distinzione fra psicologia omoenergetica e approccio esclusivamente-omeopatomedico elusivo degli psicologi.
PAOn Psicoterapia Ambientale Omeoenergetica (non più omeopatica) naturocentrica
L’omeopatia unicista, esclusiva delle professioni di medico, veterinario, odontoiatra, farmacista, fa riferimento a Hahnemann vissuto a cavallo del XIX secolo, pur essendo laureato in medicina, svolgeva il lavoro di traduttore di testi medici dell’epoca, muovendosi fra la Germania e l’Inghilterra.
Il contesto storico in cui è vissuto Samuel Hahneman, è il contesto dell’industrializzazione, in cui la vita delle persone, in particolare operai, era vissuta in un contesti di povertà e sfruttamento, il clero imponeva i propri schemi etici di monogamia e fedeltà coniugale, demonizzando le malattie veneree come immorali, diffusi erano i problemi di malnutrizione e infettivi.
Non stupisce che Samuel Hahneman nel suo modo un po’ istrionico di curare le persone con sostanze naturali molto diluite, attribuendo ad esse effetti miracolistici di guarigione, abbia suddiviso in tre miasmi (esalazioni maleodoranti, spesso nauseabonde, che derivano dalla decomposizione di sostanze organiche) le categorie principali di appartenenza delle varie patologie, nella sua teoria sulla cura con il similium (concetto arcaico, della filosofia ellenica su cui si basava l’allora pratica medica). I tre miasmi sono: psora, sicosi, sifilis, e si può ben immaginare che la psora, appartenga a malattie dovute alla denutrizione, come per esempio la pellagra (carenza di vitamina B) riconducibili alla situazione sociale di povertà estrema ottocentesca, nello stesso modo anche la sicosi, che indica il rigonfiamento di parti o tutto del corpo, possa essere riconducibile a infezioni, dovute alla scarsa igiene, tipica del periodo storico in cui viveva Hahnemann, ovvero tumefazioni calde e purulente dovute a processi infettivi locali o diffusi. Altro miasma identificato da Hahnemann è la sifilis, sifilide, malattia venerea incurabile che portava alla pazzia e a neuropatie molto gravi. Tale malattia venerea era ovviamente anche oggetto di pregiudizi religiosi e chi ne era affetto veniva emarginato a vita.
In “malattie croniche” Hahnemann pone il punto sull’importanza fondamentale, nella guarigione, dello stile di vita, dell’igiene, e della corretta alimentazione, cosa che “prescriveva” ai suoi pazienti con insistenza e autorità, assieme a queste sostanze super diluite definite “rimedi omeopatici”.
Ora un malato che cambiasse stile di vita e vivesse in condizioni più igieniche, convinto di prendere un medicamento rarissimo e miracoloso, aveva tre condizioni che lo potevano guarire, a prescindere dal reale effetto del rimedio omeopatico, tre condizioni a causa diretta, nutrizione, igiene, e l’effetto aspettativa, ovvero quella cosa psicologica che eleva la motivazione, portando la persona ad avere quel “buon umore – ottimismo” trasmesso dalla figura autorevole di turno (il guaritore) che faceva funzionare il suo sistema immunitario per il solo fatto che sentiva la fiducia del guaritore ed era meno depresso di prima. Questa è l’omeopatia unicista delle scuole di omeopatia.
Ora non sorprende che in India Brasile o altre nazioni in cui le persone vivono nelle stesse condizioni di povertà e scarsa igiene come avveniva in Europa nel XiX secolo, l’omeopatia abbia gli stessi effetti miracolistici che avvenivano in Europa con appositi guaritori omeopatici.
Questo significa che l’omeopatia abbia una base scientifica? No.
Tuttavia poteva per me, essere un punto di inizio, se non altro per il fatto che gli omeopati non sono invischiati dai pregiudizi scientifici riduzionistici della medicina contemporanea, ma purtroppo nel momento in cui si voleva fare qualcosa di sperimentale di multidisciplinare, comprensivo di psicologia, spiritualità, e fisica classica (medicina), il mercato si è fiondato come un pescecane, con le sue strategie di “privilegi professionali”(possono prescrivere per legge solo alcuni professionisti), “difficile accessibilità”(visite costose per ben agiati), “divulgazione pseudo scientifica” con numerosi medici compiacenti che in eventi gratuiti online incensavano l’omeopatia come pratica medica poco conosciuta ma molto efficace. Nel momento in cui gli psicologi cercavano di portare un contributo scientifico, costruttivo ma poco commerciale, venivano estromessi squalificandoli e facendoli sentire indegni di tale miracolosa pratica.
Io penso ancora che la cura debba essere multidisciplinare, non esclusiva dei medici, e non commerciale, e andrò avanti con le mie pubblicazioni e la mia ricerca, sugli effetti curativi intangibili della natura e della deantropizzazione, ma da questo momento distinguerò l’omeopatia medica ottocentesca, praticata dai medici occidentali, dall’omeopatia sub atomica, da me ipotizzata, chiamandola omeoenergetica, che è un termine più adatto e non più omeopatia.
Spero che il governo regolamenti le terapie non convenzionali togliendo ai medici l’esclusiva, anche perchè i medici avendo formazione esclusivamente di tipo empirico, non capiscono e travisano le altre forme di cura di malattie, oltre al fatto che invadono il campo di competenze degli psicologi , dei biologi, dei fisici, togliendo alle persone delle alternative, e eludendo una sana competizione scientifico-deontologica, nella soluzione delle malattie modenrne, centralizzando sul corporativismo medico ogni forma di cura.
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