la salute come armonizzazione dei 3 campi FPT tangibile F e intangibili PT

salute non come assenza di malattia ma come assonanza di tangibile e intangilile identitario

Riguardo HT 10 (e precedenti “appunti”), in cui si argomenta l’ipotesi che l’omeoenergetica abbia una sua spiegazione più a livello quantistico che a livello empirico – ovvero non secondo l’approccio classico della medicina – sono consapevole che possano esserci degli elementi deboli. In quanto non essendo io una fisica teorica, le mie speculazioni sono di tipo intuitivo-logico. Parto dall’assunto che l’idea stessa di realtà debba includere gli aspetti intangibili: psicologico, teologico. E che, se si vuole evitare di entrare in fabulazioni teoriche, si debba guardare più al metodo con cui si pensa, e magari renderlo più vicino al pensiero filosofico, quindi logico-razionale – un po’ come la fisica usa la matematica per verificare la tenuta delle sue ipotesi.

Quindi, la realtà dev’essere considerata come fisica (empirico tangibile materiale), psichica (ideica-mentale) e trascendentale (teologica, spirituale, etica), ovvero Fisica Psichica Trascendentale (FPT).

Altra considerazione importante è l’identità individuale, ovvero: se permane nei suoi 3 campi di funzionamento energetico FPT o si estingue dopo la morte, ovvero quando l’individuo scompare dal campo fisico?

A mio parere, il fatto che un individuo non sia più percepibile dagli altri individui del campo fisico non è sufficiente per avere la certezza che l’identità scompaia. Cioè, il fatto in sé che dopo la morte fisica io non possa interagire agevolmente con una persona non significa che questa persona non esista più. Da questo possono conseguire molte ipotesi, fra cui quella che non ci sia più possibilità di comunicazione, che la persona materiale si trasferisca su altri campi intangibili come mente e spirito che non sono condivisi con tutte le persone. Mentre, se si trovasse nel campo materiale, tutte le persone esistenti nel campo materiale potrebbero entrare percettivamente in contatto con tutte le persone esistenti nello stesso campo materiale. Quindi, il mio modello teorico di riferimento “Habit Theory” prevede che anche quando una persona scompare dal campo materiale la sua identità permanga, cioè le sue unità di espressione energetica identitarie (UEEI) semplicemente si trasferiscono nei campi intangibili, dove non è possibile a tutti entrare in relazione con questo essere vivente, ovvero non si trova nella dimensione della concretezza.

A questo punto c’è da fare un’altra discriminazione, ovvero: solo l’uomo ha un’identità oppure tutti gli esseri viventi hanno un’identità? Alcuni fisici ipotizzano che il funzionamento del mondo vegetale non abbia individualità, ma si svolga su un unico individuo (tutti i vegetali), che fra di loro si modulano a vicenda per la sopravvivenza di tutti. Mi sembra una visione pregiudizialmente ideologica di vedere la natura. Ho voluto osservare per tempi lunghi e in stagioni diverse alcuni luoghi naturali, e confermo l’idea del botanico Edward Bach: ogni fiore, ogni pianta ha una sua personalità, ha delle sue simpatie e antipatie. Che cresca allontanandosi o avvicinandosi ad altre specie vegetali non dipende sempre dal sole, dalla presenza di acqua o altro, ma dalla sua parte intangibile PT – oltre ad esserci a volte anche una concausalità fenomenica di tipo materiale, per esempio lo spazio.

Quindi, la mia teoria dell’abitabilità prevede che ogni essere vivente ha una sua identità, anche se è monocellulare, che nel campo fisico si organizza in termini di sopravvivenza e riproduzione, ma che orienta se stesso anche in base a realtà intangibili PT. Cioè, a mio parere, la natura non esprime nella sua bellezza la trascendenza di una realtà divisa da sé, ma – come per l’essere umano – esprime una sua trascendenza identitaria, che deriva da una fonte immateriale divina in quanto creazione e non in quanto partecipazione del divino. Che però, avendo assoluta libertà, può anche partecipare (amare) con le sue creature, ma il fiore non è Dio stesso.

Quindi, la teoria parte da 3 assiomi:

a: la realtà è tangibile e intangibile FPT;

b: la realtà è costituita da individui con una propria identità costitutiva (genoma energetico) UEEI;

c: ogni individuo può modificare le proprie caratteristiche intrinseche (epigenetica energetica) nei campi FPT in base al modo con cui ABITA il campo HT (abitudine cambiamento).

Per quanto riguarda la salute di un individuo, la definizione dell’OMS a mio parere non è corretta: essa non è il benessere fisico, mentale e sociale, ma deriva dalla congruenza delle UEEI con il proprio genoma energetico e dalla congruenza delle UEEI nei campi FPT in risonanza armonica nell’interazione con altre UEEI di altri esseri viventi. Considerando il fatto che nel campo materiale esiste una competizione naturale per la sopravvivenza materiale (HT) che irreversibilmente andrà ad estinguersi (morte).

Quindi, la salute è la capacità di rimanere in risonanza armonica con il proprio sé, nei vari campi FPT, superando in modo il meno traumatico possibile, nella dimensione materiale, la lotta per la vita.

Quando l’OMS parla di benessere sociale, a mio parere questo è riconducibile alla dimensione T trascendentale, là dove questo campo impone un’etica, ovvero un comportamento in assonanza con la fonte creatrice ovvero l’assoluto, tenendo conto dell’inevitabile fragilità della coscienza umana. Pertanto, l’assonanza etica si estende su tutti gli esseri viventi percepiti in F, e il campo T non è solo antropocentrico (D. A immagine dell’uomo) come spesso proposto dal travisamento religioso di alcune persone rappresentative socialmente della religione. In ragione del fatto che loro stessi così facendo si pongono in dissonanza con il vero sé, proiettando sulla loro UEEI una distorsione dell’HT nel campo T.

Secondo questo modello teorico di riferimento sulla salute, gli operatori della salute – quindi i medici – dovrebbero interfacciarsi con gli psicologi (e lo stanno facendo ma poco) e i teologi (e lo stanno facendo solo in oncologia). In altre parole, un modello di intervento per la promozione della salute dovrebbe avere un modello teorico di riferimento che comprenda l’intangibile, in quanto un medico non è psicologo e uno psicologo non è teologo (e viceversa il teologo non è psicologo). Una concezione di salute che separa l’empirico dall’intangibile non può essere considerata salute, come non si può separare in modo netto l’inverno dalla primavera quando si parla di stagioni. Quindi anche gli omeopati dovrebbero permettere la pratica omeoenergetica agli psicologi e ai teologi, non solo perchè in tutte le materie mediche vengono descritti sintomi psicologici e morali (teologici) ma perchè è evidente che la realtà e quindi anche la salute esiste non solo nel campo fisico, ma anche in quello psichico e trascendentale, e questo a mio parere è un’evidenza in quanto Cristo per esempio guarendo l’anima guariva anche il corpo, la psicologia guarendo la mente guarisce anche il corpo (somatizzazioni per esempio) e non è possibile che per contrastare la tabulazione scientifica si faccia del riduzionismo antiscientifico.