NATUROCENTRISMO psicoterapeutico nella natura spontanea

Carla Foletto cell 3926255541 (solo sms)

f-psicoarchitettura appunti 45

Possiamo immaginare l’espressione energetica identitaria come se fosse una musica.

ritmo forza/intensità campo. (1)

Nel video che potete scaricare cliccando sopra (ritmo forza/intensità campo) tre palline luminose seguono due pentagrammi, due su un rigo e una sull’altro, immaginiamo che ogni pallina sia (in senso analogico) un unità energetica identitaria e che il rigo sia una dimensione che permette la sua espressione identitaria, la musica che si sente è una delle tantissime “funzioni di espressione energetica identitarie”, che si ripete in quelle due dimensioni, fin quando le tre unità non si spostano in altri sottoinsiemi dimensionali, ora se immaginiamo che un individuo sia costituito da: molteplici “palline luminose” che suonano come in un orchestra, questo suo suonare è dato dalla collocazione sul rigo (insieme o sotto insieme dei 3 macroinsiemi mentale spirituale materiale) e dalla sua risonanza con “altre palline” il che darebbe un unico individuo vivente (tutte le palline luminose collegate dalla stessa risonanza)

Ora per esempio possiamo ipotizzare che la permanenza “della pallina sul rigo” produca dopo molte ripetizioni “un espressione energetica meno precisa” (entropia) fino a quando la “pallina luminosa/unità energetica identitaria” deve migrare in un altro insieme dimensionale, per riprendere il suo ritmo preciso e maggiore forza/intensità. Questa potrebbe essere la vita, che a noi appare come uno scorrere di tempo in uno spazio, nella dimensione materiale, a un certo punto piano piano le diverse “palline” migrano in altri insiemi dimensionali (macroinsiemi mentale spirituale) e alla fine tutte le palline luminose/unità energetiche identitarie, migrano nei due macroinsiemi, dove ritrovano un ritmo più preciso e ordinato, a questo punto possono reimmigrare nel macroinsieme materiale (questo verrebbe chiamata reincarnazione da alcune religioni) oppure possono confluire tutte nel macroinsieme spirituale.

Nell’insieme materiale

I rapporti armonici come 2:1, 3:2 e 4:3 sono alla base di intervalli musicali.• e che appaiono in natura, nelle spirali, nelle conchiglie, nei fiori e persino nel modo in cui si formano le galassie.• Il suono crea modelli noti come cimatics, mostrando come la vibrazione organizza la materia in forme geometriche.•

Anche i nostri corpi rispondono alla frequenza: le nostre onde cerebrali, il battito cardiaco e il respiro si muovono in schemi ritmici.

Siamo esseri di frequenza che vivono in un universo di frequenze organizzate come onde, il linguaggio è un onda caratterizzata da fonemi, come le note musicali, le salmodie possono funzionare come armonizzanti come anche l’omotossicologia la floriterapia possono avere in se onde chs si sincronizzano sulla nostra UEEI, ma queste onde sono specifiche e caratteristiche, la realtà non ha 7 note musicali ma infinite note musicali che si potrebbero organizzare in modo frattalico come nella mappa di Pitagora qui sotto, ma ogni individuo vivente ha il suo “complesso di note” unico e irripetibile.

1)qui altri esempi di Gilmar Araújo  (Жилмар) preso in prestito per spiegare il concetto sopra https://www.facebook.com/apocalypse.gf/reels/

2)modifica telomero https://www.facebook.com/reel/1019226236753968

f-psicoarchitettura appunti 44

Concettualizzazione dell’esperienza: spazio in campi assenti di spazio e tempo

Ora prendiamo ad esempio in considerazione ciò che la nostra mente elabora come “spazio”, in fisica si parla di 3 vettori spaziali, nella teoria f-psicoarchitettura, ipotizzo infiniti vettori in quanto ogni unità energetica è come se fosse il punto centrale di una sfera con andamenti in tutte le “direzioni radiali della sfera” potendo passare da una “direzione radiale” all’altra, questo significa che ha infinite possibilità ma ne estrinseca solo una (espressione energetica “movimento”) dal “centro” alla “superficie” sferica, cioè in una sorta di “on-off” che parte da un solo punto il centro della sfera e arriva a un solo punto della “superficie” potendo saltellare da un raggio all’altro in posizione raggio on-off (cioè “è o non è” su quel raggio della sfera) e questo in analogia con la fisica, avverrebbe a livello sub atomico (quantistico), ma anche in sincronia con tutte le altre unità energetiche necessarie a dare l’esperienza di “movimento” di tutte le parti che costituiscono l’identità energetica, questa è “l’impronta”: movimento, ovvero l’esperienza che il nostro corpo si stia muovendo in uno spazio.

“L’ombra”: movimento, sono tutti i movimenti di tutte le unità energetiche possibili o immaginabili che possono integrare o meno la nostra esperienza di movimento, dal punto di vista tangibile la nostra esperienza di movimento è continua persistente e multiforme, anche quando dormiamo in quanto x esempio il cuore e altre parti dell’organismo continuano a muoversi, ma noi siamo consapevoli magari solo del movimento di una mano, nel momento in cui la osserviamo, anche se tutti gli altri movimenti continuano ad esistere in “armonica e ritmo-identitari” (timbro identitario) e sincronizzati (espressione energetica) su “movimento”, in una realtà priva di spazio e tempo (quella appunto subatomica). In altre parole è sempre l’energia, con la sua caratteristica identitaria: timbro, la sua forza, la resistenza, la determinazione e la destinazione, che da l’impronta, e l’ombra (insieme di ombre sincronizzate o meno) rendendo ontologicamente possibile l’esperienza, nei diversi “campi” (insiemistici) che caratterizzano l’espressione energetica, un po’, metaforicamente, come sentire il suono del nostro battito cardiaco senza vedere il cuore, non possiamo collocare il suono in uno spazio e ed è sempre lo stesso tipo di suono quindi anche il tempo ci interessa poco, ma siamo certi che il cuore esiste determina qualcosa è destinato a qualcosa ha una forza e una resistenza, ma in un campo senza spazio e tempo. La realtà è “l’espressione energetica” del battito cardiaco, la rappresentazione cognitiva è del muscolo (forza e resistenza) cardiaco che “determina” contrazioni nel tempo, destinato alla “vita” (circolazione di ossigeno e eliminazione di CO2) nell’insieme materiale (con sottoinsiemi o intersecato per esempio con sottoinsiemi: fisiologico intersecato con sottoinsieme biologico, biochimio, neurofisiologico, ecc.. ecc.. tutti gli aspetti dell’insieme medico-concettuale materiale ) intersecato con l’insieme intellettuale (pensieri che ne sincronizzano o alterano il funzionamento per es. il ritmo cardiaco) e l’insieme spirituale-affettivo-emozionale (le emozioni sentimenti contatti con l’infinito che modificano il funzionamento anche intrinseco energetico del cuore), Questa concettualizzazione si potrebbe fare con tutti gli apparati e organi del corpo umano (insieme materiale) e sue sovrapposizioni con gli altri due macroinsiemi intellettuale e affettivo. La rappresentazione cognitiva del “funzionamento tangibile” cioè mediato dai recettori di senso, nel caso del muscolo cardiaco per esempio recettori pressori, e loro coinvolgimento con tutto l’insieme sensoriale (tangibile ) del corpo umano non è la realtà, ma un’immagine funzionale per la nostra coscienza della realtà energetica.

f-psicoarchitettura appunti 43

Ombra energetica e impronta energetica

Dal punto di vista psicologico, il “ritmo” sub-atomico, ha una sola ed unica identità, ovvero un ritmo che permette la risonanza con tutte le altre espressioni identitarie, la dove la risonanza viene perturbata si ha una dissociazione (patologia mentale dissociativa in cui il soggetto fa fatica a riconoscere tutti gli elementi di se stesso) si ipotizza che lo stesso ritmo e risonanza avvengano anche per le unità energetiche nella dimensione materiale, quindi con l’individuo percepibile sensorialmente (corpo fisico), quindi ogni particella atomica dell’individuo ha la stessa risonanza/ritmo, l’elettrone, il protone, ecc… hanno un ritmo identitario. In altre parole ipotizzo che la molecola acqua per esempio, i due idrogeni e l’ossigeno, abbiano lo stesso ritmo di “pico pallo”, la molecola d’acqua viene introdotta nel corpo (respirando bevendo) e esce dal corpo (respirando, sudando…) ma mantiene lo stesso ritmo identitario, potrebbe sospendere la sua espressione energetica quando non si trova in sincronia con le altre unità energetiche, per esempio nella dimensione materiale quando si trova distante dal corpo, per poi risincronizzarsi quando si trova nell’espressione energetica corporea, quindi per esempio potrebbe essere che dagli scarichi l’idrogeno “pinco-pallo” vada al mare per poi tornare alla sua espressione energetica “pinco pallo” quando viene bevuta. Quindi avremmo una espressione energetica identitaria e una non identitaria.

Nei precedenti appunti ho affermato che lo spazio e il tempo cosi come lo intendiamo non esiste, eppure qualcosa che genera in noi questa “rappresentazione cognitiva” di tempo e spazio, per quanto appaia fallace, ci deve essere. E qui ci possiamo collegare all’ipotesi di due espressioni energetiche: identitaria e non.

Ora possiam immaginare che lo spazio sia attinente al “relativismo” delle espressioni energetiche astronomiche (le galassie), e che il tempo sia un tempo quantistico (sub-atomico), entrambe le variabili sono indeterminabili, in quanto lo spazio astronomico dipende dai rapporti fra le espressioni energetiche astronomiche, e il tempo dipende dal probabilismo quantistico (rapporti di ritmo), queste variabili indeterminabili ma esistenti vengono processate dalla nostra mente con i concetti di “spazio” e “tempo” e all’interno di queste variabili indeterminabili avviene l’espressione energetica di tutti gli esseri viventi, ma anche tutta l’energia che abbia perso la sua identità (l’armonica/disarmonica energetica identitaria che collega tutte le unità energetiche in un unico individuo espresso nei complessi “insiemistici” energetici: spirito-mente-materia)

Cioè abbiamo la possibilità che si “perdano” individui (o unità energetiche identitarie) o meglio la loro espressione energetica “armonica -risonanza-ritmo- energetica”, in situazioni entropiche estreme (disorganizzazione energetica identitaria ) e che si trasformino in “energia non identitaria” queste unità energetiche non identitarie potrebbero essere lo spazio relativistico e il tempo quantistico, quindi oltre al passaggio dimensionale delle unità energetiche potrebbe esserci in casi estremi anche una “creazione ex novo” di nuove identità energetiche ed “estinzione di identità totalmente disordinate” in energia non identitaria, oppure di semplici unità energetiche in transito (per esempio l’aria che respiriamo) e temporaneamente sincronizzate a complessi energetici identitari.

In che modo l’energia non identitaria darebbe luogo allo spazio e al tempo? In modo analogico possiamo immaginare lo spazio come “un armonica musicale” (in opposto al rumore come una disarmonica musicale) e il tempo come “un ritmo musicale” (in opposto alla cacofonia musicale), questa “armonica/ritmo” sarebbe comune a tutte le espressioni energetiche non identitarie, e costituirebbe “l’ombra esistenziale” delle unità di espressioni energetiche identitarie, cioè solo in tutti gli individui viventi, l’assenza di identità energetica darebbe quindi luogo all’“ombra energetica” delle identità (concetto junghiano), in termini di contesto universale di “spazio” (astronomico) e di contesto quantistico di “tempo” (sub atomico), in altre parole la mia ipotesi è che spazio e tempo siano riconducibili ad assenza di espressione energetica identitaria, ma ne costituiscano anche la simmetria dell’espressione energetica identitaria.

Cosa sarebbe l’ombra energetica? L’ombra è indistinguibile, mentre l’impronta energetica è tipica dell’espressione energetica di un individuo. Ogni impronta ha la sua ombra ed entrambe esistono in relazione alle identità energetiche. L’impronta è ciò che viene determinato dall’espressione energetica identitaria.

Queste sono solo riflessioni che faccio come psicologa, dal punto di vista psicologico, nel tentativo di spiegare macro e micro esistente, dal punto di vista della realtà materiale passo l’onere ai fisici.