NATUROCENTRISMO psicoterapeutico nella natura spontanea

Carla Foletto cell 3926255541 (solo sms)

distinzione fra psicologia omoenergetica e approccio esclusivamente-omeopatomedico elusivo degli psicologi.

PAOn Psicoterapia Ambientale Omeoenergetica (non più omeopatica) naturocentrica

L’omeopatia unicista, esclusiva delle professioni di medico, veterinario, odontoiatra, farmacista, fa riferimento a Hahnemann vissuto a cavallo del XIX secolo, pur essendo laureato in medicina, svolgeva il lavoro di traduttore di testi medici dell’epoca, muovendosi fra la Germania e l’Inghilterra.

Il contesto storico in cui è vissuto Samuel Hahneman, è il contesto dell’industrializzazione, in cui la vita delle persone, in particolare operai, era vissuta in un contesti di povertà e sfruttamento, il clero imponeva i propri schemi etici di monogamia e fedeltà coniugale, demonizzando le malattie veneree come immorali, diffusi erano i problemi di malnutrizione e infettivi.

Non stupisce che Samuel Hahneman nel suo modo un po’ istrionico di curare le persone con sostanze naturali molto diluite, attribuendo ad esse effetti miracolistici di guarigione, abbia suddiviso in tre miasmi (esalazioni maleodoranti, spesso nauseabonde, che derivano dalla decomposizione di sostanze organiche) le categorie principali di appartenenza delle varie patologie, nella sua teoria sulla cura con il similium (concetto arcaico, della filosofia ellenica su cui si basava l’allora pratica medica). I tre miasmi sono: psora, sicosi, sifilis, e si può ben immaginare che la psora, appartenga a malattie dovute alla denutrizione, come per esempio la pellagra (carenza di vitamina B) riconducibili alla situazione sociale di povertà estrema ottocentesca, nello stesso modo anche la sicosi, che indica il rigonfiamento di parti o tutto del corpo, possa essere riconducibile a infezioni, dovute alla scarsa igiene, tipica del periodo storico in cui viveva Hahnemann, ovvero tumefazioni calde e purulente dovute a processi infettivi locali o diffusi.  Altro miasma identificato da Hahnemann è la sifilis, sifilide, malattia venerea incurabile che portava alla pazzia e a neuropatie molto gravi. Tale malattia venerea era ovviamente anche oggetto di pregiudizi religiosi e chi ne era affetto veniva emarginato a vita.

In “malattie croniche” Hahnemann pone il punto sull’importanza fondamentale, nella guarigione, dello stile di vita, dell’igiene, e della corretta alimentazione, cosa che “prescriveva” ai suoi pazienti con insistenza e autorità, assieme a queste sostanze super diluite definite “rimedi omeopatici”.

Ora un malato che cambiasse stile di vita e vivesse in condizioni più igieniche, convinto di prendere un medicamento rarissimo e miracoloso, aveva tre condizioni che lo potevano guarire, a prescindere dal reale effetto del rimedio omeopatico, tre condizioni a causa diretta, nutrizione, igiene, e l’effetto aspettativa, ovvero quella cosa psicologica che eleva la motivazione, portando la persona ad avere quel “buon umore – ottimismo” trasmesso dalla figura autorevole di turno (il guaritore) che faceva funzionare il suo sistema immunitario per il solo fatto che sentiva la fiducia del guaritore ed era meno depresso di prima. Questa è l’omeopatia unicista delle scuole di omeopatia.

Ora non sorprende che in India Brasile o altre nazioni in cui le persone vivono nelle stesse condizioni di povertà e scarsa igiene come avveniva in Europa nel XiX secolo, l’omeopatia abbia gli stessi effetti miracolistici che avvenivano in Europa con appositi guaritori omeopatici.

Questo significa che l’omeopatia abbia una base scientifica? No.

Tuttavia poteva per me, essere un punto di inizio, se non altro per il fatto che gli omeopati non sono invischiati dai pregiudizi scientifici riduzionistici della medicina contemporanea, ma purtroppo nel momento in cui si voleva fare qualcosa di sperimentale di multidisciplinare, comprensivo di psicologia, spiritualità, e fisica classica (medicina), il mercato si è fiondato come un pescecane, con le sue strategie di “privilegi professionali”(possono prescrivere per legge solo alcuni professionisti), “difficile accessibilità”(visite costose per ben agiati), “divulgazione pseudo scientifica” con numerosi medici compiacenti che in eventi gratuiti online incensavano l’omeopatia come pratica medica poco conosciuta ma molto efficace. Nel momento in cui gli psicologi cercavano di portare un contributo scientifico, costruttivo ma poco commerciale, venivano estromessi squalificandoli e facendoli sentire indegni di tale miracolosa pratica. 

Io penso ancora che la cura debba essere multidisciplinare, non esclusiva dei medici, e non commerciale, e andrò avanti con le mie pubblicazioni e la mia ricerca, sugli effetti curativi intangibili della natura e della deantropizzazione, ma da questo momento distinguerò l’omeopatia medica ottocentesca, praticata dai medici occidentali, dall’omeopatia sub atomica, da me ipotizzata, chiamandola omeoenergetica, che è un termine più adatto  e non più omeopatia.

Spero che il governo regolamenti le terapie non convenzionali togliendo ai medici l’esclusiva, anche perchè i medici avendo formazione esclusivamente di tipo empirico, non capiscono e travisano le altre forme di cura di malattie, oltre al fatto che invadono il campo di competenze degli psicologi , dei biologi, dei fisici, togliendo alle persone delle alternative, e eludendo una sana competizione scientifico-deontologica, nella soluzione delle malattie modenrne, centralizzando sul corporativismo medico ogni forma di cura.

OMEOPATIA necessità di intervento politico per farla tornare libera e sperimentale


L’elemento suggestivo nella cura medica ha una sua incidenza significativa.

Sia l’omeopatia che la medicina allopatica affermano che in ogni individuo c’è un’innata capacità di auto-guarigione che deriva dalla forza vitale, secondo l’omeopatia, o per la medicina tradizionale dalle caratteristiche intrinseche di tutti i processi biologici che danno origine alla vita interpretati per lo più in termini causalistici.

Secondo l’omeopatia sono rilevanti per la diagnosi e la cura gli elementi soggettivi e individuali del malato, la sua storia biografica: vista dal punto di vista omeopatico, cioè la psiche e la morale (l’etica). Meno rilevanti gli aspetti oggettivi, ovvero quelli percepibili dal sistema sensoriale dell’omeopata o riferibili dal malato pur essendoci un inquadramento “miasmatico-omeopatico” sui sintomi fisici-oggettivi.

Per la medicina allopatica sarebbero prioritari gli aspetti oggettivi, percepibili con i sensi o misurabili tramite analisi biochimiche e strumentali, e secondari quelli più soggettivi del malato. 

In questo caso mancherebbe l’obiettività teorico-interpretativa, in quanto i valori rilevati con analisi e strumentazione vengono assolutizzati, mentre con tutta probabilità il valore misurato in un dato istante va incontro a cambiamenti più o meno adattivi, che la medicina tradizionale sottostima, poggiando il suo intervento su un dato assunto come certo e fisso, quando, obiettivamente, certo non è (fenomeno dell’identificazione con l’attribuzione empirica). 

Il recente tentativo goffo della medicina allopatica, per ovviare a questa evidenza,  è stato quello di modificare in probabilistico il dato, rinunciando al costrutto teorico causalistico, esponendo di fatto a una sostituzione con IA, il ruolo del medico.

Qui è la principale critica omeopatica, alla medicina allopatica, ovvero di “ingegnerizzare” lo stato biologico, trattandolo come “dato statico” o “probabilistico” e “iper-analizzandolo” al fine di trovare l’elemento causale su cui intervenire con la cura, trascurando l’approccio sistemico dinamico oggettivo e soggettivo. 

Per la medicina omeopatica, si trovano una serie di approcci incongruenti fra loro, riferibili alla filosofia del “maestro di omeopatia” di turno, pur essendoci tentativi di rendere il costrutto teorico meno debole, riconducendolo al suo presunto inventore Hahnemann, costrutto teorico hahnemaniano a orientamento filosofico, in opposizione a quello a nascita ottocentesca, empirico riduttivo imposto tramite istituzioni ordinistiche e leggi, approccio ad oggi ancora esistente e  imposto.  Aggiungiamo che la medicina oggi è diventata molto commerciale, e con l’eliminazione del principio di precauzione nel 2020 (covid) il mercato, ha una libertà d’azione preoccupante.

 In realtà Hahnemann ha trasmesso nei suoi scritti, la tradizione medica più di derivazione anglosassone-botanica presente nel suo tempo, con proprie considerazioni che non sempre vengono conservate dai successori, quindi nemmeno di tradizione scientifica medica medioevale-contemporanea si può parlare.

Tale orientamento diagnostico multiforme onnicomprensivo, che va dal mentale morale soggettivo al corporeo, trova interpretazioni varie e deboli nei suoi autori, che producono tentativi goffi di mantenere immagini di credibilità dell’omeopatia, creano a livello delle scuole omeopatiche italiane, delle rigidità insostenibili, più simili a dogmi religiosi che a “ricerca scientifica sull’omeopatia”.

Si professano e si fanno esami di passaggio, su pratiche diagnostico-omeopatiche opposte, in cui “il similium” non coincide ovvero manca il principio di non contraddizione, sullo stesso caso uno o l’altro approccio dovrebbero dare lo stesso risultato pertanto se ciò non avviene, il metodo scientifico salta, la scienza non può basarsi solo sul proving, deve accertarne anche la congruenza, e qui il punto più debole manca nell’omeopatia una teoria complessa che la spieghi, teoria che solo con psicologi può essere definita.

In questo clima di scarsa onestà intellettuale, ad oggi si sono insinuate delle dinamiche commerciali come da tempo si vedono nella medicina allopatica, che rendono l’omeopatia poco credibile sia per la debolezza dei propri costrutti teorici, sia per la commercializzazione dell’omeopatia, che la rende intellettualmente non sostenibile dal punto di vista scientifico.

A dimostrazione della debolezza scientifica dell’omeopatia, come approcciata oggi, non sarà casuale quello che si riferisce circa i meravigliosi risultati ottenuti con rimedi omeopatici, in nazioni dove il livello culturale medio nella popolazione è basso e la pressione autoritativa della figura medica è alta, per esempio India, Brasile, da cui semmai si evince che la variabile “suggestionabilità-illusione-effetto aspettativa” è alta, la dove i risultati riferiti sono molteplici in quanto originati, in contesti di soglia critica bassa, per ignoranza, e autoritarismo di ruolo alto, con maggiore predisposizione a suggestione e bassa possibilità di verifica scientifica. E’ dai tempi di Galileo Galilei che questo nei paesi occidentali non è più accettabile.

A mio parere l’omeopatia merita di essere difesa dalle pseudo scienze e compresa dal punto di vista scientifico, ma in modo scientifico, estromettendo le forme commerciali manipolative a esclusivo fine di profitto, pur facendosi aiutare da finanziatori corretti, ed escludendo approcci pseudoscientifici o ipnotici.

L’omeopatia ad oggi va approcciata in modo multidisciplinare, e gli psicologi, che invece vengono sistematicamente estromessi, spetta un ruolo importante, in quanto le loro competenze sulla salute derivata dall’intangibile “mente” sono di gran lunga più scientifiche di quelle intuitive che possono avere i medici o altri professionisti sanitari, che a onor del vero sembra si vogliano appropriare della psicologia pur non conoscendola, forse perchè oggi ha un’alta richiesta sul mercato, e quale modo migliore di farlo se non tramite un corso triennale di omeopatia privato gestito da ogni tipo di professionista sanitario, tranne insegnanti psicologi?

L’omeopatia ruota attorno alla percezione della soggettività individuale più di quanto si voglia immaginare, e gli psicologi per gli studi fatti hanno maggiore plasticità cognitiva e competenze, sulla “scientificità dell’intangibile individuale” cioè su questi aspetti, a differenza di medici, veterinari, odontoiatri, che hanno formato il proprio stile cognitivo più a evidenze empiriche che soggettive. 

Il rischio, se si continua a dare l’esclusiva dell’omeopatia, a medici, veterinari, odontoiatri, in contesti non controllati dal punto di vista accademico, è che si faccia come si è fatto con le improvvisazioni dei counselor, che nel mercato hanno avuto notevole successo a danno degli psicologi, e, generando “entusiasticamente” non pochi problemi psichici nella popolazione. 

La sostanziale differenza sta nel fatto che lo psicologo sa come evitare che il paziente si identifichi nelle attribuzioni fatte in contesto up-down, mentre il professionista sanitario che si è formato su modelli culturali di tipo empirico-organizzativo non lo sa fare, anche se capisce che c’è questo rischio, e improvvisa un “rapport” che non sa deontologicamente sostenere, il risultato nel tempo è deludente.

E’ necessario che l’omeopatia che ha in se molti aspetti di indubbio interesse scientifico, possa essere verificata e promossa, in modo accademicamente controllato, in contesti in cui è riconosciuta la necessità di mantenere livelli culturali alti: per esempio accesso a lauree magistrali, in cui è garantito l’approccio multidisciplinare che gli è dovuto: con l’accesso incondizionato di tutte le professioni sanitarie, e con iscrizione all’ordine di appartenenza, al fine di garantire l’aspetto deontologico che è dovuto all’omeopatia in termini di onestà intellettuale.

Certezza o dubbio in omeopatia? quale la diagnosi migliore? Sui problemi mentali approccio omeop-psichiatrico o omeo – psicologico?

Approccio medico certo, approccio psicologico dubbioso ma più profondo. L’approccio medico è decisionista quello psicologico più incline alla verità.

Qui si parte da una schematizzazione dei disturbi mentali, ipotizzati da Ortega e dall’interpretazione che ne farebbe uno psicologo.

Il medico è come la madre cerca di capire cosa il paziente non può dire (fame, sete, sonno) e lo da con una prescrizione, nessuno deve uscire dal suo ambulatorio senza una prescrizione di esami o farmaci.

Lo psicologo è come il fratello maggiore, dubita sempre, e fa domande (o ti parla osservando il non verbale) per poi concludere che il problema è l’opposto di quello che crede e che tutti dicono di lui.

L’insegnante è come il padre, non gli interessa cosa non puoi dire e nemmeno se quello che dici è vero o no, non ti fa proprio parlare e ti chiede solo di sapere quello che ha detto lui.

Questa analogia serve per far capire che ne il medico ne l’insegnante possono fare gli psicologi semplicemente perchè non lo sono, cioè il loro ruolo non lo permette.

In grassetto la psicologia omeopatica fatta dai medici

Corsivo la psicologia omeopatica fatta da uno psicologo

Sintomi mentali generali / Caratteristiche della mente:

Stato di coscienza, lucidità, orientamento. 

(Distinguere PSORA)

Si sente troppo pieno, es stressato, e cerca di dissipare.

  1. Velocità del pensiero, concentrazione, memoria. 
  2. (Produrre SICOSI)

Si sente vuoto, fallito, rifiutato e cerca di riempire di se ovunque

  • Deliri, allucinazioni, illusioni (con temi specifici: persecuzione, grandezza, religiose, ecc.).

(creare, creativo, ricerca di etica attraverso la provocazione SIFILIS)

Si sente diverso non capito, rifiutato oltraggiato umiliato e cerca di sorprendere di impressionare

Umore e affettività:

Depressione, tristezza, angoscia, paura.

Pensa di aver perso qualche cosa di necessario PSORA

  1. Euforia, irritabilità, rabbia, alternanze umorali.

Pensa di essere qualcosa di necessario SICOSI

  1. Apatia, indifferenza, distacco emotivo.

Pensa di aver bisogno di qualcosa di necessario che gli viene sottratto SIFILIS

Volontà e comportamento:

Abitudini, rituali, compulsioni.

Pensa che prendere una decisione lo potrebbe rovinare (psora)

  1. Ostinazione, cedevolezza, manipolazione.

Pensa che se fa decidere gli altri lo potrebbe rovinare (sicosi)

  1. Desideri, avversioni, impulsi (suicidi, distruttivi, ecc.).

Pensa che una decisione presa da altri lo ha rovinato (sifilis)

Personalità e tratti caratteriali:

Timidezza vs. audacia, egoismo vs. altruismo.

Introversione estroversione (Jung opera molto corposa)

  1. Gelosia, invidia, sospettosità.

Primi mesi di vita (Klein opera molto complessa)

  1. Sensibilità, ipersensibilità (a critiche, rumori, ecc.).

Sviluppo della libido (Freud opera molto corposa)

Sintomi onirici e immaginativi:

  1. Sogni ricorrenti (cadute, morti, animali, ecc.).
  2. Fantasie, chiaroveggenza, premonizioni (in senso omeopatico).

Interpretazione dei sogni (Freud Jung Klein e molti psicoanalisti opere molto complesse)

  1. Relazioni con l’ambiente e gli altri:
  2. Compagnia (desiderata o evitata), solitudine.

Socializzazione Piaget (opera molto complessa e dibattuta)

  1. Paure specifiche (abbandono, buio, malattie).

Fissazioni libidiche, distorsioni cognitive diffuse, (cognitivismo, psicoanalisi)

  1. Comportamento sociale (loquacità, riservatezza, aggressività).

Questi raggruppamenti seguono spesso una gerarchia omeopatica classica (sintomi mentali > generali > particolari), con enfasi sui sintomi strani, rari e peculiari (SRP). Ortega fornisce definizioni, spiegazioni e casistica clinica per ciascun sintomo, aiutando a distinguere le sfumature tra rimedi simili, ma lo fa in modo medico, quindi molto riduttivo.

Ortega integra i sintomi mentali con i miasmi:

  • Psorico: ansia, ipersensibilità, paure diffuse, instabilità.
  • Sicosico: fissazioni, gelosie, sospettosità, ipertrofia dell’Io.
  • Sifilitico: distruttività, disperazione, impulsi autodistruttivi, degenerazione mentale.
  • Combinazioni (psoro-sicosi, ecc.).