HTP appunti 1

Teoria della psicomeopatia dell’abitare. (HT)

La psicologia (etimologicamente studio dell’anima), nella sua applicazione psicoterapeutica: cura dell’anima, intende nel suo paradigma concettuale di anima 3 aspetti: la parte fisica (sistema neuronale centrale e periferico) la parte mentale (pensiero percezione) la parte trascendentale (sentimenti, emozioni, spirito) che nella teoria dell’abitare sono siglati FPT.

La psicomeopatia abitativa è una teoria psicoterapia che usa il paradigma ippocratico-paracelsico-omeopatico per la psicoterapia.

La psicomeopatia abitativa non si occupa di curare le malattie fisiche con i criteri scientifici riconosciuti in medicina, ovvero in base a paradigmi curativi chimico-farmacologici e chirurgici, e rimanda alla professione medica tale competenza.

La psicomeopatia abitativa, poggia su paradigmi tradizionali, filosofici, concettuali, che abbiano una base logico-teorica e applicativa, discostandosi dai paradigmi empirico materiali della medicina contemporanea, pur appoggiandosi su basi scientifiche, in particolare sulla fisica sub-atomica, cercando di reinterpretare alla luce delle attuali evidenze in fisica quantistica, le intuizioni filosofiche secolari e millenarie, come per esempio il concetto filosofico di cura di ippocrate, Galeno(l’imperatore Marco Aurelio lo consideravano un filosofo professionale che praticava la medicina come attività marginale),  Avicenna (fisico e filosofo persiano) e altri terapeuti che si sono opposti con le loro teorie terapeutiche alla medicina ufficiale del tempo in cui vivevano, come per esempio Edward Bach (botanico, radiato dall’albo dei medici inglesi) von Bönninghausen (architetto e giurista americano) Samuel Hahnemann (abbandonò la professione medica di cui non condivideva nulla, per fare il traduttore, poi diede vita al movimento omeopatico dopo aver capito che la china in preparazioni altamente diluite produceva i sintomi della malaria) W. H. Schuessler (importane membro del movimento omeopatico tedesco da cui si discostava in quanto nei suoi preparati terapeutici manteneva concentrazioni minime ma sopra il n° di Avogadro) e molti altri che con la medicina convenzionale si sono sempre scontrati, e da essa sono stati denigrati, fino agli ultimi decenni, periodo storico caratterizzato dall’impronta mercantile su quasi tutto, anche sulle professioni scientifiche, che ha visto rocambolesche e contraddittorie operazioni legislative (tranne che negli Stati Uniti) e negli ultimi 2 decenni, ambigue sentenze giudiziali (almeno in Italia) mentre in Germania sono state delegate le singole regioni a decidere se l’omeopatia fosse di esclusiva pertinenza medica oppure no, infatti in Germania dove è nato il movimento omeopatico in alcune regioni l’omeopatia è libera in altre è limitata ai medici. I medici convenzionali, più del 90% circa, non vedono di buon grado che alcuni colleghi spaccino i rimedi omeopatici come:

medicinali omeopatici immessi in commercio senza particolari indicazioni terapeutiche ed in una forma farmaceutica (direttiva 2001/83/CE del parlamento europeo e del consiglio del 6 novembre 2001)

https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2001:311:0067:0128:it:PDF

Comunque al momento l’omeopatia che non ha evidenze scientifiche è considerata dai giudici italiani “un atto medico” cioè da una magistratura su cui ci sono delle criticità tanto è vero che è imminente un referendum consultivo per l’approvazione di una riforma che lasci meno spazio a valutazioni soggettivistiche spesso poco sostenibili. 

Premesso questo la teoria sulla psicomeopatia abitativa, si occupa solo di formulare una teoria scientifica sull’applicabilità dei rimedi omeopatici sulla psicoterapia in quanto “atto dello psicologo” cioè di sola pertinenza della psiche e non delle patologie corporee. 

Questa delimitazione garantisce il rispetto delle competenze professionali e l’inquadramento della teoria come proposta innovativa all’interno della psicoterapia, lontana da qualsiasi pretesa di cura medica organica.

HT appunti 18

sincronizzazione identitaria nei campi

Ora consideriamo un individuo costituito da miliardi di UEEI, che si muovono in miliardi di campi ad espressività energetica differente (raggruppati nei 3 macrocampi FPT, fisico, psichico, trascendentale) in cui immaginiamo che ogni UEEI vibri energeticamente in modo sincronizzato a tutte le altre sue UEEI, analogicamente come avviene per gli elettroni in cui:

“vi è connessione fra: Ordine esclusione e campo unificato, ogni elettrone è come se avesse 4 numeri che contraddistinguono la sua posizione, nessun elettrone ha la stessa serie di numeri (principio di esclusione), il quarto numero è la proprietà non descrivibile classicamente lo spin, in ogni orbitale sono presenti 2 elettroni che orbitano in senso contrario con spin opposto non si ammassano, girano in modo ordinato e possono condividere lo stesso orbitale”

In base alla coerenza al principio frattalico, secondo cui ciò che avviene nel micro avviene nel macro e nelle parti intermedie,

ipotizzo che: a livello sub atomico, quindi più piccolo dell’elettrone, ogni UEEI possa essere come se avesse, una: “serie di numeri che contraddistingue l’individuo” nessun individuo ha la stessa serie (principio di esclusione) una parte di questa serie ha proprietà non descrivibili e tipiche dell’espressione energetica individuale di un solo individuo (non si sovrappone la caratteristica soggettiva dell’individuo con l’espressione energetica soggettiva in un campo) tutte le UEEI è come se girassero in modo sincronizzato come in questo video (per esempio dieci palline come gruppi di UEEI che si esprimono energicamente in 10 campi ma la cosa avverrà su scale numeriche molto più ampie)

Esempio analogico di sincronicità individuale dove la ruota sta per esistenza, i canali dove si muovono le palline per espressione energetica individuale in un gruppo di campi collegati e il numero di palline come presenza o meno nei 3 campi FPT Video:

link x scaricare videohttps://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/wp-content/uploads/2026/01/sincronizzzazione.mov

I tre macro eventi che possiamo osservare nella dimensione fisica: nascita, trasformazione, morte, riguardano un flusso di numerose UEEI da:

  • nascita: PT a F,
  • trasformazione: da F e all’interno dei campi F, P e interno campi P, T e interno campi T, che si trasforma in F con creazione di un tempo e uno spazio immaginario.
  • morte: migrazione di tutte le UEEI da F a P e T. Riguardo il video precedente la morte è come se 3 palline uscissero dalla sincronizzazione e andassero negli altri due, per poi tornarci al momento della nascita, con un nuovo inizio trasformativo di tutte le UEEI.

Questo è concepito più favorevolmente nelle religioni orientali e nelle concezioni della fisica ad esse associate, mentre una sola uscita e una sola possibilità trasformata, è favorevolmente concepita dalle religioni monoteiste. Questo non cambia molto perché semplicemente una volta usciti dalla dimensione fisica, i campi di P e T, andrebbero via via a diminuire di numero fino a diventare una sola pallina totalmente sincronizzata con l’assoluto (resurrezione), o totalmente desincronizzata con l’assoluto, seguendo un principio riunificante o meno, di un possibile merito-misericordia divina, in base al risultato del libero arbitrio esercitato dall’UEEI.

Mentre l’evoluzione in senso di ripetizione trasformava (reincarnazione) potrebbe aggiungere più energia al livello espressivo esperienziale della sincronizzazione complessiva delle UEEI, cioè le dieci palline come nel video salirebbero o scenderebbero verso uno dei due poli, un po’ come l’elettrone si avvicina o si allontana dal suo nucleo, cioè sino ad acquisire più energia (avvicinamento/illuminazione) o disperdersi nel nulla (allontanamento).

HT appunti 17

amplificazione dei sintomi o aggravamento omeopatico e fenomeni che precedono la guarigione psichica

http://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/wp-content/uploads/2026/01/genoma-biologico.mov

https://www.facebook.com/watch?v=2251521498669761 (fonte video)

La riparazione del genoma cellulare avviene attraverso delle “semplici proteine sensoriali” che si muovono lungo i filamenti come “silenziosi ispettori” corrispondono alle proteine sensori della risposta al danno del DNA (DNA Damage Response, DDR): molecole come PARP1, MRN complex o RPA riconoscono anomalie strutturali (rotture singole o doppie, lesioni chimiche, distorsioni della doppia elica).

Quando rilevano un problema, attivano segnali (ad esempio attraverso modificazioni post-traduzionali come la fosforilazione di H2AX o la poli-ADP-ribosilazione) che reclutano le proteine riparatrici, “contrassegnando” il sito danneggiato per facilitarne l’accesso.

Successivamente intervengono team specializzati:

  • Per rotture a doppio filamento → pathway come Non-Homologous End Joining (NHEJ: rifila i bordi e li ricongiunge) o Homologous Recombination (HR: usa il filamento sorella come stampo per una riparazione fedele).
  • Per lesioni minori → Base Excision Repair (BER) o Nucleotide Excision Repair (NER), che rimuovono e sostituiscono sezioni danneggiate.

Durante la riparazione, la cellula attiva i checkpoint del ciclo cellulare (ad esempio G1/S o G2/M) per sospendere la divisione ed evitare la trasmissione di errori alle cellule figlie.

Al termine, un controllo finale verifica l’integrità, permettendo la ripresa del ciclo.

Questa sorveglianza costante previene l’accumulo di mutazioni, che potrebbero portare a cancro, invecchiamento precoce o altre patologie. È un processo essenziale per mantenere la stabilità genomica in ogni cellula del nostro corpo

Analogamente, il genoma energetico, in alcuni punti può perdere la frequenza specifica dell’UEEI, sia per problemi di riconoscimento con le altre UEEI dell’individuo (cause “interne”) che per interferenze energetiche dei campi o di altre UEEI, questo produrrebbe una stato “disarmonico” dell’espressione energetica identitaria, nei vari campi FPT e sottocampi.

Una sostanza molto diluita sia essa “fiori di Bach” o sali di Wilhelm Heinrich Schüßler, o rimedi Hanemaniani, Korsakoviani (si tratta di botanici Bach, naturopati Schubler, biologi, medici che hanno abbandonato la professione, come nel caso di Hahnemann, che nel XIX sec hanno lasciato scritti sugli effetti delle diluizioni di sostanze presenti in natura) secondo questa mia teoria (Habit theory, teoria dell’abitare cioè in senso etimologico, dello stare-possedere in un campo energetico) queste sostanze indurrebbero a guarigione, agendo sul genoma energetico, come spiegato nei precedenti appunti, cioè riparandolo.

La sostanza a livello del doppio filamento energetico andrebbe a stimolare la parte danneggiata del filamento in ombra, la quale stimolerebbe il filamento fenomenico che reagirebbe come un eco sintomatico cioè aumentando i sintomi ma senza aumentare la lesione, questo fenomeno energetico di “disarmonia energetica amplificata” tornerebbe a stimolare in modo amplificato il filamento ombra, il quale ritroverebbe la sua sincronizzazione originaria riparando il genoma energetico, la parte in ombra trasferirebbe poi alla parte fenomenica la sincronizzazione, riparando completamente il genoma energetico.

In altre parole è come se una sostanza molto diluita fosse in in grado, con molta precisione di evidenziare “un effetto rumore contrapposto” (detto per esempio aggravamento in omeopatia) in base a un effetto di similitudine, più o meno come funzionano i nostri sensi che non registrano in modo proporzionale l’intensità di uno stimolo, per esempio di un suono, ma la presenza di una differenza fra due stimoli (stiamo parlando anche qui di aspetti energetici) (vedi esperimenti di Wundt) la sostanza diluita ed energizzata (come nel caso della rugiada raccolta su un fiore nelle prime ore del mattino quindi energizzata dal sole – metodo Bach) funziona come come un diapason un po’ particolare, cioè che prima amplifica l’errore di desincronizzazione e poi lo risincronizza (diapason). Cioè prima registra una differenza di frequenza anomala, amplificandola, e poi la risincronizza portandola alla caratteristica energetica (per esempio similium in omeopatia, o preparato: fiore di Bach) dell’UEEI della persona condivisa con la UEEI dell’individuo vegetale presente in natura.

HT appunti 16

ipotesi di comparazione fra genoma biologico e genoma energetico

disegno originale
https://www.nature.com/articles/s41586-025-09890-3/figures/1


sovrapposizione Habit Theory
1 l’ombra della UEEI trasferisce 3- alla parte fenomenica la parte da attivare (giunzione) dopo 2 aver verificato che fosse “self” cioè che non andasse a contrastare energeticamente la comunicazione (entanglement) con le alre UEEI e poi in base al campo fenomenico 4 l’UEEI esprime in comunicazione con altre UEEI il fenomeno che appare (x esempio battito cardiaco) Secondo quest’ottica più che un processo consequenziale molto preciso avviene nella realtà FPT un fluttuare di energia che si organizza in base a una identità precisa delle parti e non solo in modo oggettivabile secondo criteri di tangibilità. Nella “dna replicazione” ci sarebbe secondo habit theory un gruppo di UEEI appartenenti a diversi campi FPT, che trovano un organizzazione modulare (timbro-risonanza” per concludersi con un fenomeno di campo di espressione fenomenica, costituito da sotto fenomeni di campo FPT.

HT appunti 15

La realtà come energia in multiverso tangibile e intangibile

Immaginando i tre universi paralleli come se fossero dei piani bidimensionali, immaginiamo che  l’energia funzioni come nell’esperimento della doppia fenditura, al posto dei foglietti gialli ci potrebbero essere delle griglie o forate a punti o a fenditure multiple



Da queste fenditure passerebbe l’energia come se si propagasse tipo l’onda del mare

Un solo foro

Due fori con interferenza

Frazionamento a causa dell’interferenza reciproca

I tre universi paralleli invierebbero onde del proprio campo (FPT) che farebbero risuonare le UEEI nei punti del genoma energetico ricettivo, con “un timbro condiviso con altre UEEI” o con una “firma identitaria propria dell’UEEI” questa risonanza generata dall’origine e propagazione di FPT, darebbe luogo a un’ esperienza fenomenica di un insieme di UEE-UEEI.

Quindi la realtà potrebbe essere vista come un insieme di onde di energia che propagano e rimbalzano in FPT, attivando le UEEI di tutti gli esseri viventi e non, dando luogo a esperienze materiali F psichiche P trascendentali T.

Qui a seguito un “manifesto” e proposta per l’integrazione della psicomeopatia nel Sistema Sanitario Italiano.

ipotesi realtà



ora per dare un’ipotesi di realtà un po’ più organizzata rispetto agli appunti fin qui più analitici ed esplorativi che esplicativi, immaginiamo che ognuno dei 3 universi paralleli sia in grado di deformarsi e che sia bucherellato o con delle fenditure (tipo nel video con link a inizio capoverso: elasticità dell’universo), da dove passano onde di energia la cui fonte secondo un principio frattalico ha origine da un bacino pulsante (tipo il cuore) partendo in modo pulsante la propagazione dell’onda viene modificata a tre livelli (FTP) generando campi con caratteristiche diverse, in cui sono presenti tutte le UEEI di tutti gli esseri viventi, ogni singola UEEI genera un’esperienza energetica a secondo dell’onda di energia che l’attraversa o da cui si fa attraversare (libero arbitrio), questa esperienza ha una duplice natura una singolare-identitaria, una condivisibile, alla fine c’è come uno schermo su F in cui appare la somma dei tre fenomeni nei campi FPT, l’osservatore esterno (che immaginiamo ma non può esistere perchè noi siamo parte della realtà) vede il tempo sperimentato in T, lo spazio sperientato in P, e la tangibilità percettiva sperimentato in F.

Quindi l’ipotesi è che ci sia una fonte pulsante che spara energia ondulatoria in una gelatina cosmica in cui ci sono tutte le UEEI di tutti gli esseri viventi, quelli degli esseri viventi che in F sembrano morti in realtà avrebbero le loro UEEI migrate in P e T , quindi perdendo l’esperienza energetica di forma e percezione tangibile, cambiano la loro esperienza energetica in esclusivamente intangibile, per questo non si vede la tangibilità dell’UEEI morta, pur rimandendo ontologicamente presente in P ed T.

Una realtà cosi ipotizzata e immaginata spiegherebbe tutti i fenomeni immateriali, le guarigioni paradossali che non hanno evidenza medica, cioè i miracoli, l’elasticità temporale, la relatività spaziale, la percezione soggettiva vissuta come reale, l’immaginazione il pensiero che sono realtà ovviamente intangibili, la descrizione delle entità divine molto simile in tutte le religioni (tranne islam) come qualcosa di attinente all’amore, alla pace, alla gioia, all’unità, all’errore etico (peccato) e via dicendo.

HT appunti 14

bozza in itinere in collaborazione con psicologi e medici.

C.C., Sonia Costalla (gennaio2026)

MANIFESTO PER LA PSICOMEOPATIA-quantistica.

Bozza-Verso un Modello di Salute Comprensivo della Realtà Intangibile
Proposta Legislativa per il Riconoscimento della Dimensione Intangibile nel Sistema Sanitario Nazionale
Il presente capitolo avanza una proposta di riforma strutturale del concetto di salute e dell’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale italiano, con l’obiettivo di superare i limiti del paradigma attuale, prevalentemente materialista e riduzionista. Fondata sulla Habit Theory (HT) – che configura la realtà umana in tre campi interconnessi: F (fisico-energetico), P (psichico-cognitivo) e T (trascendentale-affettivo-emotivo-etico) – la proposta ridefinisce la salute come equilibrio dinamico quadripartito: fisico (F), psichico (P), trascendentale (T) e sociale.
La realtà non può essere ridotta alla sola dimensione tangibile, ossia alla materia quantificabile e sperimentalmente ripetibile. Esiste una componente significativa di realtà intangibile – il pensiero, il significato evocato dal linguaggio, le sfumature delle emozioni superiori, la consapevolezza etica radicata nell’identità profonda, i fenomeni di sincronicità descritti da Jung, gli stati alterati di coscienza sperimentati quotidianamente, il tempo soggettivo percepito come eternamente sospeso eppure vincolante – che esercita un’influenza profonda sulla salute e sulla malattia.
L’omissione di tale dimensione comporta cure necessariamente incomplete e, in taluni casi, inefficaci.
La pratica terapeutica non dovrebbe limitarsi a interventi chimico-farmacologici, chirurgici o fondati sull’effetto placebo, che si avvalgono dell’autorevolezza della figura medica, ma coinvolgere professioni con maggiore competenza relativa all’ intangibile, come lo psicologo, (professionista sanitario, L. 56/89) in modo che si possa prescrivere o perlomeno consigliare rimedi omeopatici senza incorrere in reati tipo: “abuso della professione medica”, per essersi mosso in un campo di propria competenza, atteso che la cosiddetta “materia medica” e l’omeopatia parte dalla personalità del paziente per collegare il rimedio omeopatico corretto, oltre al fatto che a fine ‘800 quando nasceva l’omeopatia, la psicologia non esisteva ancora mentre oggi ha un proprio status scientifico. È invece indispensabile elaborare un paradigma teorico di riferimento in grado di schematizzare in modo oggettivo ed equilibrato la complessità dei fenomeni reali in termini quantistici, rispettando le diverse competenze conoscitive, di medici: àmbito fisico F e psicologi: àmbito psicologico misurabile e non misurabile, quale P e T: pensieri, comportamenti, relazioni, emozioni, sentimenti, stati di coscienza e altro di intangibile, non materializzabile e pertanto non misurabile. Da puntualizzare che le terapie non convenzionali fondate sul “similium ippocratico” vantano per lo più scienziati non medici o rifiutati dagli ordini dei medici, Hahnemann stesso rinunciò a fare il medico perchè si discostava dal paradigma medico, von Bönninghausen (2) era laureato in architettura e studioso di botanica e giurisprudenza, e molti altri che i medici del loro tempo, iniziarono a chiamare colleghi alla fine della loro vita, dopo spettacolari guarigioni, e questo dopo essere stati demonizzati come istrionici lesivi della reputazione del medico, Edward Bach anch’egli venne considerato così, egli sperimentò i principi della diluizione e dinamizzazione in quanto botanico, e rifiutò di essere considerato medico, e ad oggi la sua associazione segue ancora una linea sperimentale botanico-scientifica ma non medica. Oggi di nuovo si assiste a questa pretesa di rendere esclusivamente medica l’omeopatia, scalzando gli psicologi nonostante l’omeopatia porti in se’ atti tipici dello psicologo, come la definizione della personalità in base alle caratteristiche del rimedio, e questo perchè dopo il covid l’omeopatia è tornata ad essere di moda e quindi sembra sia aumentato più l’ interesse economico che scientifico. Questo restringerla dentro la categoria professionale medica, che ha sempre considerato l’omeopatia in modo negativo ne impedisce l’evoluzione scientifica, in quanto il paradigma medico non è adatto a contenere tutta la fenomenologia omeopatica. Tuttavia va considerata una piccola parte di medici che lo fanno in modo autenticamente scientifico e non solo per interesse economico. Per questo si auspica che si allarghi la platea di medici omeopati veri ma senza impedire agli psicologi questa attività, che tra l’altro è convenzionalmente permessa a veterinari e farmacisti che non sono autorizzati ad atti tipici dello psicologo, come la definizione della personalità di una paziente.

Il rischio, che competenze tipiche dello psicologo finiscano nella pratica professionale di professionisti non psicologi, anche in nome di una omeopatia, vietata agli psicologi, è evidente e porta in sè il rischio di un aumento di psicopatologie, per il solo fatto che sono stati sottovalutati dei sintomi, l’omeopatia dovrebbe essere una atto tipico medico per quanto concerne la parte organico-sintomatica e un atto tipico psicologico per quanto concerne la parte psico-omeopatica.

L’ Habit Theory (HT/FPT/UEEI), supera la frammentazione derivante dall’eccessiva adesione al modello cartesiano nella medicina contemporanea, nonché dai meccanismi di potere sociale e dalla logica di mercato che frammentano la sanità in specializzazioni costose e settoriali.
L’omeopatia costituisce un caso paradigmatico di contraddizione normativa: da un lato può essere interpretata come effetto placebo, dall’altro rivela – attraverso evidenze sperimentali – un’azione terapeutica mediata dalla realtà intangibile. In qualità di soggetti sani, sono state sperimentate assunzioni di rimedi omeopatici ultramolecolari (diluzioni superiori al limite di Avogadro), privi di tracce molecolari rilevabili, che hanno comunque prodotto effetti sull’Unità Esperienziale Energetica Individuale (UEEI), prevalentemente attraverso i campi P e T.
La normativa vigente, presenta un paradosso insanabile: i rimedi omeopatici sono classificati come “medicinali”, ai sensi del D.Lgs. 219/2006 (recepimento della Direttiva UE 2001/83/CE), che prevede una procedura di registrazione semplificata, senza obbligo di dimostrazione dell’ efficacia terapeutica (limitandosi a sicurezza e qualità) e senza prescrizione medica obbligatoria per numerose formulazioni (art. 14-16 della Direttiva). Tuttavia, la Corte di Cassazione, ha costantemente affermato che la diagnosi e la prescrizione di cure omeopatiche, costituiscono un atto medico esclusivo (art. 348 c.p.), configurando reato di esercizio abusivo della professione per psicologi non medici. Tale orientamento giurisprudenziale, confermato in tempi recenti, impone un monopolio medico non previsto dalla normativa europea, la quale definisce il rimedio omeopatico solo nella sua preparazione farmacologica, infatti la normativa europea impone di scrivere sull’etichetta “senza indicazioni terapeutiche approvate”, e di fatto non lo definisce un medicinale, pertanto queste affermazioni giuridiche ostacolano un approccio multidisciplinare, trascurando la natura intrinsecamente intangibile dei sopracitati rimedi ultramolecolari non accertabili ne quantificabili dal punto di vista fisico.
1. Critica all’Attuale Paradigma di Salute
La definizione dell’OMS (1948) risulta limitata, in quanto include solo il benessere fisico, mentale e sociale, escludendo esplicitamente la dimensione etico-trascendentale.
Il Sistema Sanitario Nazionale privilegia il campo F (misurabile mediante evidenze farmacologiche e biomediche), relegando il campo P alla psichiatria e trascurando quasi integralmente il campo T , di evidente ed esclusiva pertinenza dello psicologo, ove si collocano aspetti emozionali, affettivi, valutazioni assiologiche del bene e del male, quali la gioia, l’amore del prossimo, la consapevolezza etica, l’estasi mistica, le esperienze dissociative non patologiche quindi non riconducibili alla psichiatria, nonché numerosi altri fenomeni di realtà identitaria e condivisa socialmente, il campo F dovrebbe essere di competenza di tutti i medici, quando F si interseca con P solo di medici specializzati in psicoterapia, mentre l’intersezione del campo P con T dovrebbe essere esclusivo degli psicologi.
Conseguenza: un approccio terapeutico riduzionista che tratta i sintomi fisici senza considerare l’origine intangibile della disarmonia (es. disturbi psicosomatici, depressioni esistenziali, crisi spirituali). I modelli teorici dominanti in medicina, di natura fisico-materiale, non dispongono del linguaggio adeguato per spiegare le dimensioni psichica e trascendentale.
La contraddizione normativa sull’omeopatia ne è l’emblema: la Direttiva UE 2001/83/CE consente la registrazione semplificata dei rimedi ultramolecolari senza prova di efficacia, mentre la giurisprudenza italiana (Cass. pen. sez. VI, n. 34200/2007; n. 22528/2003; n. 8885/2016) equipara la prescrizione omeopatica all’atto medico esclusivo, generando un monopolio non giustificato dall’Unione Europea e impedendo un approccio multidimensionale.
2. Il Nuovo Modello Quadripartito di Salute (Habit Theory)
Fisico (F): Energia organizzata in materia o fotoni (fisica classica).
Psichico (P): Attenzione, percezione, pensiero razionale, problem solving (cognitivismo puro). (fisica quantistica fonte (1))
Trascendentale (T): Affetti-Emozioni gerarchiche (dai livelli inferiori: paura, angoscia, odio; ai superiori: gioia trascendentale, amore fraterno, etica del bene e del male, estasi, misticismo). (fisica quantistica)
Sociale: Interazione collettiva, già inclusa nella definizione OMS, ma ora integrata con l’etica individuale e dal libero arbitrio, derivante dal campo T. (fonte Federico Faggin)
La salute consiste nell’armonica intersezione di questi campi nell’UEEI; la malattia è una disarmonia prevalente in uno o più campi, con effetti a cascata sull’UEEI.
3. Proposta Legislativa: Istituzione di una Salute Multidimensionale con Riconoscimento della Psicomeopatia quantistica (non di esclusiva competenza medica)
Si propone l’adozione di un disegno di legge che istituisca la psicomeopatia come disciplina sanitaria riconosciuta, con le seguenti disposizioni principali:
Articolo 1 – Ridefinizione di salute
Modificare la normativa sanitaria vigente (es. Legge 833/1978 e successive integrazioni) integrando la definizione OMS (3) con la seguente: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico, trascendentale e sociale, e non la mera assenza di malattia».
Articolo 2 – Declassificazione dei rimedi omeopatici ultramolecolari
I rimedi omeopatici con diluizioni superiori al limite di Avogadro (privi di materia originaria rintracciabile) non sono più classificati come “medicinali” soggetti a prescrizione medica esclusiva, ma come rimedi psicomeopatici informativo-energetici, soggetti a registrazione semplificata presso AIFA per sicurezza e qualità, e prescrittibili da professionisti qualificati in ambiti specifici, inclusi gli psicologi.
Articolo 3 – Formazione e abilitazione
Accesso riservato a laureati magistrali in Medicina e Chirurgia, Psicologia (o discipline equipollenti).
Obbligo di corso triennale post-laurea in omeopatia presso scuole accreditate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

Previo corso annuale propedeutico

-in patologie mediche, (medicina eclettica) volto a dare competenze ai non medici su patologie organiche, per inviare ai colleghi medici eventuali casi,

-e patologie di personalità (psicologia eclettica) volto a dare competenze ai non psicologi per riconoscere e per inviare ai colleghi questi casi.

O corsi di laurea quadriennali in omeopatia

Iscrizione in elenchi dedicati:
Medici presso l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri;
Psicologi presso l’Ordine degli Psicologi;
Articolo 4 – Ambiti di prescrizione
Medici-psicomeopati: per disarmonie prevalenti nel campo fisico (F) – patologie del corpo.
Psicologi-psicomeopati: per disarmonie prevalenti nel campo psichico (P) – patologie della mente (disturbi cognitivi, percettivi, psico-emotivi) e per disarmonie prevalenti nel campo trascendentale (T) – patologie dello spirito (comportamento antisociale, angoscia esistenziale, carenza di gioia/amore sublimato, etica).
Articolo 5 – Integrazione nel SSN
Rimborsabilità parziale o totale dei trattamenti psicomeopatici per patologie riconosciute.
Istituzione di ambulatori multidisciplinari (medico-psicologo) presso ASL e strutture ospedaliere.
Formazione obbligatoria minima sulla realtà intangibile per tutti i professionisti sanitari.
Articolo 6 – Disposizioni transitorie
Riconoscimento dei percorsi formativi esistenti in omeopatia per i professionisti già operanti.


4. Vantaggi della Riforma
Maggiore accesso a terapie integrative efficaci sulla dimensione intangibile.
Mantenimento del rigore professionale.
Inclusione dell’etica individuale e politica nella sanità.
Riduzione della spesa sanitaria a lungo termine attraverso prevenzione olistica, riconoscendo agli psicologi quali professionisti sanitari, un’esclusiva e specifica competenza in P (psiche e sociale) e in T (psiche ed etica spirituale) sia nella cura ma soprattutto nella prevenzione (per esempio: in casi di aumento dell’aggressività sociale, della confusione relativa i principi etici nei gruppi giovanili).
Allineamento dell’Italia a un modello di salute realmente comprensivo, in anticipo rispetto alle evoluzioni internazionali.
La presente proposta, infatti, non è utopica, ma rappresenta un passo necessario per riconoscere integralmente la realtà dell’essere umano.

La Habit Theory fornisce il quadro teorico. Spetta ora al legislatore il coraggio di tradurlo in norma.
Per approfondimenti sulla Habit Theory (HT/FPT/UEEI): https://carlafolettopsicoterapeuta.it

Note a piè di pagina

Direttiva 2001/83/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 novembre 2001 (codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano), artt. 14-16: disciplina la registrazione semplificata dei medicinali omeopatici senza obbligo di prova di efficacia terapeutica. Già dal 2001 è iniziato questo ossimoro in cui si definiva un farmaco senza che fosse comprovata l’efficacia terapeutica.

(1) Festival delle Neuroscienze al Castello dei Conti Guidi di Poppihttps://www.facebook.com/reel/1909846049606045

(2)Von Bönninghausen è spesso considerato il secondo più importante dopo Hahnemann per il suo impatto sul repertorizzazione pratica. Studiò giurisprudenza all’Università di Groninga e conseguì il dottorato in diritto romano e antico olandese nel 1806, si laureò in architettura nel 1812, autodidatta in scienze botaniche e mediche Nel 1816 lavorò al catasto, lavoro che gli permise di fare molti viaggi e studiare la flora. Nel 1843, senza alcuna laurea, venne nominato medico dal re di Prussia. Mori nel 1864.

(3) OMS L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce e promuove la Medicina Tradizionale, Complementare e Integrativa (TCIM) nelle strategie globali per il 2025-2034, è necessario fare attenzione al termine “tradizione” in quanto è un termine che richiama il concetto di religione e non quello di scienza (dimostrabilità scientifica) Non è pensabile che la salute diventi qualcosa di religioso, mentre è auspicapile che diventi qualcosa di non esclusiva trattazione medica. Pertanto l’omeopatia dev’essere allargata agli psicologi in quanto vanta atti tipici dello psicologo i quali non possono essere esclusi sulla base di norme travisate che sostengono sentenze altrettanto ambigue.

HT appunti 13

Perchè il tempo è intangibile e trascendente.

Tempo che origina nel Tc e viene trasferito come informazione tempo-spazio in Fc (materiale).

1. Struttura dei Campi e Origine del Tempo nel Campo Trascendentale (T)

  • Sintesi: il tempo emerge primariamente in T, il campo trascendentale, dove risiedono emozioni, affetti, coincidenze ( sincronicità junghiane) e l’inconscio collettivo. F è il dominio puro dell’energia/materia (indistinguibili, come in E=mc² di Einstein), mentre P elabora percettivamente questa energia, rappresentando lo spazio. La pulsione (spinta freudiana) si colloca tra F e P, come un ponte tra materia grezza e elaborazione psichica.
  • Osservazioni: mi riferisco alla filosofia kantiana, dove spazio e tempo sono forme a priori della sensibilità (spazio esterno, tempo interno). Nel mio modello, lo spazio è “costruzione della mente” (P, psiche), mentre il tempo è “costruzione dello spirito” (T, trascendente), allineandosi con visioni mistiche o religiose (es. il “tempo eterno” nelle tradizioni abramitiche o l’eterno ritorno di Nietzsche). In neuroscienze, il tempo soggettivo (dilatazione/compressione percepita) è legato a circuiti come il nucleo basale e la corteccia insulare, che potrebbero corrispondere all’intersezione T-P ovvero in una struttura microtubulare (Penrose) che interseca i campi P-T con il campo F. Il tempo origina in T in quanto non è ancorato a misurazioni fisiche (calendari imprecisi vs. metro per lo spazio), ma a esperienze anche affettive e mnemoniche, che trascendono la linearità causale della realtà materiale in Fc, ed originano in Tc il tempo e Pc lo spazio.

2. Pulsione, Energia e Materia

  • Sintesi: F è energia pura (materia=energia), con la pulsione come interfaccia tra F e P. P elabora l’energia in percezioni spaziali, mentre da T origina il tempo come dimensione sovrapposta.
  • Osservazioni: Questo richiama la metapsicologia freudiana, dove la pulsione (Trieb) è energia libidica che spinge dal somatico (F) allo psichico (P). In fisica quantistica, l’energia non è localizzata nello spazio-tempo classico (es. entanglement), il che potrebbe supportare l’idea di T come campo “non-spaziale” dove il tempo si manifesta come onda intersecante P. 
  • Giorno/notte: in F, è solo posizionamento energetico rispetto al sole (rotazione terrestre), ma in Tc emerge come esperienza identitaria, unendo spazio-tempo in “informazioni esperienziali individuali”. Questo evoca la termodinamica dell’informazione (es. entropia come freccia del tempo), dove il tempo non è intrinseco alla materia ma emerge da processi irreversibili.

3. Stati di Coscienza e Correlati Neurofisiologici (EEG)

  • Sintesi: Onde beta (attive, alert) corrispondono a P/F (psiche/cervello integrati), mentre alfa (rilassate) a T. Stati come estasi, dissociazioni corporee (anestesia percettiva, sospensione), sogni e memorie sovrapposte appartengono a T: tempo dilatato/infinito, assenza di spazio pur nella consapevolezza e nel libero arbitrio etico di T.
  • Osservazioni: I dati EEG confermano: beta (13-30 Hz) è legato a cognizione attiva, problem-solving (P/F) che è decisionalità con un libero arbitrio a metà, solo in P; alfa (8-12 Hz) a rilassamento, meditazione, creatività (T, con riduzione dell’attenzione sensoriale esterna). Negli stati dissociativi (es. meditazione profonda o ipnosi), si osserva aumento di theta/alfa, con percezione alterata del tempo (dilatazione, come in flow states di Csikszentmihalyi). Nei sogni (REM sleep, mix di theta/alfa/beta), il tempo è compresso/sovrapposto, e lo spazio è fluido/non euclideo,  lo spazio origina in P (costruzione mentale), mentre il tempo in T (sovrapposizione esperienziale). In T, non si “muove” nello spazio ma si osserva: questo ricorda le esperienze di out-of-body o near-death, dove il sé non è atemporale ma sovrapposizione di stato temporale infinito.

4. Sogni, Memoria e Sovrapposizione Temporale

  • Sintesi: Nei sogni (T), eventi da tempi diversi si sovrappongono; il tempo è ricordato come successioni non lineari. Differenza con F: no giorno/notte intrinseco, solo energetica. T emerge come onda che interseca P (vedi immagine sopra), trasmettendo esperienze identitarie da F (materia). Spazio = mente/psiche; tempo = spirito/trascendente. Il linguaggio cognitivizza lo spazio in P (avanti/indietro, sopra/sotto), ma il tempo richiede strumenti imprecisi (calendario) per l'”orizzonte degli eventi”, la suddivisione in giorni è una consuetudine non una realtà misurato in modo meccanico in F il giorno non ha mai la stessa misura del precedente o successivo, negli scarti, un fotone potrebbe aver percorso miliardi di km spaziali, non è poco, la suddivisione in anni è ancora più imprecisa.
  • Osservazioni: Questo allinea con la teoria dei sogni di Freud (condensazione/spostamento) e Jung (archetipi atemporali). In neuroscienze, sembra che i sogni riorganizzano memorie (registrazione di attività neurale, ippocampo-amigdala), sovrapponendo epoche in network non lineari, ma la sola registrazione di attività neurale non precisa il contenuto ideico e tanto meno quello trascendentale, registra solo la rievocazione volontaria di una memoria, ma io parlo di memoria semantica, non nozionistica, la memoria semantica associa gli eventi in tempi trascorsi per definire l’identità energetica, non per rievocare una registrazione nozionistica il tempo è nella memoria semantica non in quella rievocativa.
  • Il tempo identitario come “onda” evoca la relazione fra FPT: tempo relativo a dove origina il tempo e a dove viene trasmessa l’informazione nei campi FP. Nelle religioni, il tempo eterno (kairos vs. chronos greco) trascende la realtà. UEEI (Unità Esperienziale Energetica identitaria di un Individuo) è un concetto chiave: un “sé energetico” reale che si esprime nei campi F/P/T.

In conclusione

Perchè il tempo origina nel campo trascendentale T.

F è solo il campo dell’energia, la materia è energia e l’energia è materia, la pulsione (la spinta) si trova fra Fc e Pc (l’inconscio di Freud) ma non in Tc (c minuscolo sta x campo)

Pc è il campo di elaborazione percettiva dell’energia che si trova in F, e in esso origina lo spazio ovvero la cognitivizzazione dello spazio.

Tc è il campo trascendentale in cui esiste il tempo, l’emozione, gli affetti, le coincidenze l’inconscio di Jung e l’etica universale (quella riconosciuto da tutti gli esseri viventi).

Ci sono diversi stati di coscienza, per esempio in fEEG (nell’elettro encefalo gramma) le onde Beta  (la lettura strumentale delle onde elettromagnetiche), rappresentano il campo Pc ed Fc (psiche e cervello) , e quelle alfa probabilmente il campo Tc.

Appartengono al campo Tc le estasi, le dissociazioni corporee, cioè quando il soggetto è talmente concentrato sul campo trascendente da non percepire la materia, più i rumori esterni, e il suo corpo stesso come se lo sentisse anestetizzato, dice di trovarsi sospeso e in questo stato della coscienza emerge la memoria di fatti di cui il soggetto ha avuto esperienza, il timbro dell’UEEI non l’ombra dell’UEEI, è il timbro cioè l’esperienza stessa che genera memoria sematica da cui origina il tempo nella realtà FPT, la persona vive come in un tempo dilatato e infinito, il sogno probabilmente fa parte del campo trascendente, emergono elementi sovrapposti di esperienze energetiche collocate in tempi diversi, ora che siano collocate in tempi diversi non significa che  il tempo non abbia origine in Tc, ma che la dimensione tempo si sovrappone, evocando come una sovrapposizione di timbri UEEI, mentre la dimensione spazio non origina nel campo trascendentale, la persona non si trova in uno spazio dove può decidere di muoversi in una delle 3 direzioni, ma è consapevole delle memorie di successioni di eventi sovrapposti trascorsi.

Ora a mio parere vero è che il tempo è ricordato nei sogni come una successione di eventi sovrapposti, ma la differenza con gli altri campi è che in F non esiste il giorno e la notte ma semplicemente una collocazione energetica rispetto il sole,  l’UEEI fa esperienza della materia diurna e notturna perchè quello che cambia è la collocazione di un punto sulla terra rispetto al sole, se la terra gira cambia la posizione, il tempo non è un emergere del campo F, ma è un’emergere del campo T, nel campo T emerge l’informazione esperienziale del tempo come un onda che interseca P (psiche) e unisce spazio e tempo, per trasmettere queste informazioni, cioè esperienze energetiche identitarie delle unità individuali in F ovvero nella materia (vedi immagine all’inizio), dove avviene il fenomeno energetico comprensivo di tempo e spazio che però originano nelle altre due dimensioni. Lo spazio è una costruzione della mente non della materia e il tempo è una costruzione dello spirito non della psiche, nelle religioni si parla di tempo eterno, quindi origina dal campo trascendente, mentre nel linguaggio (psiche) si cognitivizza lo spazio, vado avanti vado indietro, si trova sopra si trova sotto, sopra sotto è mentalmente rappresentabile, ma il tempo non è cognitivamente rappresentabile, perchè è originato nel trascendente, prova a pensare domani piove, come lo pensi, c’è la luce e piove, hai immagini nella tua mente non è rappresentato il tempo, puoi avere l’immagine dell’orologio che si sposta di un numero che cambia ma queste sono consuetudini formalizzazioni del tempo, non è il tempo, se pensi alla nascita alla vita alla morte entri nel campo trascendentale dove origina il tempo, per questo il tempo non è una realtà fisico materiale ne psichica, ma origina dal campo trascendentale. La stessa verbalizzazione della nozione tempo è disancorata dal linguaggio, nel senso che se non abbiamo bisogno di un metro per cognitivizzare lo spazio (perchè lo rapportiamo al nostro corpo un pollice un piede) ma abbiamo invece bisogno di un calendario che suddivida idealmente ma in modo impreciso il tempo, ovvero l’orizzonte degli eventi della nostra vita e questo trascende la materia e la psiche.

HT appunti 11

la salute come armonizzazione dei 3 campi FPT tangibile F e intangibili PT

salute non come assenza di malattia ma come assonanza di tangibile e intangilile identitario

Riguardo HT 10 (e precedenti “appunti”), in cui si argomenta l’ipotesi che l’omeopatia abbia una sua spiegazione più a livello quantistico che a livello empirico – ovvero non secondo l’approccio classico della medicina – sono consapevole che possano esserci degli elementi deboli. In quanto non essendo io una fisica teorica, le mie speculazioni sono di tipo intuitivo-logico. Parto dall’assunto che l’idea stessa di realtà debba includere gli aspetti intangibili: psicologico, teologico. E che, se si vuole evitare di entrare in fabulazioni teoriche, si debba guardare più al metodo con cui si pensa, e magari renderlo più vicino al pensiero filosofico, quindi logico-razionale – un po’ come la fisica usa la matematica per verificare la tenuta delle sue ipotesi.

Quindi, la realtà dev’essere considerata come fisica (empirico tangibile materiale), psichica (ideica-mentale) e trascendentale (teologica, spirituale, etica), ovvero Fisica Psichica Trascendentale (FPT).

Altra considerazione importante è l’identità individuale, ovvero: se permane nei suoi 3 campi di funzionamento energetico FPT o si estingue dopo la morte, ovvero quando l’individuo scompare dal campo fisico?

A mio parere, il fatto che un individuo non sia più percepibile dagli altri individui del campo fisico non è sufficiente per avere la certezza che l’identità scompaia. Cioè, il fatto in sé che dopo la morte fisica io non possa interagire agevolmente con una persona non significa che questa persona non esista più. Da questo possono conseguire molte ipotesi, fra cui quella che non ci sia più possibilità di comunicazione, che la persona materiale si trasferisca su altri campi intangibili come mente e spirito che non sono condivisi con tutte le persone. Mentre, se si trovasse nel campo materiale, tutte le persone esistenti nel campo materiale potrebbero entrare percettivamente in contatto con tutte le persone esistenti nello stesso campo materiale. Quindi, il mio modello teorico di riferimento “Habit Theory” prevede che anche quando una persona scompare dal campo materiale la sua identità permanga, cioè le sue unità di espressione energetica identitarie (UEEI) semplicemente si trasferiscono nei campi intangibili, dove non è possibile a tutti entrare in relazione con questo essere vivente, ovvero non si trova nella dimensione della concretezza.

A questo punto c’è da fare un’altra discriminazione, ovvero: solo l’uomo ha un’identità oppure tutti gli esseri viventi hanno un’identità? Alcuni fisici ipotizzano che il funzionamento del mondo vegetale non abbia individualità, ma si svolga su un unico individuo (tutti i vegetali), che fra di loro si modulano a vicenda per la sopravvivenza di tutti. Mi sembra una visione pregiudizialmente ideologica di vedere la natura. Ho voluto osservare per tempi lunghi e in stagioni diverse alcuni luoghi naturali, e confermo l’idea del botanico Edward Bach: ogni fiore, ogni pianta ha una sua personalità, ha delle sue simpatie e antipatie. Che cresca allontanandosi o avvicinandosi ad altre specie vegetali non dipende sempre dal sole, dalla presenza di acqua o altro, ma dalla sua parte intangibile PT – oltre ad esserci a volte anche una concausalità fenomenica di tipo materiale, per esempio lo spazio.

Quindi, la mia teoria dell’abitabilità prevede che ogni essere vivente ha una sua identità, anche se è monocellulare, che nel campo fisico si organizza in termini di sopravvivenza e riproduzione, ma che orienta se stesso anche in base a realtà intangibili PT. Cioè, a mio parere, la natura non esprime nella sua bellezza la trascendenza di una realtà divisa da sé, ma – come per l’essere umano – esprime una sua trascendenza identitaria, che deriva da una fonte immateriale divina in quanto creazione e non in quanto partecipazione del divino. Che però, avendo assoluta libertà, può anche partecipare (amare) con le sue creature, ma il fiore non è Dio stesso.

Quindi, la teoria parte da 3 assiomi:

a: la realtà è tangibile e intangibile FPT;

b: la realtà è costituita da individui con una propria identità costitutiva (genoma energetico) UEEI;

c: ogni individuo può modificare le proprie caratteristiche intrinseche (epigenetica energetica) nei campi FPT in base al modo con cui ABITA il campo HT (abitudine cambiamento).

Per quanto riguarda la salute di un individuo, la definizione dell’OMS a mio parere non è corretta: essa non è il benessere fisico, mentale e sociale, ma deriva dalla congruenza delle UEEI con il proprio genoma energetico e dalla congruenza delle UEEI nei campi FPT in risonanza armonica nell’interazione con altre UEEI di altri esseri viventi. Considerando il fatto che nel campo materiale esiste una competizione naturale per la sopravvivenza materiale (HT) che irreversibilmente andrà ad estinguersi (morte).

Quindi, la salute è la capacità di rimanere in risonanza armonica con il proprio sé, nei vari campi FPT, superando in modo il meno traumatico possibile, nella dimensione materiale, la lotta per la vita.

Quando l’OMS parla di benessere sociale, a mio parere questo è riconducibile alla dimensione T trascendentale, là dove questo campo impone un’etica, ovvero un comportamento in assonanza con la fonte creatrice ovvero l’assoluto, tenendo conto dell’inevitabile fragilità della coscienza umana. Pertanto, l’assonanza etica si estende su tutti gli esseri viventi percepiti in F, e il campo T non è solo antropocentrico (D. A immagine dell’uomo) come spesso proposto dal travisamento religioso di alcune persone rappresentative socialmente della religione. In ragione del fatto che loro stessi così facendo si pongono in dissonanza con il vero sé, proiettando sulla loro UEEI una distorsione dell’HT nel campo T.

Secondo questo modello teorico di riferimento sulla salute, gli operatori della salute – quindi i medici – dovrebbero interfacciarsi con gli psicologi (e lo stanno facendo ma poco) e i teologi (e lo stanno facendo solo in oncologia). In altre parole, un modello di intervento per la promozione della salute dovrebbe avere un modello teorico di riferimento che comprenda l’intangibile, in quanto un medico non è psicologo e uno psicologo non è teologo (e viceversa il teologo non è psicologo). Una concezione di salute che separa l’empirico dall’intangibile non può essere considerata salute, come non si può separare in modo netto l’inverno dalla primavera quando si parla di stagioni. Quindi anche gli omeopati dovrebbero permettere la pratica omeopatica agli psicologi e ai teologi, non solo perchè in tutte le materie mediche vengono descritti sintomi psicologici e morali (teologici) ma perchè è evidente che la realtà e quindi anche la salute esiste non solo nel campo fisico, ma anche in quello psichico e trascendentale, e questo a mio parere è un’evidenza in quanto Cristo per esempio guarendo l’anima guariva anche il corpo, la psicologia guarendo la mente guarisce anche il corpo (somatizzazioni per esempio) e non è possibile che per contrastare la tabulazione scientifica si faccia del riduzionismo antiscientifico.

HT appunti 10

teoria dell’abitabilità appunti 10

Psicomeopatia e rottura di simmetria

simmetria

Premetto che non sono un fisico e che questa mia teoria è prevalentemente di tipo intuitivo. Tuttavia, grazie alla propensione di alcuni fisici a divulgare la scienza in modo comprensibile anche per i non addetti ai lavori, cercherò di utilizzare qualche terminologia fisica dimostrata matematicamente, sperimentalmente o osservativamente. Non me ne vogliano se, non comprendendola appieno, la uso in modo inadeguato: se possibile, lasciatemi nei commenti eventuali precisazioni o correzioni.

Fatta questa premessa, immagino che quelle che io chiamo “dimensioni” (fisico, psichico, trascendentale) possano essere paragonate, in termini fisici, a universi paralleli, soprattutto perché gli universi psichico e trascendentale, essendo intangibili, non sono dimostrabili empiricamente. Nella teoria delle stringhe, ad esempio, solo 4 dimensioni sono evidenti nella vita quotidiana: il tempo e le tre dimensioni spaziali.

L’acqua è un elemento fondamentale nei preparati omeopatici. Secondo la dottrina hahnemanniana, deve essere il più possibile priva di impurità per non interferire con l’efficacia del rimedio. Anche Edward Bach riteneva che la preparazione ideale avvenisse raccogliendo la rugiada dai fiori: essa, formandosi per differenza di temperatura, sarebbe energeticamente “pura”. La rugiada, come nella foto che ho mostrato in precedenza, si deposita sul fiore e, secondo Bach, i fotoni del primo mattino trasferiscono alla goccia le “caratteristiche di personalità” del fiore stesso.

Analogamente, nel rimedio omeopatico diluito e dinamizzato (per aumentarne la potenza), il principio attivo viene raccolto in gocce sferiche e fatto assorbire da granuli di zucchero, che ricevono l’“informazione” (quantistica) del macerato botanico o di altra sostanza, rompendo la loro simmetria.

Ora, se immaginiamo che una goccia d’acqua sia “frattalicamente” sferica – proprio come la realtà che contiene i tre universi paralleli che propongo (linea verde: fisico; linea blu: psichico; linea rossa: trascendentale) – ne consegue che in una goccia d’acqua sia “specchiata tutta la realtà”.

In questa realtà “tri-universale FPT” (Fisico-Psichico-Trascendentale), a mio parere possiamo collocare: tempo nell’universo trascendentale, descritto come infinito da tutte le tradizioni religiose che si occupano del trascendente;lo spazio, con le sue tre dimensioni (altezza, profondità, larghezza), nell’universo psichico, in quanto costruzione della mente derivante dall’esperienza sensoriale di ogni essere vivente (con aspetti condivisi all’interno della stessa specie), come teorizzato dal cognitivismo in psicologia; la realtà energetica, con le sue diverse espressioni (massa, non-massa, forze: nucleare debole e forte, gravitazionale, elettromagnetica), nell’universo fisico, come descritto dalla fisica moderna.

È implicito che religione, psicologia e fisica dovrebbero dialogare tra loro per costruire una visione della realtà credibile e coerente, invece di prodotti di “mercato” che enfatizzano il proprio sapere mettendo in ombra quello altrui. In verità, alcuni psicologi si sono aperti sia alla religione (es. Viktor Frankl) sia alla fisica (es. Wilhelm Wundt), ma non è stato sufficiente.

Tornando allo stato liquido dell’acqua – quindi simmetrico, visivamente omogeneo, ripetibile e trasferibile senza mutazioni – il rimedio omeopatico potrebbe trasferire il suo “timbro energetico” nell’acqua, mettendola in risonanza con l’UEEI (Unità Espressione Energetica Individuale) dell’individuo che assume il rimedio psico-omeopatico, i fiori di Bach o i sali di Schüßler (rimanendo nella mia esperienza clinica e sperimentale), ovvero con il suo “genoma energetico”. Questo attiverebbe una sorta di epigenetica energetica terapeutica

Possiamo ipotizzare che tutto ciò avvenga a livello quantistico dell’atomo di idrogeno dell’acqua. L’idrogeno, avendo un solo protone e un solo elettrone, presenta nel suo nucleo una situazione energetica più semplice, con meno interferenze (forse con un solo neutrino). In tale neutrino, una sola “stringa” potrebbe essere recettiva all’impronta del rimedio naturale diluito, avendo anch’essa minori interferenze subatomiche (minori sovrapposizioni d’onda). Nel momento in cui l’informazione viene trasferita “dalla stringa” dell’idrogeno del rimedio alle stringhe dell’idrogeno dell’individuo (ricordiamo che siamo composti per circa il 63% di atomi di idrogeno), se compatibile con il suo genoma energetico (self genetico), essa risincronizza “rompendo la simmetria patologica e ristabilendo una simmetria fisiologica”ridistribuendo la corretta risonanza.

Ciò potrebbe avvenire secondo un principio di entanglement quantistico (fra atomi di idrogeno vicini e con scarse interferenze, cioè nel 63% di acqua che c’è nel nostro corpo, agendo a cascata sulla parte non in ombra dell’universo trascendentale (quindi sulle UEEI trascendentali del individuo), poi psichico (modulando sull’esperienza percettiva del soggetto la risincronizzazione dell’UEEI) e infine a livello dell’universo fisico; oppure per propagazione (come le onde del mare), trasferendosi sulla parte in ombra (F), stabilizzando un ritorno allo stato di salute che si riflette poi in P e T. Da qui derivano quelle guarigioni permanenti e a volte quasi istantanee quando il simillimum omeopatico è quello giusto.

effetto del sole sulla rugiada la dimensione sferica assume diverse grandezze interagendo con la rugiada (acqua)

rugiada simmetria rotazionale?

effetto lente ingrandimento

HT appunti 9

come si potrebbe immaginare una realtà che unisce il tangibile e l’intangibile?


rappresentazione grafica del consetto

Ipotizziamo che le UEEI si spostino su tre fogli di realtà (macro-insiemi FPT), e sulle loro intersezioni (FPT, FP, FT, PT) che seguendo la logica dell’ologramma, trovano l’ombra della UEEI anche su una parte degli insiemi inibendone l’espressione fenomenica. Ogni individuo ha un marker per comunicare in entanglement con le proprie UEEI, e un marker non self per comunicare con altre UEEI o UEE (epigenetica del genoma energetico dell’UEEI) La parte fenomenica (in foto quella con sfondo chiaro) da luogo a fenomeni consapevoli sia sul piano fisico (percezione) che su quello psichico (attenzione selettiva delle cose percepite, memoria, ma anche il pensare consapevole) che su quello trascendentale (alterazione dello stato di coscienza in modo consapevole sogni rem che si ricordano ecc…). La parte in ombra darebbe gli stessi effetti ma in potenza e senza consapevolezza, ma che lavorano come in una specie di subconscio e inconscio ed emergono inaspettatamente, per esempio insight (foglio psiche) premonizioni (se sono sul foglio trascendenza) concepimento (foglio fisico in condivisione con un partner). La dinamica energetica di queste UEEI, sarebbe inclusa in una specie di pulsazione (ritmo) cosmica, e le UEEI possono seguire sia la direzione “più ordinato” che la direzione “più caotico) (entropia). All’interno del fenomeno entropico ci sarebbe come una sfera che a livello macroscopico conterrebbe tutti i fenomeni visibili e non (in ombra) dati da queste UEEI che si muoverebbero in modo “circolare” dando macroscopicamente al campo in cui “tutto si svolgerebbe” a ragione di un presumibile principio frattalico. Al di fuori della sfera (di realtà consapevolizzante) e del cono (entropicizzante) ci sarebbero simmetricamente tutte le UEEI che comongono la realtà apparente che però non avendo “consapevolezza” non creano la realtà. Forse tale simmetria può rompersi in modo unitario, e dar luogo a un aumento di energia che produrrebbe una spinta al di fuori della realtà apparente, della corrispondente UEEI, un gruppo di UEEI (che vengono immaginate in quantità enormi per ogni individuo) che perderebbero questa simmetria darebbe luogo a quei fenomeni di smaterializzazione o disolvenza della “realtà identitaria dell’essere vivente” noti come “fatti straordinari” per esempio la resurrezione, o altri fatti descritti che a sentirli non appaiono come suggestioni o invenzioni ma come cose di cui ci sfugge ogni comprensione.

Ora questo schema concettuale non ha nessuna pretesa di essere esaustivo, ma può essere un inizio per iniziare a immaginare una “fisica” cioè una realtà e uno studio della realtà che contenga anche le indiscutibili realtà intangibili, questo per evitare di generare pregiudizi scientifici, insostenibili, quando si entra in un campo di osservazione non percepibile dai nostri sensi.

le immagini sono state da me disegnate e anche generate con l’aiuto dell’IA (grok) che vi consiglio