica spirituale) sia nella cura ma soprattutto nella prevenzione (per esempio: in casi di aumento dell’aggressività sociale, della confusione relativa i principi etici nei gruppi giovanili).
Allineamento dell’Italia a un modello di salute realmente comprensivo, in anticipo rispetto alle evoluzioni internazionali.
La presente proposta, infatti, non è utopica, ma rappresenta un passo necessario per riconoscere integralmente la realtà dell’essere umano.
La Habit Theory fornisce il quadro teorico. Spetta ora al legislatore il coraggio di tradurlo in norma.
Per approfondimenti sulla Habit Theory (HT/FPT/UEEI): https://carlafolettopsicoterapeuta.it
Note a piè di pagina
Direttiva 2001/83/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 (codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano), artt. 14-16: disciplina la registrazione semplificata dei medicinali omeopatici senza obbligo di prova di efficacia terapeutica. Già dal 2001 è iniziato questo ossimoro in cui si definiva un farmaco senza che fosse comprovata l’efficacia terapeutica.
(1) Festival delle Neuroscienze al Castello dei Conti Guidi di Poppihttps://www.facebook.com/reel/1909846049606045
(2)Von Bönninghausen è spesso considerato il secondo più importante dopo Hahnemann per il suo impatto sul repertorizzazione pratica. Studiò giurisprudenza all’Università di Groninga e conseguì il dottorato in diritto romano e antico olandese nel 1806, si laureò in architettura nel 1812, autodidatta in scienze botaniche e mediche Nel 1816 lavorò al catasto, lavoro che gli permise di fare molti viaggi e studiare la flora. Nel 1843, senza alcuna laurea, venne nominato medico dal re di Prussia. Mori nel 1864.
(3) OMS L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce e promuove la Medicina Tradizionale, Complementare e Integrativa (TCIM) nelle strategie globali per il 2025-2034, è necessario fare attenzione al termine “tradizione” in quanto è un termine che richiama il concetto di religione e non quello di scienza (dimostrabilità scientifica) Non è pensabile che la salute diventi qualcosa di religioso, mentre è auspicapile che diventi qualcosa di non esclusiva trattazione medica. Pertanto l’omeopatia dev’essere allargata agli psicologi in quanto vanta atti tipici dello psicologo i quali non possono essere esclusi sulla base di norme travisate che sostengono sentenze altrettanto ambigue.
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