Forza e resistenza
Immaginiamo in modo un po’ metaforico, che le nostre unità energetiche identitarie (dinamiche) siano in un attimo sospeso in cui “fanno esperienza” e che questo dia luogo a una propagazione ondulatoria che s’incrocia, nel momento in cui si incrociano nasce l’insiemi degli incroci che danno luogo a un ritmo.
Quindi abbiamo una dinamica dell’unità energetica costitutiva e un ritmo dato dall’incrocio del fenomeno ondulatorio questo ritmo potrebbe essere implicato in un sistema di “risonanza” coerente o incoerente che potrebbe dipendere dalla forza e dalla resistenza, la dove per esempio nell’esperimento della doppia fenditura dove passa la luce non c’è resistenza ma anche dopo la barriera la propagazione dipenda dalla forza, pertanto “l’esperienza” è data dal funzionamento energetico e dalla presenza o meno di elementi che fanno si che il funzionamento energetico trovi o meno “resistenza”, la resistenza o meno sarebbe quella cosa che modifica l’espressione energetica (il cambiamento, movimento… rilevato dalla nostra coscienza)




quindi si tratterebbe di un “ritmo energetico” come nelle foto sopra (esperimento doppia fenditura) dove passaggio e riflettanza sono le “resistenze”, che si alternerebbero in “impedire” / “esperire” (riflettanza)
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