teoria dell’abitabilità appunti 10
Psicomeopatia e rottura di simmetria


Premetto che non sono un fisico e che questa mia teoria è prevalentemente di tipo intuitivo. Tuttavia, grazie alla propensione di alcuni fisici a divulgare la scienza in modo comprensibile anche per i non addetti ai lavori, cercherò di utilizzare qualche terminologia fisica dimostrata matematicamente, sperimentalmente o osservativamente. Non me ne vogliano se, non comprendendola appieno, la uso in modo inadeguato: se possibile, lasciatemi nei commenti eventuali precisazioni o correzioni.
Fatta questa premessa, immagino che quelle che io chiamo “dimensioni” (fisico, psichico, trascendentale) possano essere paragonate, in termini fisici, a universi paralleli, soprattutto perché gli universi psichico e trascendentale, essendo intangibili, non sono dimostrabili empiricamente. Nella teoria delle stringhe, ad esempio, solo 4 dimensioni sono evidenti nella vita quotidiana: il tempo e le tre dimensioni spaziali.
L’acqua è un elemento fondamentale nei preparati omeopatici. Secondo la dottrina hahnemanniana, deve essere il più possibile priva di impurità per non interferire con l’efficacia del rimedio. Anche Edward Bach riteneva che la preparazione ideale avvenisse raccogliendo la rugiada dai fiori: essa, formandosi per differenza di temperatura, sarebbe energeticamente “pura”. La rugiada, come nella foto che ho mostrato in precedenza, si deposita sul fiore e, secondo Bach, i fotoni del primo mattino trasferiscono alla goccia le “caratteristiche di personalità” del fiore stesso.
Analogamente, nel rimedio omeopatico diluito e dinamizzato (per aumentarne la potenza), il principio attivo viene raccolto in gocce sferiche e fatto assorbire da granuli di zucchero, che ricevono l’“informazione” (quantistica) del macerato botanico o di altra sostanza, rompendo la loro simmetria.
Ora, se immaginiamo che una goccia d’acqua sia “frattalicamente” sferica – proprio come la realtà che contiene i tre universi paralleli che propongo (linea verde: fisico; linea blu: psichico; linea rossa: trascendentale) – ne consegue che in una goccia d’acqua sia “specchiata tutta la realtà”.
In questa realtà “tri-universale FPT” (Fisico-Psichico-Trascendentale), a mio parere possiamo collocare: tempo nell’universo trascendentale, descritto come infinito da tutte le tradizioni religiose che si occupano del trascendente;lo spazio, con le sue tre dimensioni (altezza, profondità, larghezza), nell’universo psichico, in quanto costruzione della mente derivante dall’esperienza sensoriale di ogni essere vivente (con aspetti condivisi all’interno della stessa specie), come teorizzato dal cognitivismo in psicologia; la realtà energetica, con le sue diverse espressioni (massa, non-massa, forze: nucleare debole e forte, gravitazionale, elettromagnetica), nell’universo fisico, come descritto dalla fisica moderna.
È implicito che religione, psicologia e fisica dovrebbero dialogare tra loro per costruire una visione della realtà credibile e coerente, invece di prodotti di “mercato” che enfatizzano il proprio sapere mettendo in ombra quello altrui. In verità, alcuni psicologi si sono aperti sia alla religione (es. Viktor Frankl) sia alla fisica (es. Wilhelm Wundt), ma non è stato sufficiente.
Tornando allo stato liquido dell’acqua – quindi simmetrico, visivamente omogeneo, ripetibile e trasferibile senza mutazioni – il rimedio omeopatico potrebbe trasferire il suo “timbro energetico” nell’acqua, mettendola in risonanza con l’UEEI (Unità Espressione Energetica Individuale) dell’individuo che assume il rimedio psico-omeopatico, i fiori di Bach o i sali di Schüßler (rimanendo nella mia esperienza clinica e sperimentale), ovvero con il suo “genoma energetico”. Questo attiverebbe una sorta di epigenetica energetica terapeutica
Possiamo ipotizzare che tutto ciò avvenga a livello quantistico dell’atomo di idrogeno dell’acqua. L’idrogeno, avendo un solo protone e un solo elettrone, presenta nel suo nucleo una situazione energetica più semplice, con meno interferenze (forse con un solo neutrino). In tale neutrino, una sola “stringa” potrebbe essere recettiva all’impronta del rimedio naturale diluito, avendo anch’essa minori interferenze subatomiche (minori sovrapposizioni d’onda). Nel momento in cui l’informazione viene trasferita “dalla stringa” dell’idrogeno del rimedio alle stringhe dell’idrogeno dell’individuo (ricordiamo che siamo composti per circa il 63% di atomi di idrogeno), se compatibile con il suo genoma energetico (self genetico), essa risincronizza “rompendo la simmetria patologica e ristabilendo una simmetria fisiologica”ridistribuendo la corretta risonanza.
Ciò potrebbe avvenire secondo un principio di entanglement quantistico (fra atomi di idrogeno vicini e con scarse interferenze, cioè nel 63% di acqua che c’è nel nostro corpo, agendo a cascata sulla parte non in ombra dell’universo trascendentale (quindi sulle UEEI trascendentali del individuo), poi psichico (modulando sull’esperienza percettiva del soggetto la risincronizzazione dell’UEEI) e infine a livello dell’universo fisico; oppure per propagazione (come le onde del mare), trasferendosi sulla parte in ombra (F), stabilizzando un ritorno allo stato di salute che si riflette poi in P e T. Da qui derivano quelle guarigioni permanenti e a volte quasi istantanee quando il simillimum omeopatico è quello giusto.



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