Struttura alternativa all’abbattimento dell’albero. Diritto alla sicurezza ma anche diritto alla salute.

La protesta è partita da Roma ma sta accadendo in tutte le città che agronomi comunali dichiarino pericolosi alberi sani, ora la soluzione non è abbatterli (e nemmeno entrare nel loop di dimostrare che le perizie sono corrette o meno nel frattempo se vogliono farci energia con le centrali a biomassa, perchè sta aumentando il suo prezzo, li abbattono tutti con un pretesto o l’altro) perchè pericolosi ma metterli in sicurezza statica con una struttura metallica, magari in stile liberty, che garantisca che ne il tronco ne i rami possano cadere a terra, lasciando che l’albero riprenda il suo equilibrio statico e guarisca da stress antropici. Questo permette di continuare ad avere i benefici di un albero grande, produzione di ossigeno, ombra, climatizzazione ecc, e di poter usare la struttura anche come panchina o come struttura per allenamenti. La logica è che si crea una struttura generale per esempio con 4 torrette, che collegano staticamente strutture-sculture di contenimento arboreo montabili e smontabili a secondo che per esempio nel giardino ci siano altri alberi a rischio o smontabili se gli alberi guaricono.

Qui una esempio con una proposta di progetto inviata al Comune di Mantova su un giardino Virgiliana, dove vogliono abbattere 13 bagolari all’interno di un progetto PNRR di un milione di euro.

ipotesi 4 torrette

Altezza tralicci Campata massima sicura 30 campata m 180 – 220 m (alberi in crescita? 50 m campata 340 – 390 m)

tralicci con base più stretta (esistono modelli più snelli, intorno ai 7-8 m di lato) accettando un’altezza un po’ inferiore (42-45 m invece di 50 m).

fondazioni a piloti o plinti più profondi ma con ingombro a terra minore.

Mettere i tralicci (verso le strade) per sfruttare gli spazi già “hard” (marciapiedi, parcheggi, aiuole di bordo).