Fotoni o particelle in PAOn (PAOn 12)
Nella PAOn (psicoterapia abitativa omeopatica naturocentrica) si ipotizza che le unità fondamentali di ogni essere vivente, denominate UEEI (unità di espressione energetica identitaria), si trasformino in particelle o onde a seconda del campo in cui abitano: in F (fisico) come particelle, in P-T (psichico trascendentale) come onde.
Tuttavia, non è solo il “campo abitativo” a far sì che un elemento fondamentale UEEI si comporti da onda o da particella; l’altro fenomeno è dato dal “principio d’indeterminazione”(1-2), ovvero dall’osservatore del fenomeno. Nel momento in cui quest’ultimo presta attenzione all’insieme di UEEI che determinano un fenomeno, questo suo “osservare” fa precipitare le UEEI in F, dove tutto funziona all’interno di un sistema percettivo di “tempo-spazio”.
In altre parole, se osserviamo dal campo F (fisico) un fenomeno di P-T (psichico trascendentale), questo fenomeno è come se abitasse F, cioè come se si concretizzasse in un tempo e in uno spazio; oppure svanisce come fenomeno in sé (collasso dell’onda) se non può essere concretizzato in un campo percettivo F.
Potremmo dire che le UEEI si esprimono in relazione all’identità stessa della UEEI, ma possono anche esprimersi energicamente in relazione all’attenzione prestata da un’altra UEEI (cioè da un altro essere vivente).
(1) l principio di indeterminazione di Heisenberg, formulato nel 1927 dal fisico tedesco Werner Heisenberg, è uno dei pilastri fondamentali della meccanica quantistica. Esso stabilisce che esiste un limite intrinseco alla precisione con cui è possibile conoscere contemporaneamente certe coppie di proprietà fisiche di una particella, come la posizione e la quantità di moto (o momento). In altre parole, più precisamente si misura una grandezza, meno precisamente si può conoscere l’altra. Non si tratta di un limite tecnologico o di errori di misurazione, ma di una proprietà fondamentale della natura quantistica della realtà.
Formulazione Matematica
La forma più comune del principio è espressa dalla disuguaglianza:
Δx ⋅ Δp ≥ ħ/2
Dove:
- Δx è l’incertezza sulla posizione della particella.
- Δp è l’incertezza sulla quantità di moto (p = m ⋅ v, dove m è la massa e v la velocità).
- ħ è la costante di Planck ridotta (ħ = h / 2π, con h ≈ 6.626 × 10⁻³⁴ J⋅s).
Questa relazione indica che il prodotto delle incertezze non può essere inferiore a un valore minimo fissato dalla natura. Esiste anche una versione per energia e tempo: ΔE ⋅ Δt ≥ ħ/2, che spiega fenomeni come la durata di vita di particelle instabili o processi quantistici temporanei.
Spiegazione Fisica
Alla base del principio c’è la dualità onda-particella: in meccanica quantistica, le particelle come elettroni o fotoni non sono né puramente particelle né puramente onde, ma esibiscono entrambe le nature. La posizione è associata a un comportamento particellare (localizzato), mentre la quantità di moto è legata al comportamento ondulatorio (lunghezza d’onda λ = h / p, secondo de Broglie). Per localizzare precisamente una particella (piccolo Δx), la sua funzione d’onda deve essere un pacchetto d’onde concentrato, che richiede molte lunghezze d’onda diverse, aumentando l’incertezza sul momento (grande Δp). Viceversa, un momento preciso implica un’onda quasi monocromatica, diffusa nello spazio (grande Δx).
Ecco un diagramma che illustra i pacchetti d’onda e il trade-off tra Δx e Δp:

kaiserscience.wordpress.com
Esempi e Pensieri Esperimenti
Un classico esempio è l’esperimento mentale del microscopio di Heisenberg: per misurare la posizione di un elettrone, si usa un fotone di luce. Un fotone ad alta energia (corta lunghezza d’onda) permette una localizzazione precisa, ma trasferisce più momento all’elettrone, alterandone la velocità. Un fotone a bassa energia riduce il disturbo, ma peggiora la risoluzione spaziale.
Un altro esempio è l’esperimento della singola fenditura: quando particelle passano attraverso una fenditura stretta, la loro posizione è vincolata (piccolo Δx), ma il pattern di diffrazione mostra una diffusione nel momento (grande Δp).

crackingthenutshell.org
Nel mondo reale, questo principio spiega perché gli elettroni negli atomi non collassano nel nucleo: se fossero localizzati precisamente (Δx piccolo), il loro momento sarebbe alto, richiedendo energia per sfuggire al collasso.
Implicazioni e Conseguenze
Il principio introduce un carattere probabilistico nella fisica: la meccanica quantistica non predice valori esatti, ma probabilità. Ha rivoluzionato la nostra comprensione della realtà, influenzando campi come la chimica quantistica, l’informatica quantistica e persino la filosofia (limiti alla conoscenza). Non è solo una “incertezza”, ma un limite ontologico: la natura è intrinsecamente indeterminata. Ad esempio, nei condensati di Bose-Einstein, l’incertezza minima è raggiunta, permettendo stati quantistici macroscopici.

Per un’illustrazione del pensiero esperimento del microscopio:
examples.com
2- L’Esperimento della Doppia Fenditura
L’esperimento della doppia fenditura (noto anche come esperimento di Young) è uno dei pilastri fondamentali della fisica moderna, in particolare della meccanica quantistica. Ideato inizialmente nel 1801 dal fisico britannico Thomas Young per dimostrare la natura ondulatoria della luce, è stato ripreso e adattato nel XX secolo per rivelare il dualismo onda-particella della materia e della luce. Richard Feynman, premio Nobel per la fisica, lo definì “il cuore della meccanica quantistica” e “l’unico mistero” di questa teoria, perché illustra in modo drammatico come la realtà quantistica sfidi le nostre intuizioni classiche.
Il Setup dell’Esperimento
L’apparato è semplice:
- Una sorgente emette luce (o particelle come elettroni, fotoni o persino molecole complesse).
- Una barriera opaca con due fenditure parallele (separate da una distanza paragonabile alla lunghezza d’onda della radiazione usata).
- Uno schermo di rilevazione (come una lastra fotografica o un detector moderno) posto dietro la barriera.
Quando la sorgente emette un fascio coerente (ad esempio, un laser), la luce (o le particelle) passa attraverso le fenditure e colpisce lo schermo.
Ecco un diagramma illustrativo:

eduboom.it
Risultati con la Luce (Versione Classica di Young)
- Se si usa una sorgente luminosa, sullo schermo appare un pattern di interferenza: bande alternate di luce e buio (frange luminose e oscure).
- Questo avviene perché la luce si comporta come un’onda: le onde che passano dalle due fenditure interferiscono costruttivamente (sommandosi) o distruttivamente (cancellandosi), creando il pattern.
- Young usò questo per confutare la teoria corpuscolare di Newton e dimostrare che la luce è un’onda.
Un altro diagramma che mostra l’interferenza:

youtube.com
La Versione Quantistica: Il Mistero Emerge
Nel contesto della meccanica quantistica, l’esperimento viene ripetuto con particelle singole (fotoni, elettroni, ecc.), emesse una alla volta per evitare interazioni tra loro. Qui entra il paradosso:
- Senza osservazione: Anche con particelle singole, dopo molte emissioni, lo schermo mostra lo stesso pattern di interferenza. È come se ogni particella passasse attraverso entrambe le fenditure contemporaneamente, interferendo con se stessa! Questo suggerisce un comportamento ondulatorio (funzione d’onda che descrive probabilità).
- Con osservazione: Se si installa un detector per determinare da quale fenditura passa la particella (ad esempio, misurando il percorso), il pattern di interferenza scompare! Lo schermo mostra solo due bande (come se le particelle fossero proiettili classici che passano da una sola fenditura). L’atto di osservazione “collassa” la funzione d’onda, forzando un comportamento particellare.
Questo effetto è stato osservato non solo con fotoni, ma anche con elettroni (nel 1974 da Claus Jönsson, e in versioni singole nel 1989 da Akira Tonomura), atomi e persino molecole grandi come fullerene (C60).
Implicazioni e Misteri
- Dualismo onda-particella: Le particelle non sono né solo onde né solo corpuscoli; la loro natura dipende dal contesto (osservazione). Questo è legato al principio di indeterminazione di Heisenberg e al collasso della funzione d’onda nell’interpretazione di Copenaghen (Bohr).
- Ruolo dell’osservatore: Non è la “coscienza” umana a influenzare, ma l’interazione con un sistema di misurazione (che introduce entanglement quantistico). Varianti recenti usano “osservatori ritardati” (come l’esperimento di Wheeler) per testare se la scelta di osservare influenzi il passato.
- Applicazioni moderne: L’esperimento è stato esteso a “fenditure temporali” (usando metamateriali per separare fenditure nel tempo, non nello spazio) e persino all’LHC del CERN per studiare interferenze in collisioni di nuclei.
Questo esperimento continua a sfidare la nostra comprensione della realtà, influenzando campi come la computazione quantistica e la crittografia. Se hai domande specifiche (ad esempio, su varianti o formule matematiche), fammi sapere!
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