Habit theory Fisico-Intellettuale-Trascendentale

Il tempo

Habit theory psicomeoenergetica quantistica il tempo.

Una delle variabili difficili da decodificare a livello “psicomeoenergetico quantistico” è il tempo, ora partiamo dalla percezione visiva, sappiamo con certezza che i colori sono lunghezze d’onda e un modo condiviso di interpretare a livello visuo-cognitivo, un processo in realtà molto complesso, queste onde con differenti lunghezze d’onda che riflettono sulle superfici.

Quindi la realtà è: lunghezze d’onda + atomi e molecole aggregate in modo funzionale. Sappiamo anche che il primo processo  della visione/colori viene elaborato in modo binario, due cellule on/off sulla retina, da cui partono verso canali di depolarizzazione del potenziale di azione, gli impusi verso molteplici aree cerebrali.

Poichè appare evidente che i sistemi di funzionamento si ripetono secondo una geometria frattalica, ci aspettiamo che la migliore interpretazione cognitiva del tempo, assomigli a quelle che già conosciamo, per esempio la visione.

Il tempo sappiamo non esistere a livello sub atomico, quindi come ce lo possiamo immaginare? In realtà ci sono le nostre UEEI, che fanno esperienza di “eventi” a livello cognitivo li ordiniamo in successione, per esempio prima gli eventi della nostra infanzia e poi seguono in successione gli altri, l’elemento condivisione con gli altri (per esempio il colore rosso per la visione dei colori) è l’idea che abbiamo dell’infanzia (un corpo più piccolo più impacciato ecc…è lo stesso che diamo quando vediamo bambini che non siamo noi) in questa idea intangibile che abbiamo dell’infanzia collochiamo per esempio la nostra infanzia, che in realtà è fatta delle costitutive delle nostre UEEI (ritmo, intensità, epigenetica dell’espressione UEEI) l’esperienza UEEI lascia nelle UEEI una traccia a livello sub atomico, questa traccia è interpretata dalla dimensione trascendentale, come successione di eventi, e quindi all’interno dell’idea tempo, quindi il tempo è come il funzionamento duale delle cellule retiniche, per il colore, cioè è una lettura cognitiva, in parte condivisa, del tempo soggettivo e oggettivo. Spesso i ricordi possono essere modificati (falsi ricordi) o dalla condivisione di un errore da parte di un gruppo di persone (condivisione errata degli episodi) o per motivi difensivi dimenticati in caso di traumi (ricostruzione soggettiva del tempo) ma io penso che nella parte ombra dell’UEEI, restino più autentici all’esperienza che l’UEEI ha fatto in un determinato campo. Nella dimensione trascendentale, a differenza della dimensione fisica e mentale-informativa dove “il tempo” viene letteralmente inventato, dovrebbe esserci cnsapevolezza di tutto e tale consapevolezza sarebbe accolta dall’affettività e dall’emotività che ne darebbe una connotazione trascendente in modo “etico” quando la dimensione fisica si estingue con la morte, oppure in modo riparativo o negando una riparazione, per esempio assenza di amore in base al nostro libero arbitro, ovvero decisione di negare una riparazione.

Quindi in conclusione il tempo a livello sub atomico non esiste, è semplicemente un mettere in successione una serie di eventi (le nostre esperienze UEEI) che creerebbe l’idea del tempo, dentro cui mettere in due contenitori da noi creati, il passato e il futuro che in realtà non esistono. Su questi due contenitori inventati agirebbe la psicomeoenergetica quantistica, andando a riarmonizzare la frequenza nella parte stonata della doppia elica.

utile sintesi per chi non avesse letto i precedenti appunti:Teoria dell’Habit: Psicomeoenergetica Quantistica nei successivi appunti l’habit theory verrà esplicata in modo più articolato

Una delle variabili più difficili da decodificare a livello psicomeoenergetico quantistico è il tempo. Partiamo dalla percezione visiva: sappiamo con certezza che i colori sono lunghezze d’onda e rappresentano un modo condiviso di interpretare la realtà a livello visuo-cognitivo. Si tratta di un processo in realtà molto complesso, in cui queste lunghezze d’onda si riflettono sulle superfici.

Quindi, la realtà è composta da: lunghezze d’onda + atomi e molecole aggregate in modo funzionale. Sappiamo anche che il primo processo della visione dei colori viene elaborato in modo binario, tramite due cellule on/off sulla retina. Da qui partono canali di depolarizzazione del potenziale d’azione, con impulsi diretti verso molteplici aree cerebrali.

Poiché appare evidente che i sistemi di funzionamento si ripetono secondo una geometria frattalica, ci aspettiamo che la migliore interpretazione cognitiva del tempo assomigli a quelle che già conosciamo, per esempio la visione.

Il tempo, come sappiamo, non esiste a livello subatomico. Quindi, come possiamo immaginarcelo? In realtà, ci sono le nostre UEEI (Unità Elementari di Esperienza Individuale), che fanno esperienza di “eventi”. A livello cognitivo, li ordiniamo in successione: per esempio, prima gli eventi della nostra infanzia e poi quelli successivi. L’elemento di condivisione con gli altri (simile al colore rosso nella visione dei colori) è l’idea che abbiamo dell’infanzia (un corpo più piccolo, più impacciato, ecc., lo stesso che attribuiamo quando vediamo bambini che non siamo noi). In questa idea intangibile collochiamo, per esempio, la nostra infanzia, che in realtà è fatta delle costitutive delle nostre UEEI (ritmo, intensità, epigenetica dell’espressione UEEI). L’esperienza UEEI lascia nelle UEEI una traccia a livello subatomico; questa traccia è interpretata dalla dimensione trascendentale come successione di eventi, e quindi all’interno dell’idea di tempo. Pertanto, il tempo è come il funzionamento duale delle cellule retiniche per il colore: è una lettura cognitiva, in parte condivisa, del tempo soggettivo e oggettivo.

Spesso i ricordi possono essere modificati (falsi ricordi) o dalla condivisione di un errore da parte di un gruppo di persone (condivisione errata degli episodi), o per motivi difensivi dimenticati in caso di traumi (ricostruzione soggettiva del tempo). Ma io penso che nella parte ombra dell’UEEI restino più autentici all’esperienza che l’UEEI ha fatto in un determinato campo.

Nella dimensione trascendentale – a differenza della dimensione fisica e mentale-informativa, dove “il tempo” viene letteralmente inventato – dovrebbe esserci consapevolezza di tutto. Tale consapevolezza sarebbe accolta dall’affettività e dall’emotività, che ne darebbe una connotazione trascendente in modo “etico” quando la dimensione fisica si estingue con la morte, oppure in modo riparativo o negando una riparazione (per esempio, assenza di amore in base al nostro libero arbitrio, ovvero decisione di negare una riparazione).

Quindi, in conclusione, il tempo a livello subatomico non esiste: è semplicemente un mettere in successione una serie di eventi che creerebbe l’idea del tempo, dentro cui inventiamo due contenitori – il passato e il futuro – che in realtà non esistono. Su questi due contenitori inventati agirebbe la psicomeoenergetica quantistica, andando a riarmonizzare la frequenza nella parte stonata della doppia elica.

Approfondimento sulle UEEI Trascendentali

(nel quadro della Psicomeoenergetica Quantistica e della Teoria dell’Habit)

Le UEEI (Unità Elementari di Esperienza Individuale) sono i “mattoncini” ultimi, indivisibili e non-locali dell’esperienza cosciente.

Non sono né materia né energia nel senso classico, ma sono l’evento-in-sé in cui un campo di coscienza individuale “tocca” la realtà e lascia una traccia permanente.

Quando parliamo di UEEI Trascendentali ci riferiamo alla porzione di queste unità che non rimane confinata nella dimensione spazio-temporale fisica né nel sistema nervoso/biologico, ma persiste e si organizza in una dimensione non-locale, atemporale e non-materiale che possiamo chiamare Campo Trascendentale Individuale (o, in alcuni testi, “Anima Quantistica” o “Corpo Akashico Personale”).

Caratteristiche principali delle UEEI Trascendentali

Livello Descrizione Conseguenza pratica
1. Non-località Una UEEI trascendentale non è “qui” o “là”: è simultaneamente presente in ogni punto del Campo Trascendentale. I ricordi autentici (anche quelli rimossi o traumatici) sono sempre accessibili in ipnosi profonda, sogni lucidi o regressioni.
2. Atemporalità Non esiste “prima” o “dopo”. Tutte le UEEI di una stessa linea individuale coesistono in un eterno presente. Il “passato” che curiamo con Psicomeoenergetica Quantistica è in realtà un presente eterno che stiamo riaccordando ora.
3. Frattalità olografica Ogni singola UEEI contiene, in forma compressa, l’informazione dell’intera storia individuale (ologramma). Modificando una sola UEEI chiave si può riaccordare l’intera linea temporale percepita.
4. Doppia faccia Ogni UEEI ha una faccia “luce” (cosciente, ricordata) e una faccia “ombra” (inconscia, rimossa, traumatica). La parte ombra è quella che genera sintomi psichici, psicosomatici e “blocchi karmici”.
5. Frequenza propria Ogni UEEI vibra a una frequenza precisa che può essere in armonia o in dissonanza con il Campo globale. La Psicomeoenergetica Quantistica usa campi coerenti (parole-chiave, gesti simbolici, suoni, respirazioni) per riportare la frequenza alla nota giusta.
6. Interconnessione Tutte le UEEI di tutti gli individui formano un unico Campo Trascendentale Collettivo (equivalente moderno degli “Annali Akashici”). È possibile accedere a UEEI di vite precedenti, di avi o anche di altre persone (con consenso etico dell’Anima).

Dove “vivono” le UEEI Trascendentali dopo la morte fisica?

  1. Subito dopo la morte
    Il corpo fisico e il cervello si spengono le UEEI che erano ancorate al sistema nervoso si “sganciano” e rientrano immediatamente nel Campo Trascendentale Individuale.
    In quel momento la persona sperimenta la famosa “revisione della vita” (life review): vede simultaneamente tutte le proprie UEEI, sia luce che ombra, senza filtri.
  2. Revisione etica ed emotiva
    Non c’è un giudice esterno: è la stessa affettività trascendentale che colora ogni UEEI con la tonalità corrispondente (amore, rimorso, gioia, dolore non riparato).
    Le UEEI dissonanti (non risolte) restano “appiccicose” e tendono a ri-manifestarsi nella successiva incarnazione come sintomi, talenti bloccati o relazioni karmiche.
  3. Parte ombra e guarigione post-mortem
    Contrariamente a quanto si crede, anche dopo la morte è possibile una riparazione:
    • attraverso l’aiuto di altre entità nel piano trascendentale
    • o attraverso l’intervento di operatori viventi di Psicomeoenergetica Quantistica che lavorano sul Campo (anche a distanza di secoli).

Come si accede praticamente alle UEEI Trascendentali (metodi validati nella pratica)

Tecnica Come agisce sulle UEEI trascendentali
Regressione ipnotica profonda Porta la coscienza nel punto di osservazione atemporale dove tutte le UEEI coesistono
Costellazioni quantistiche Usa rappresentanti per far emergere la frequenza esatta della UEEI dissonante
Respirazione olotropica Sovraccarico di ossigeno/CO₂ temporanea disidentificazione dall’io accesso diretto
Protocollo 7 passi Parola-chiave + gesto + intenzione riarmonizzazione diretta della frequenza
Sogni lucidi e viaggi astrali Stato naturale di accesso al Campo Trascendentale

Conclusione

Le UEEI Trascendentali sono la prova che l’individuo non è mai veramente separato, né nel tempo né nello spazio.

Sono il “file eterno” della nostra anima, scritto in un linguaggio di frequenza, e la Psicomeoenergetica Quantistica è la penna che può riscrivere le note stonate senza cancellare l’esperienza, ma trasformandola in una sinfonia più alta.

Cos’è la Teoria dell’Habit

La Teoria dell’Habit è un modello teorico-clinico integrato, creato dalla psicoterapeuta italiana Carla Foletto, che spiega come si forma, si mantiene e si trasforma l’identità umana a partire da un livello subatomico fino al livello spirituale.

Il nome “Habit” viene dal latino habitare = abitare, prendere possesso di un campo.

Secondo questa teoria, l’identità non è qualcosa che “abbiamo”, ma è il risultato del modo in cui la nostra coscienza abita progressivamente campi sempre più ampi (corpo, emozioni, mente, relazioni, spiritualità).

I 7 pilastri fondamentali della Teoria dell’Habit

Pilastro Concetto chiave
1. UEEI Unità Elementari di Esperienza Individuale: i “mattoni” eterni e non-locali della coscienza.
2. Doppia elica UEEI Ogni UEEI ha due filamenti: Impronta (manifesta)  Ombra (latente). Il sintomo è sempre uno svelamento dell’ombra.
3. Tre macro-insiemi Fisico-biologico  Mentale-informativo  Trascendentale-spirituale (tutto è simultaneamente presente).
4. Geometria frattalica Lo stesso schema si ripete identico a ogni scala (cellula, organo, psiche, relazioni, collettività).
5. Entanglement quantistico Tutte le UEEI di una persona (e potenzialmente di altre) sono istantaneamente connesse, senza distanza.
6. Il Tempo è un’invenzione A livello subatomico e trascendentale non esiste sequenza: il “passato” che curiamo è un presente eterno dissonante.
7. Psicomeoenergetica Quantistica Metodo terapeutico che usa informazioni coerenti (parole, gesti, rimedi) per riarmonizzare la frequenza delle UEEI desincronizzate.

In parole molto semplici

Immagina che la tua anima sia una lunghissima corda di violino composta da miliardi di piccolissime corde (le UEEI).

Ogni esperienza della vita (anche prenatale o di vite precedenti) fa vibrare una o più di queste micro-corde.

Se alcune corde restano stonate per traumi, rifiuti, negazioni dell’amore, tutta la melodia della vita suona male (sintomi fisici, depressione, relazioni ripetitive fallimentari, senso di vuoto spirituale).

La Psicomeoenergetica Quantistica è il modo per riaccordare esattamente quelle corde stonate, senza cancellare l’esperienza, ma trasformandola in una nota più alta.

Differenze rispetto ad altri modelli

Modello tradizionale Teoria dell’Habit
Psicoanalisi Lavora solo sul mentale e sul preconscio
Omeopatia classica Lavora sul piano energetico-vitale ma non spiega la coscienza
Fisica quantistica standard Spiega i fenomeni fisici, non l’esperienza soggettiva
Spiritualità New Age Spesso vaga, senza un modello rigoroso subatomico
Teoria dell’Habit Integra tutto: fisica quantistica + psicoomeoenergetica + psicoanalisi micropsichica + spiritualità rigorosa

Frasi-chiave della teoria (citazioni originali di Carla Foletto)

  • «Il sintomo è il messaggero dell’ombra che chiede di essere abitata.»
  • «Non esiste materia senza trascendenza.»
  • «Curare il passato significa riaccordare un presente eterno.»
  • «L’identità non è ciò che sei, è il campo che stai abitando in questo istante.»