Italia In Italia si registrano ogni anno circa 4000 morti per suicidio leggermente in crescita rispetto gli anni precedenti, (sono circa 14% delle morti violente.)
Dati precisi ISTAT 2023
- Totale decessi per cause esterne: 26.115
(questo gruppo include incidenti di ogni tipo — stradali, cadute, annegamenti, ecc. — più suicidi e omicidi). - Suicidi: 3.741
- Percentuale: \frac{3.741}{26.115} \approx
14,3%
https://www.epicentro.iss.it/mentale/giornata-suicidi-2020-fenomeno-suicidario-italia
Rapporto: i suicidi in Italia sono circa 10-11 volte più numerosi degli omicidi (che sono più bassi rispetto la media dei paesi occidentali)
Seconda causa di morte violenta: Incidenti stradali 2023: 3.039 morti
Le morti violente e accidentali costituiscono una quota minoritaria sul totale generale, ma rappresentano la prima causa di morte tra i 15 e i 29 anni
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Oms: 1,6 milioni di morti violente all’anno
Del totale di morti violente, meta’ sono suicidi, circa il 30% omicidi e il 20% conseguenza di conflitti armati
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Ricerche scientifiche:
VERDE URBANO con funzione protettiva a: disturbi psichici (depressione, stress acuto persistente da cui possono derivare disturbi ideativi, reattività emotiva (paura)
1) – Esposizione al verde urbano, alberi e salute psichiatrica
Titolo originale: Two- and three-dimensional indicators of green and grey space exposure and psychiatric conditions and medicine use: A longitudinal study in a large population-based Italian cohort.
Rivista: Environmental International, 2023.
Campione: 593.894 adulti, di almeno 30 anni, appartenenti al Rome Longitudinal Study.
Studio condotto sulla popolazione di Roma.
I ricercatori hanno confrontato la quantità di verde e di alberi vicino alle abitazioni con diversi indicatori di salute mentale, tra cui l’utilizzo di psicofarmaci e i ricoveri per disturbi psichiatrici.
Hanno utilizzato anche misure tridimensionali della vegetazione, il numero degli alberi e il volume degli edifici.
Risultati:
Una maggiore presenza di alberi e vegetazione è risultata associata a un minore ricorso ad alcune categorie di psicofarmaci.
(quindi Jacopa meno prescrizioni antidepressivi e contro ideazioni distorte da stress, paura, ecc, ovvero meno probabilità di azioni auto-lesionistiche mortali come suicidio)
Il numero degli alberi era associato favorevolmente, in particolare, alle prescrizioni di antipsicotici, litio e altri stabilizzatori dell’umore.
Una maggiore presenza di edificato era associata sfavorevolmente ad alcune prescrizioni psichiatriche.
Le associazioni con i ricoveri psichiatrici erano meno consistenti e generalmente non statisticamente significative.
(dall’articolo)
ITALIA associazione protettiva per depressione (causa principale di suicidi)
Metodi: Il nostro studio ha utilizzato i dati di 593.894 adulti italiani (≥30 anni) provenienti dallo Studio Longitudinale di Roma. Gli esiti relativi alla salute mentale sono stati definiti utilizzando le prescrizioni di farmaci (antidepressivi, antipsicotici, litio e altri stabilizzatori dell’umore, ansiolitici, ipnotici e sedativi) o le cartelle cliniche di ospedalizzazione (per disturbi dello spettro schizofrenico, depressione, ansia, disturbi somatoformi e correlati allo stress o disturbi da uso di sostanze). Abbiamo ottenuto indicatori 2D e 3D dell’esposizione al verde e al grigio, tra cui l’indice di vegetazione a differenza normalizzata (NDVI), il volume verde, il volume grigio, il numero di alberi e l’indice di volume verde-grigio a differenza normalizzata intorno alle abitazioni dei partecipanti. Sono stati sviluppati modelli di regressione a rischi proporzionali di Cox per stimare l’associazione tra l’esposizione allo spazio verde e grigio e le condizioni psichiatriche e l’uso di farmaci, aggiustati per le covariate rilevanti.
Risultati: Abbiamo riscontrato associazioni benefiche tra NDVI e numero di alberi con farmaci antipsicotici, litio e altri stabilizzatori dell’umore. Abbiamo anche osservato associazioni dannose tra volume grigio e litio e altri stabilizzatori dell’umore, nonché farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi. Infine, abbiamo riscontrato un’associazione protettiva tra NDGG e litio e altri stabilizzatori dell’umore (HR: 0,977; IC 95%: 0,965-0,990) e farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi (HR: 0,851; IC 95%: 0,762-0,950). Le associazioni per l’ospedalizzazione per condizioni psichiatriche sono risultate meno consistenti e generalmente non statisticamente significative.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37976839/
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2) – Regno Unito: vivere in quartieri più verdi è associato a meno disagio mentale
White et al., 2013 — Psychological Science
Titolo: Would You Be Happier Living in a Greener Urban Area? A Fixed-Effects Analysis of Panel Data.
Campione: oltre 10.000 persone.
I ricercatori hanno esaminato nel tempo le condizioni di salute psicologica degli stessi individui, mettendole in relazione con la quantità di verde urbano dei quartieri.
I risultati indicano che vivere in zone più verdi era mediamente associato a: minore disagio psicologico; maggiore soddisfazione per la propria vita; maggiore benessere soggettivo.
L’effetto individuale era relativamente piccolo, ma potenzialmente importante a livello di popolazione.
DOI: 10.1177/0956797612464659
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3) – Regno Unito: cosa succede quando una persona si trasferisce in un quartiere più verde?
Alcock et al., 2014 — Environmental Science & Technology
Titolo: Longitudinal Effects on Mental Health of Moving to Greener and Less Green Urban Areas.
Campione: 1.064 persone che si erano trasferite, osservate per cinque anni.
Questo lavoro è interessante perché osserva il cambiamento dell’ambiente residenziale, anziché limitarsi a confrontare persone che abitano in quartieri differenti.
Dei partecipanti:
594 si erano trasferiti in aree più verdi;
470 si erano trasferiti in aree meno verdi.
Chi si era trasferito in zone più verdi mostrava un miglioramento della salute mentale che persisteva nei tre anni successivi al trasferimento.
Per chi si era trasferito in aree meno verdi, il peggioramento rilevato nell’anno precedente al trasloco non persisteva stabilmente dopo il trasferimento. Lo studio, quindi, non dimostra un deterioramento duraturo per tutti coloro che si spostano in quartieri meno verdi.
DOI: 10.1021/es403688w
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4) -. Stati Uniti: un esperimento di rinverdimento urbano
South et al., 2018 — JAMA Network Open
Titolo: Effect of Greening Vacant Land on Mental Health of Community-Dwelling Adults: A Cluster Randomized Trial.
A Filadelfia, i ricercatori hanno condotto uno studio sperimentale su 110 gruppi di lotti urbani inutilizzati, assegnati casualmente a differenti condizioni di intervento.
L’analisi della salute mentale comprendeva 342 residenti.
Nei residenti vicini ai lotti rinverditi, rispetto ai controlli, sono state osservate:
Variazioni relative nei sintomi autoriferiti
-41,5%
Sensazione di sentirsi depressi.
-62,8%
Salute mentale autoriferita scadente.
Risultati dell’esperimento rispetto ai residenti nelle aree di controllo.
Lo studio è rilevante perché sperimentale, ma l’intervento comprendeva la riqualificazione e il rinverdimento di terreni, non esclusivamente la piantumazione di alberi.
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5) – Australia: studio su 260.061 adulti
Astell-Burt, Feng e Kolt, 2013 — Preventive Medicine
Titolo: Mental health benefits of neighbourhood green space are stronger among physically active adults in middle-to-older age: Evidence from 260,061 Australians.
I ricercatori hanno studiato oltre 260.000 persone di almeno 45 anni residenti nel Nuovo Galles del Sud.
Hanno confrontato la presenza di verde entro un chilometro dall’abitazione con gli indicatori di disagio psicologico.
Risultato: gli abitanti dei quartieri più verdi mostravano una minore probabilità di disagio psicologico rispetto a quelli dei quartieri meno verdi.
L’odds ratio era 0,83, equivalente a odds inferiori del 17%. Non significa che il verde abbia dimostrato di ridurre del 17% il rischio individuale.
L’associazione risultava particolarmente evidente tra le persone fisicamente attive.
DOI: 10.1016/j.ypmed.2013.08.017
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6) – Germania: più alberi sotto casa, meno prescrizioni di antidepressivi
Urban street tree biodiversity and antidepressant prescriptions
Autori: Marselle e colleghi.
Rivista: Scientific Reports, Nature Portfolio, 2020.
Campione: 9.751 abitanti di Lipsia, Germania.
I ricercatori hanno analizzato la densità degli alberi stradali entro 100, 300, 500 e 1.000 metri dalle abitazioni, confrontandola con le prescrizioni di antidepressivi.
Risultati:
Una maggiore densità di alberi entro 100 metri dall’abitazione era associata a una minore frequenza di prescrizioni di antidepressivi.
L’associazione era particolarmente evidente nelle persone con condizioni socioeconomiche svantaggiate.
Una precisazione metodologica: nell’intero campione l’associazione, dopo gli aggiustamenti statistici, era al limite della significatività convenzionale (p = 0,057), mentre risultava statisticamente significativa nel sottogruppo a basso status socioeconomico. Non sono emerse associazioni significative con la ricchezza di specie arboree.
DOI: 10.1038/s41598-020-79924-5
Questo studio è direttamente pertinente al tema degli alberi stradali: considera la vegetazione che le persone incontrano nella vita quotidiana, non soltanto quella dei grandi parchi.
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7) – Regno Unito: cosa succede quando una persona si trasferisce in un quartiere più verde?
Alcock et al., 2014 — Environmental Science & Technology
Titolo: Longitudinal Effects on Mental Health of Moving to Greener and Less Green Urban Areas.
Campione: 1.064 persone che si erano trasferite, osservate per cinque anni.
Questo lavoro è interessante perché osserva il cambiamento dell’ambiente residenziale, anziché limitarsi a confrontare persone che abitano in quartieri differenti.
Dei partecipanti:
594 si erano trasferiti in aree più verdi;
470 si erano trasferiti in aree meno verdi.
Chi si era trasferito in zone più verdi mostrava un miglioramento della salute mentale che persisteva nei tre anni successivi al trasferimento.
Per chi si era trasferito in aree meno verdi, il peggioramento rilevato nell’anno precedente al trasloco non persisteva stabilmente dopo il trasferimento. Lo studio, quindi, non dimostra un deterioramento duraturo per tutti coloro che si spostano in quartieri meno verdi.
DOI: 10.1021/es403688w
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8) – Danimarca: crescere in quartieri poco verdi e rischio di disturbi psichiatrici
Engemann et al., 2019 — Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)
Titolo: Residential green space in childhood is associated with lower risk of psychiatric disorders from adolescence into adulthood.
Lo studio ha coinvolto circa un milione di persone, analizzando la presenza di vegetazione nei luoghi in cui avevano vissuto dalla nascita fino ai 10 anni.
I dati ambientali sono stati collegati ai registri sanitari nazionali danesi.
Risultato principale: le persone cresciute nelle aree con meno vegetazione presentavano un rischio di sviluppare successivamente alcuni disturbi psichiatrici fino al 55% superiore rispetto a quelle cresciute nelle aree più verdi.
L’associazione persisteva anche considerando urbanizzazione, condizioni socioeconomiche, storia psichiatrica familiare ed età dei genitori.
La ricerca riguarda il verde residenziale complessivo, non esclusivamente gli alberi.
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Verde urbano e salute mentale
Quattro revisioni scientifiche che raccolgono decine di studi | Scheda sintetica per la condivisione
| Pubblicazione | Ampiezza | Risultato principale |
| Houlden et al. (2018) | 50 studi | Associazione favorevole fra quantità di verde locale e soddisfazione per la vita; evidenze meno nette per altri aspetti del benessere. |
| Zhang et al. (2024) | 59 studi | Maggiore esposizione al verde associata a odds inferiori di depressione (OR 0,89) e ansia (OR 0,94). |
| Green Space Quality and Health (2021) | 59 studi / 68 articoli | I benefici sanitari risultavano più consistenti nelle aree con maggiore copertura arborea che nelle aree erbose; tra gli esiti il benessere psicologico. |
| Greenspace Exposure and Psychopathology (2022) | 40 studi | La maggioranza degli studi osservava associazioni fra verde e minore gravità o incidenza di sintomi psicopatologici. |
La metanalisi del 2024, in breve
Su 59 studi, l’associazione complessiva era OR 0,89 per la depressione e OR 0,94 per l’ansia. Un odds ratio
inferiore a 1 indica odds inferiori nel gruppo più esposto al verde, non una prova che il verde causi da solo
la riduzione del disturbo.
Precisazione importante sugli alberi
Solo alcune ricerche distinguono specificamente le chiome arboree dal verde urbano complessivo. La
revisione del 2021 è particolarmente pertinente agli alberi, ma non dimostra che ogni beneficio psicologico
sia dovuto esclusivamente a essi.
Riferimenti scientifici e link agli articoli
1. Houlden V. et al. (2018), PLOS ONE. DOI: 10.1371/journal.pone.0203000
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30208073/
2. Zhang Y. et al. (2024), SSM – Population Health. DOI: 10.1016/j.ssmph.2024.101630
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38405164/
3. Green Space Quality and Health: A Systematic Review (2021).
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34769549/
4. The Relationship Between Greenspace Exposure and Psychopathology Symptoms (2022). DOI:
10.1016/j.bpsgos.2022.01.004
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