dr Carla Foletto Psicoterapeuta

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Lo specchio doppio e bidirezionale per trasferire “tempo-spazio”?

Ora appare evidente che l’ipotesi dell’habit theory, di tre insiemi dimensionali, comunicanti, di cui solo nell’insieme spirituale “abiterebbe” il tempo e lo spazio, mentre in quelli mentale e materiale solo “il movimento” è difficile da concepire.

Se noi decidiamo di intraprendere una azione, per esempio far esplodere una parte di roccia montagnosa, lo facciamo in un determinato “tempo” e “spazio” con la conseguenza che quella realtà materiale in quel tempo e in quello spazio è modificata; quindi come si può pensare che in un ipotetico insieme dimensionale materiale, non esista il tempo?

Vero, agendo sulle variabili spazio-tempo nella dimensione materiale  possiamo per esempio produrre la disintegrazione della forma (esplosione e distruzione di una roccia) vero anche che l’azione “materiale” sembra esercitarsi in un determinato tempo e spazio, ma se noi ipotizziamo che il tempo e lo spazio siano presenti solo nella dimensione spirituale, dobbiamo immaginare che spazio e tempo (spirituali) si riflettano (come l’immagine di uno specchio doppio) sulla realtà materiale e da li ritornino riflessi sulla realtà spirituale in modo che “codificati nel tempo e nello spazio” ritornino (aggiustati) alla realtà materiale in un processo (susseguirsi di forme) che fa sembrare che il tempo e lo spazio siano presenti (abitano) nella realtà materiale. Pertanto nella realtà materiale non c’è la scomposizione del movimento in tempo e spazio, ma questa scomposizione abita di riflesso la realtà materiale. Ovvero, tempo e spazio si riflettono nella materia e permettono di esercitare un’azione nella dimensione materiale che produce un cambiamento della forma materiale che però è priva di spazio e tempo. Fenomeni che potrebbero “avvallare” questa ipotesi sono i cosi detti miracoli, apparizioni di realtà spirituali, cioè tutti i fenomeni che il positivismo etichetta come suggestioni, ma anche pensare che i tratti sempre di suggestione è poco credibile, quindi potremmo pensare di cambiare modo di concepire la realtà in cui esistiamo per esempio nel modo sopra descritto.

Tornando all’esempio dell’esplosione della roccia, questo cambiamento nella dimensione materiale non produrrebbe alcun cambiamento nella dimensione spirituale.

Quando la soggettività energetica a causa di una prevalenza del nulla si sposta tutta nella realtà materiale (es roccia) li permane inerme e si scollega dagli insiemi dimensionali mentale e spirituale. In alcune forme cosi dette deliranti, che potremmo considerare come “svelamento della realtà spirituale, o inconscio collettivo come sosteneva Jung, alcuni pazienti dicono di avere paura di diventare come le pietre per sempre, ossia che la loro soggettività energetica si trasformi in “nulla permanente?” Forse questo è l’inferno di cui parlano le religioni?

Spazio tempo come variabili immateriali

Problematicità delle variabili: tempo-spazio

Lo spazio e il tempo andrebbero considerate come variabili immateriali stabili solo nell’insieme dimensionale spirituale, in quanto non misurabili numericamente con esattezza nell’insieme dimensionale materiale.

 

tradotto con google:

Problematic variable time-space
As I stated energy efficiency has constitutive unit variables: intensity and movement as a whole and only spiritual dimension, the variable movement is broken down into variables: space / time. This aspect for the time being guessed is difficult to sustain according to a scientific positivistic, or supported by the perceptibility of sensory phenomena. It ‘clear, however, that there is a reality can not be perceived by the senses (sight, touch, hearing, smell), for example, the thoughts, or at least the content of thoughts is not perceptible by the senses, but nobody can deny that there is as much as a wooden table.
So according to a scientific non-positivist perspective, space and time belong to a reality, “immaterial” that can be measured in the abstract (numeric) but the numbers in material reality (the language from the semantic point of view can not be heard by the senses so it is immaterial) do not exist when you try to measure the material reality of the numbers we are often faced with the mathematical paradoxes, with infinitesimal numbers or anything, just in the area of ​​spiritual reality is exact numeric, for example by phonemes (letters of ‘alphabet) and corresponding numbers.
It ‘should be understood in this sense that the space-time variables, ie variables measured numerically, the measurement of which does not create paradoxes numeric interpretations experts cabalistic they are good because the mismatch reveals a numerical error that allows them to correct the ‘interpretation, do not get to actually “numerical unrepresentable” as happens in reality perceived through the senses. Dates (numerical correspondences time) and words (numerical correspondences space) are perfectly combined in a semantic system that with ease is revealed to those who know him (eg Jewish mysticism, but I think there is also something similar in Buddhism , Taoism, Hinduism), then according to a rational non-anthropocentric perspective (my sight, my hearing, my thoughts) time and space that can not be the whole spiritual dimension.