PAOn appunti 15

Casi Clinici Esemplificativi

Caso della tosse con pane (Kali Carbonicum):

Ecco il primo caso riportato da Schmidt (1984-1987 in Italia gli psicologi vengono riconosciuti come professione nel 1989). Si presentò da lui un uomo che disse: «Dottore, ho una tosse terribile che nessun medico è riuscito a curare; appena mangio il pane mi vengono degli accessi violenti». Schmidt gli rispose che forse la crosta croccante o qualche briciola secca poteva irritare una laringe sensibile, ma il paziente replicò subito: «Niente affatto, anche se mangio la mollica morbidissima mi succede esattamente la stessa cosa. Non riesco a ingerirlo nemmeno sotto forma di zuppa o camuffato con altri ingredienti».  

Era chiaramente un sintomo molto caratteristico, peculiare, insolito e strano: tossire non appena si mangia il pane, perfino con la mollica morbida. Si trattava di un sintomo inusuale e illogico, di quei sintomi particolari e caratteristici che sfuggono a qualsiasi spiegazione allergica ordinaria e che quindi assumono il massimo valore. Appena il paziente se ne accorgeva, iniziava a tossire ed era un vero strazio. Schmidt sottolineò l’importanza di non porre mai domande troppo dirette. Mai chiedere «dormite sdraiati? di lato? il letto è troppo duro o troppo morbido?», perché il paziente risponderebbe solo sì o no, come insegna la psicologia nel colloquio psicologico non predisporre una risposta se si vuole ottenere del vero. Bisogna invece formulare domande aperte che invitino a ragionare e a pensare: «Come è dunque il vostro letto?». Già con qualche domanda di questo tipo aveva ottenuto piccoli sintomi, ma non ancora soddisfacenti. Il paziente spiegò: «È un letto rigido, mi piace stare dentro il letto… metto un pugno sotto la schiena perché non sopporto di sentire il vuoto sotto di essa, desidero sempre un po’ di sostegno».  

Alcune persone soffrono molto il solletico, altre no. Lui confessò: «Io non posso nemmeno sottopormi a una visita medica senza sobbalzare, sono sensibilissimo al solletico». Altre persone sono sensibilissime dal punto di vista della digestione; certe hanno aria nell’addome. Lui aggiunse: «Io sono terribilmente gonfio». Fu straordinario constatare nel repertorio che tutti questi sintomi appartenevano allo stesso rimedio: tosse mangiando il pane, sofferenza per il solletico, dolore al dorso migliorato sdraiandosi su qualcosa di duro. Con soli tre sintomi Pierre Schmidt prescrisse Kali Carbonicum.

Vedendola dal punto di vista di PAON il timbro energetico di Kali Carbonicum è in grado di risincronizzare il trattino del genoma del paziente, la cui espressione energetica identitaria desincronizzata si estrinseca con “intolleranza alla stimolazione sensoriale-tattile specifica (pane solletico letto) non dannosa con qualcosa di invasivo-duro-pressorio di mucosa o pelle”, mentre l’espressione energetica non identitaria di Kali Carbonicum (è un composto chimico non è un essere vivente quindi è UEE e non UEEI) si estrinseca con capacità di alterare il PH (per esempio questo potrebbe influire sull’osmosi e produrre una predisposizione di tipo reattivo sensoriale) Quello che voglio dire è che, la sperimentazione omeopatica rivela la vera natura della realtà, che noi fraintendiamo perchè la interpretiamo in modo troppo antropocentrico (tangibilità ovvero in relazione al nostro sistema sensoriale e cognitivo).

Caso dell’architetto con sensazione alla scapola (Arnica):

Il secondo caso riguarda un architetto che si presentò per una strana sensazione, come di una mano incollata alla scapola. Si trattava di un’illusione mentale: una mano incollata alla scapola che nessuno era mai riuscito a togliere. Nessuno lo aveva preso sul serio; tutti lo consideravano un malato immaginario, un soggetto isterico. Era invece un signore molto dignitoso di circa sessant’anni che trovava quelle considerazioni decisamente di cattivo gusto.  

Fu molto fedele nel seguire le prescrizioni. Schmidt gli diede diversi rimedi, prima Chelidonium (che ha dolore alla base della scapola destra, considerando la localizzazione dei disturbi), poi tutti i rimedi che agiscono sulla scapola, ma senza ottenere alcun risultato. Il paziente ritornava pazientemente ogni dieci giorni dicendo: «Dottore, sento ancora quella mano incollata alla scapola». Al suo posto, dopo tre mesi di cura senza risultati, Schmidt stesso avrebbe cambiato medico, eppure lui continuava a tornare.  

Interrogato nuovamente, il paziente rivelò che una volta era caduto sulla schiena e in seguito alla caduta aveva perso i sensi. Schmidt repertorizzò sull’origine, sulla causa eziologica della caduta e somministrò Arnica XMK. Schmidt era famoso per l’uso di dosi elevate e utilizzava molto le korsakoviane; iniziava spesso, quando il caso e l’energia del paziente lo permettevano, con le mille o le diecimila. La prima dose non diede alcun risultato. Dopo quindici giorni ne somministrò un’altra, e quella sgradevole sensazione scomparve definitivamente, con grande sollievo di Schmidt e massima riconoscenza del paziente.  

Schmidt tenne a precisare un aspetto pratico importante: quando si somministrano potenze singole (200, 1000, 10.000), alla prima dose si fanno sciogliere al paziente i globuli – 5 globuli se sono globuli, o 2 granuli se sono granuli. Hahnemann usava 2 granuli per essere sicuro che almeno uno fosse impregnato. Si sciolgono in due tazze d’acqua, si mescola un poco il liquido e si fa bere al paziente trattenendolo in bocca per un minuto e mezzo. Dopo circa un mese o quaranta giorni si può somministrare la stessa potenza, ma questa volta dinamizzandola 10 volte, perché Hahnemann scrive nell’Organon che non è corretto far assumere al paziente la stessa medicina con la stessa dinamizzazione: si rischia di provocare una patogenesi. Quindi, alla seconda somministrazione della 200K, i 5 globuli sciolti nelle due tazze d’acqua vanno dinamizzati 10 volte con il cucchiaio prima di bere e trattenere in bocca. Bisogna essere perseveranti e ricordare che la causa eziologica è di capitale importanza nella scelta del rimedio, quando è presente.

Con il costrutto teorico PAON il timbro energetico di Arnica ha in sé un tratto del genoma energetico nell’UEEI (arnica, che è un essere vivente quindi ha un aspetto identitario “I” nella sua UEEI) identico a a quello che si è desincronizzato nell’architetto dopo la caduta a cui è seguito lo svenimento (reazione emotiva importante). Arnica è un fiore che appena lo tocchi appassisce facilmente, arnica nella sua forma omeopatica fenomenica non vitale (siamo nel macrocampo fisico tangibile “rimedio omeopatico”, in PAON la realtà è vista come l’insieme di macrocampi spaziali temporali di F fisico P psichico T trascendentale) quindi arnica è dinamizzata e diluita in forma F, le UEEI in parte si spostano dal macrocampo F, ma vengono veicolate dall’acqua EEI (espressioni energetiche identitarie di arnica) dai macro campi P e T in forma energetica, che vanno in risonanza con il genoma energetico dell’architetto nel tratto identico al timbro-arnica: “sensazione di qualcosa di intangibile, mano, che preme su qualcosa di tangibile , spalla. La spiegazione è nella dinamica fenomenica energetico identitario, e non nell’interpretazione empirico-sensoriale-cognitiva che non potremmo fare se fossimo medici, con un microscopio o altro strumento di rilevazione F.

Caso della madre di Schmidt (Opium):

Questo è un caso personale che riguarda la madre di Schmidt. Rientrando a Cannes dopo oltre un mese di assenza, trovò la madre di 89 anni e mezzo malata. Quando la vide, lei già non rispondeva più normalmente alle domande; il giorno seguente scivolò in uno stato comatoso profondo, con assenza di urine e di feci. Rimase in queste condizioni per otto giorni, con respirazione stertorosa e respirazione di Cheyne-Stokes tossica, un infermiere l’assisteva di giorno e un altro di notte.  

In famiglia c’era una giovane nipote chimica, convinta dell’assoluta necessità di una trasfusione o di cortisone. Schmidt rimase fermo nella sua posizione. Qualsiasi omeopata sa che, di fronte a un caso con assenza di urine e di feci, assenza di traspirazione, stato di emaciazione e respirazione stertorosa, viene in mente un solo rimedio: Opium. Somministrò quindi una dose unica di Opium a 10.000.  

L’indomani la madre riuscì ad aprire un occhio, ma senza potersi muovere, ancora paralizzata per metà. Poi incominciò a muovere leggermente una gamba e riuscì a urinare. Successivamente manifestò anche il desiderio di mangiare qualcosa e incominciò a parlare. Poco più di due settimane dopo andava già a cogliere i fiori in riva al fiume. La madre visse in buone condizioni di salute ancora per tre anni e, giunta la sua ora, si spense scivolando serenamente dal sonno alla morte. 

Qui il timbro energetico di Opium è riconducibile sia al comportamento in F, cresce in luoghi molto soleggiati, si adatta a terreni secchi, che all’effetto che produce in chi lo fuma, stato soporoso, peristalsi rallentata può dare blocchi nell’evacuazione, e rallenta tutte le funzioni vitali compresa la diuresi fino a portare a coma, ma il rimedio nell’entrare in risonanza con le UEEI della donna, ha in sé in quanto similium, anche la capacità di guarire cioè di togliere lo stato soporoso, e attivare le normali funzioni fisiologiche intestinali e diuretiche, cioè agisce anche “come parte in ombra del genoma energetico” dove dovrebbero esserci le caratteristiche opposte, la risonanza non avviene solo sulle caratteristiche del rimedio quando era in F, parte fenomenica del genoma, come in KaliCarbonicum (reazione alla sollecitazione delle qualità irritative in F di Kali Carbonicum, ) ma in quanto UEEI e non UEE, cioè  avviene attraverso la parte in ombra risonanza con l’opposta di opium in F.

Caso del dolore sopra l’occhio (Arsenicum Album):

Questo signore venne da Schmidt per un dolore sopra l’occhio sinistro e alla base del naso, accompagnato da una specie di gonfiore nella zona fra i due sopraccigli. Il dolore batteva contemporaneamente al polso, cioè si accentuava a ogni pulsazione cardiaca, ed era accompagnato da senso di nausea (sintomo concomitante). Abbiamo già detto che i sintomi concomitanti sono importanti perché accompagnano il sintomo principale. Da molti anni soffriva di questa nevralgia e nulla era riuscito a guarirlo. Schmidt prescrisse Arsenicum Album alla 200, aggiungendo anche un placebo da prendere regolarmente subito dopo ogni dose. Successivamente somministrò dinamizzazioni sempre crescenti: due volte alla 200 (la seconda dinamizzata 10 volte), due volte alla 1000, seguendo la posologia di Kent: 200, 200, 1000, 1000, 10.000. Sono ormai settimane che non ha più avuto il minimo attacco doloroso e il gonfiore si è dileguato.  

Qual era dunque il sintomo raro, strano, caratteristico che permise di scegliere Arsenicum? Qualcuno potrebbe obiettare che qui Schmidt ha prescritto solo per la malattia. In effetti, non avendo a disposizione altri sintomi generali del paziente, si è dovuto prescrivere per i sintomi locali modalizzati. Chiaro questo? Quando si hanno i sintomi generali del paziente si prescrive per quelli; se non si hanno, è ovvio dover ricorrere ai sintomi locali modalizzati. Repertorizzando: Testa, dolore, fronte, sopra l’occhio sinistro – Arsenicum al secondo grado; Testa, dolore, fronte, sopra il naso – Arsenicum al secondo grado; Testa, dolore, fronte, sopra il naso, pulsante; Testa, dolore associato a nausea. Il paziente non ebbe più attacchi nel corso del tempo.  

PAON: il timbro energetico di arsenico album dato a pz oncologici produce dolori neuromuscoloscheletrici, agisce sul dna tumorali producendo apoptosi, , ha un effetto intossicante e a dosi alte letale, da notare che il vomito è una reazione all’ingestione di sostanze dannose e letali, il gonfiore infrasopraciliare e il dolore neuromuscoloscheletrico è un effetto collaterale di Arsenicum album, in questo caso abbiamo un rimedio non identitario UEE, che stimola la parte in ombra del genoma del pz il quale reagisce con la sua parte in ombra risincronizzando la parte del genoma energetico non in ombra, quindi sollecita il segmento genomico “entra una parte nociva nella UEEI in F (corpo)” reagisco con vomito, nessuna elemento nocivo ha ingerito il paziente ma la reazione di difesa “vomito viene attivata dalla desincronizzazione “reazione di difesa” nessuna lesione all’occhio ha il pz ma viene attivata una reazione “dolore all’occhio” perchè la reazione è energeticamente desincronizzata, il rimedio agisce in F (campo fisico) a potenze base per agire anche in P e T a potenze alte, anche se si tratta di un UEE quindi elementi di F (senza mente e spirito) la potenza alta sollecita poco le UEEI del pz in F, ma queste UEEI del pz vanno a sollecitare le sue UEEI nei campi P e T, cioè arsenico album agisce solo in F ma per una dinamica “entangelment” influenzano anche i campi P e T.

PAON

Questi casi mostrano come il rimedio agisca sul modello di elaborazione dell’esperienza nella psicomeopatia PAOn-cognitivistica più che sul sintomo locale. La sensazione «mano incollata» è un’allucinazione somatica (disturbo della schema corporea nella psicomeopatia cognitivistica); Opium agisce sul frame di «arresto vitale» (dissociazione nella psicomeopatia cognitivistica da shock); Arsenicum sul frame di «pulsazione ansiosa» (ipervigilanza nella psicomeopatia cognitivistica).