Se guardiamo all’universo, (inizialmente prima del cosi-detto big-bang), avevamo un funzionamento dell’espressione energetica, in termini di onde sonore, ma non in termini di “suono come noi lo percepiamo con l’udito” ma in termini di ritmo, un ritmo (oscillazioni) che non sappiamo misurare con precisione. Ogni, ipotizzo, individuo aveva e ha la sua espressione energetica e il suo ritmo. Le variabili in gioco sono:
1- il ritmo (il tembro energetico che caraterizza solo quella identità individuale),
2- la forza o intensità energetica con cui si propaga nel momento in cui accade l’espressione energetica,
3- la resistenza (in positivo o negativo, nel senso che favoriscono o impediscono l’espressione energetica e di conseguenza la forza o intensità) che è la relazione fra le varie espressioni energetiche individuali, si potrebbe dire l’ambiente relazionale energetico degli altri individui con espressione energetica.
Lo spazio in se non esiste, o meglio esiste solo nel momento in cui la nostra espressione energetica lo misura, e ne condivide con altri la misurazione, quindi l’universo è piatto (o meno) a motivo del nostro modo di misurarlo.
Le espressioni energetiche originarie sono sempre le stesse, che ci sono nel momento in cui c’è esperienza di ciò che accade adesso, e danno luogo a un’espansione dell’universo, nella misura in cui fanno esperienza del “proprio esistere” nei vari insiemi dimensionali. La memoria esce dall’accadere ora, e sarebbe come un’impronta energetica, di ciò che è accaduto, ma in una espressione energetica in cui la mente non costruisce il tempo, nel senso che solo nell’attuale c’è una percezione di tempo.
L’espansione è in sè la direzione “espansione-contrazione energetica” la direzione potrebbe avere solo due variabili, si contrae in uno stato di “caos-distruzione” si espande in uno stato di “risonanza-ordine” (come sostengo nei primi appunti in cui inserisco un ipotesi etica verso “il bene-male”) Queste ipotesi fanno riferimento a come funziona la mente, e immagino che la mente per come è la sua natura intrinseca, elabori “rappresentazioni mentali” utili all’esperienza soggettiva (e soggettivo-condivisa) ma non reali, nel senso che è nel momento in cui la mente misura che esiste lo spazio ed è nel momento in cui l’espressione energetica modifica qualcosa nello spazio che ella stessa crea che esiste il tempo, sarebbe una nostra percezione energetica utile ma non reale, nel senso che si tratta solo di “funzionamento-espressione energetica” in “uno o più campi energetici” (dimensioni) che permetto l’esperienza e la relazione delle individualità energetiche di tutti gli esseri viventi.
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