NATUROCENTRISMO psicoterapeutico nella natura spontanea

Carla Foletto cell 3926255541 (solo sms)

Concetto di viscosità energetica fenomenizzante

Il CAMPO DI ESPRESSIONE ENERGETICA

L’ipotesi teorica PAOn, poggia sull’idea che ci sia una parte di energia identitaria, con un insieme di UEEI molto numeroso, corrispondente a un solo individuo irripetibile, infiniti individui vegetali animali umani, corrisponderebbero a infiniti insiemi di UEEI con genoma energetico esprimibile unico.

In sè l’insieme di UEEI “A” (per esempio), non specifica solo un fenomeno vitale: vegetale, animale, umano, questo dipende dai campi in cui si genera il fenomeno apparente di tipo frattalico, in altre parole la personalità/identità, di “A” resta invariata sia che appaia come fiore, o elefante, o pinco pallo. 

E’ il campo che genera il fenomeno che percepiamo come fiore, elefante o pinco pallo, mentre il genoma identitario fluttua fra i diversi campi a DIVERSA VISCOSITA’ ENERGETICA.

Si immagina che in generale non esista il vuoto (concetto che voleva enfatizzare la necessità di un campo neutro non interferente) ma esista un magma energetico a diversa “viscosità energetica” che permetterebbe una fenomizzazione F (materiale-percepibile con i sensi) se è molto alta, P se è media, e T se è più vicino al vuoto energetico. Il campo avrebbe energia non identitaria, ma favorirebbe l’espressione energetica delle unità identitarie dei vari individui, in un complesso di fenomeni intrecciati, che collegando tutte le UEEI di un individuo, lo rendono esistibile, collegato in tutte le sue UEEI, come individuo vivente nelle tre dimensioni FPT, o in 2 PT, con destinazione in T (trascendentale) .

Ogni campo energetico ha la caratteristica qualitativa (permette una sola espressione energetica) e quantitativa (densità energetica o viscosità di energia non identitaria).

Quindi immaginiamo la cellula dell’unghia della punta del pollice, l’unghia ha una certa durezza percepibile quindi alta densità, le cellule vengono rinnovate quindi collegata a un campo di media densità-viscosità, sulla base di un dna biologico, bassa viscosità, determinato da un genoma energetico: bassissima o viscosità nulla. Il genoma energetico ha la possibilità di trasferirsi agevolmente da un microcampo campo all’altro, pur essendo sovrapponibile ai macrocampi FPT.

Nel momento in cui l’UEEI si trasferisce in altri microcampi, il fenomeno cellula ungueale cessa di esistere, per esempio necrotizza. Questa ipotesi teorica va immaginata su scale molto piccole, sub-atomiche, che non possiamo vedere ne misurare con strumenti, i micro campi sarebbero a livello sub-atomico, e funzionerebbero in modo frattalico e nello stesso tempo identitario, cioè i collegamenti vari di UEEI (del soggetto fiore, elefante, pico pallo) darebbero luogo alla coscienza – consapevolezza di essere un individuo unico e irripetibile, che si sta fenomenizzando come essere vivente. 

PAOn confronti con altre teorie: Pëtr Petrovič Gariaev

“Il cervello umano è solo un ricevitore. Nell’universo esiste un nucleo da cui ricaviamo conoscenza, forza e ispirazione.” Nikola Tesla

Vero, ma a mio parere ci appartiene la nostra identità energetica con la quale diamo credito a una cosa o all’altra, ed è questo discernimento che estrinseca il nostro vero se, per quanto sul palcoscenico della vita, di fatto, si reciti molte parti.

Pëtr Petrovič Gariaev, scomparso da 6 anni, non ha potuto ricevere il premio nobel perchè morto poco prima, è anche molto contestato e denigrato sul web, la sua teoria sul genoma d’onda è ritenuta una pseudo scienza, come se esistesse una vera scienza, ovviamente quella già commercializzata che non ammette concorrenti?

Da qualche giorno ho scoperto questo ricercatore, che sembra in sintonia con la teoria PAOn, che poggia su considerazioni logiche di evidenza assiomatica, a seguito di osservazioni dirette di tipo psicologico e naturalistico.

Questo ricercatore è stato oggetto di critiche in quanto non ci sarebbero evidenze sperimentali riproducibili che avvalorino il suo punto di vista. Tuttavia lo propongo nel mio blog, io non ho reputazione di eccellenza nella comunità scientifica, che io stesso critico per il suo riduzionismo e limitatezza teorico-espositiva, quindi direi siamo in buona compagnia se non altro per un atteggiamento non commerciale della scienza.

Tornando a Pëtr Petrovič Gariaev, per me è stata una grande scoperta in quanto per me è di grande importanza che un vero biologo e fisico di indiscutibile buon livello accademico, giustifichi, in un certo senso, la mia ipotesi di: “genoma energetico”, “ombra energetica”, impronta (termine che anche lui utilizza nei suoi articoli scientifici) aggiungendo il concetto: “in modo frattalico”il che lo rende coerente con la fisica astronomica.

Dal punto di vista logico il genoma energetico di cui è costituita, nella mia teoria l’UEEI (unità di espressione energetica identitaria) non può essere modificato (l’identità energetica emigra in altri campo ma permane) , quando si trova in un campo energetico (che ne determina la sua espressione energetica) passa dal lato “ombra” al lato “espressione fenomenica” solo per quelle microparti del genoma energetico che possono fenomenizzarsi in quel determinato capo energetico (abitano il campo energetico dando luogo a un fenomeno reale, materiale nei campi fisici, mentale nei campi psichici, e spirituale, emozioni e affetti, nel campi trascendentali )

Nel momento in cui si fenomenizza il genoma funziona come dice Pëtr Petrovič Gariaev come “genetica ondulatoria”. 

Ma a mio parere qui va distinto dal punto di vista teorico l’onda e il campo. In termini metaforici prendiamo ad esempio una vecchia radio di 50 anni con sincronizzatori di onde radio usurati che danno luogo a un suono ancora comprensibile ma distorto, quindi ipotizzamo che l’onda genetica arrivi sempre in modo “pulito” ma è il campo (il sincronizzatore di onde radio della radio) che  deforma la fenomenizzazione dell’informazione geno-energetica (malattia).

Quindi abbiamo due ipotesi che andrebbero verificate sperimentalmente.

Ipotesi a: (quella sostenuta nella mia teoria PAOn fin ora ) l’espressione energetica fenomenica nel campo ha un onda non ben sincronizzata. Un prodotto omeopatico o altra interferenza (Pëtr Petrovič Gariaev  parla di risonanza, quindi di produzione di onde e non di diluizioni di sostanze) che nel momento in cui si riconosce (identitariamente) con l’onda d’interferenza si rimodula correttamente, passando l’informazione alla parte in ombra che provvede a risincronizzare tutte le UEEI dell’individuo (umano, animale, vegetale) negli altri campi.

Ipotesi b: campo non ben sincronizzato, quando il genoma si fenomizza in un campo, il campo funziona come “un amplificatore di suono” che può dare origine a un rumore (vecchia radio di 50 con sincronizzatore di onde che funziona male) se si invia una microfrequenza al campo (si cambia la radio con amplificatori nuovi) il rumore cessa e la fenomenizzazione diventa suono (onda genetica) pulito, cioè è la fenomenizzazione del genoma energetico e non l’onda che si rimodula.

In altre parole il dubbio che mi è venuto leggendo Pëtr Petrovič Gariaev è: quando usa delle onde elettromagnetiche cosa sta facendo Pëtr Petrovič Gariaev? incide “direttamente sul genoma energetico” o su un “sincronizzatore di campo”, più o meno come quando si cerca una stazione radio?

E’ importante comprendere se è nella natura dell’onda del genoma o nella natura del campo di espressione energetica che avviene qualcosa, o forse entrambi? In questo ultimo caso ci sarebbero fenomeni di intrappolamento/ancoraggio, del genoma che impediscono il fluire delle altre UEEI per esempio nel momento materializzante della nascita o dematerializzante della morte?

Nei primi anni 2000, ipotizzavo che l’unità elementare costitutiva dell’identità (UEEI) avesse ua “radice” che le permetteva di comunicare sia in modo esclusivo solo con le proprie UEEI, e altre radici che permettevano di comunicare con UEEI di altri soggetti.

https://www.studiopsicologiamantova.it/Espressione%20energetica%20dell%20(4).pdf

Nella mia ipotesi l’UEEI ha un genoma energetico

https://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/2025/12/19/appunti-12-habit-theory-ht/

la radice vibrazionale emetterebbe un onda comunicativa per comunicare con le altre UEEI, in altre parole sarebbe l’elemento diffusivo (metaforicamente il sincronizzatore dell’onda radio) e non nativo del genoma (l’identità energetica specifica del genoma energetico dell’UEEI) la mia ipotesi non prevede DNA spazzatura, ma tratti di DNA , condivisi con altre specie, nel UEEI c’è l’espressione per esempio del DNA Mario Rossi (quindi il tratto specifico della funzione in F: fotosintesi non è attivo perchè Mario Rossi non è una pianta) ma non è detto che dopo una trasmigrazione nei 2 campi Psichico e Trascendentale, una parte di UEEI non migri in F (campo fisico percepibile) con espressione del genoma energetico “la quercia Mario Rossi” cioè l’identità energetica permane ma l’espressione nel campo F cambia in vegetale, questo potrebbe essere in linea con l’induismo. Come comunica la quercia a differenza di Mario Rossi umano? La radice vibrazionale per comunicare è quello della quercia, quindi comunica come un albero, il genoma energetico invece comunica in modo identitario, cioè è sempre Mario Rossi che “vive nella quercia, ora qui faccio un esempio estremo, ma è solo per dire che nella mia teoria, chi genera l’onda è il genoma energetico, chi la trasferisce nel campo è la radice vibrazionale comunicativa. In altre parole “la danza o la sinfonia delle varie onde olografiche” è coerente nella comunicazione attraverso la radice vibrazionale, ma l’onda comunicativa nativa è fedele all’identità del soggetto.

https://wavegenetics.org/it/wikipedia/svobodnaya-vikipediya/

https://wavegenetics.org/it/garyaev/aspectyi/

https://wavegenetics.org/it/

proprietà frattali

riferimento teorico importante probabilmente collegato: Lev Vygotskij Pensiero e linguaggio (a cura di Mecacci direi la migliore traduzione in italiano, edito Laterza)