NATUROCENTRISMO psicoterapeutico nella natura spontanea

Carla Foletto cell 3926255541 (solo sms)

HT appunti 6

il divenire lo stato luogo in cui si esprime l’energia

Ogni UEEI comunica con le altre UEEI oppure con delle non UEE (cioè unità di espressione energetica senza identità/individualità).

Gli artefatti umani, possono imitare e specchiare il fenomeno esistenziale, ma non possono produrre esperienza di espressione energetica individuale. Questo significa che quando l’esperienza UEEI è troppo immersa nelle non UEE antropiche (manufatti, artefatti umani, computer, web), le UEEI migrano verso F(fisico) e, per esempio, quando gli individui sono immersi in esperienze anti – antropiche (ecologiche, a contatto con la natura), per esempio i neo-rurali che vivono a contatto con la natura rispettandola e amandola, le UEEI migrano di più verso la realtà intangibile PT (psichico-trascendentale). Gli individui che sono orientati in esperienze di realtà quasi esclusivamente trascendentale (es mistici), hanno UEEI più concentrate in T (trascendentale).

Qui sotto due video con riprese naturali.

HT appunti 5

resistenza e modulazione

(vedi anche variabili HT )

Simili si respingono, opposti si attraggono lo spin quantistico.

L’UEEI ha un suo ritmo a pulsione in termini ondulatori, quando la corda vibrazionale è chiusa, con una capacità di assorbire energia che permetterebbe di entrare da uno stato “ombra” (intreccio di corde vibrazionali) a uno stato fenomenico: realtà apparente.

Vi è anche una resistenza per cui il filamento in ombra non viene confuso dal filamento fenomenico anche se sono complementari, e questa resistenza a rimanere self, permette la risonanza con altre UEEI e con elementi di segmenti uguali, di altre UEEI, quando si trova in uno stato fenomenico di realtà percepibile (percepibile nelle peculiarità dei 3 macro-insiemi FPT).

HT appunti 4

Intensità energetica (forza)

vedere anche variabili in HT

Ipotizziamo che le UEEI si trovino in uno stato di non “espressione energetica” quando il “ritmo HT3” delle UEEI che si trovano in uno stato di espressione energetica (ee) produce scintille di energia (intensità), queste vanno ad “eccitare” le UEEI (del preparato psicomeoenergetico) in non-Espressione Energetica (n-ee), se il ritmo (ondulatorio) è identico alla parte di “genoma energetico desincronizzato” UEEI della persona con sofferenza psichica, quella parte viene eccitata e risincronizzata, e si trasferisce superando una resistenza difensiva della parte in ombra, forse tramite “tunnel quantici” o forse per trasmissione efaptica, cioè dalla parte non in ombra alla parte in ombra e viceversa nel suo corrispondente campo (poli-insieme di campi) dove in ragione dell’entanglement quantistico risincronizza tutte le UEEI del soggetto portando a guarigione la persona se il preparato omeoenergetico è il similium corretto, per poi tornare con un salto (in modo discreto) allo stato d’intensità iniziale (stato abitativo non eccitato)

Naturalmente l’HT in psicomeoenergetica parte da considerazioni inerenti la fisica sub atomica (quanti) in quanto il sistema nervoso già di per sè funziona per potenziali d’azione che sono di natura energetica, quindi non si ha nessuna pretesa di estendere l’HT sulla materia medica di natura organica (empirico-tangibile), ma semplicemente di esplorare la materia medica tradizionale solo per quanto riguarda la psicologia (quando nell’800, la psicologia ancora non esisteva, cioè venivano chiamati dagli omeopati sintomi mentali, sintomi morali PT). (1)

Efaptico, è un fenomeno che riguarda la corteccia, l’ippocampo e in genere le reti neurali non mielinizzate o poco mielinizzate, che riguarda la consapevolezza, la memoria e altre funzioni cognitive superiori, che in HT si presume esistano nei campi PT privi di tangibilità empirica.

HT appunti 3

sonoluminescenza

Il ritmo (pulsazione) produce scintille di energia

(macromodulanti energetici)

Onde sonore (es. ultrasuoni) viaggiando nell’acqua possono creare delle bolle che si espandono e poi collassano producendo temperatura molto alta cui consegue una scintilla di luce (che si vede anche quando è totalmente buio) e l’onda può essere fatta, pulsare in modo sperimentale.

Ora se immaginiamo l’andamento ondulatorio di una UEEI come un suono specifico di un individuo, tale UEEI “pulsando” in un campo, potrebbe produrre bolle in quel campo di energia “con la stessa manifestazione fenomenica” dell’esperimento condotto con un fotone in quanto UEE (unità non identitaria), cioè si fenomenizza in una piccola parte della realtà FPT mentre il grosso della realtà FPT non si manifesta, dando luogo pertanto a una “scintilla di luce” (a livello della singola UEEI) dando luogo a una manifestazione singola, in quell’insieme di policampi FPT, di una espressione energetica che noi interpretiamo come realtà in base alla nostra molto limitata percezione sensoriale, nel mondo F e analogamente in tutto FPT. In altre parole l’HT ipotizza che tutti i fenomeni di luce e calore che generiamo noi stessi e che ci circondano, all’interno della parte fenomenica vengano codificati a livello P “cognitivo” (attribuendo uno spazio tridimensionale, utile per l’azione quindi a livello di libero arbitrio) e a livello T codificando come tempo la successione di “azioni di espressione energetica” ovvero la successione di memorie delle UEEI. Se ad attivare da se la scintilla energizzante è il preparato omeoenergetico, tale scintilla si trasferisce sulla parte non in ombra e poi sulla parte in ombra, sincronizzando il tratto di UEEI desincronizzato patologizzante. (a questo proposito sarebbe utile riflettere sull’effetto della dinamizzazione in omeoenergetica cioè come questo possa predisporre la creazione della scintilla bollosa come nel video sopra).

In quest’ottica la psicomeoenergetica quantistica, agirebbe come: “scintille di luce” che risincronizzano l’UEEI, che per ragioni varie si sono desincronizzate, e lo farebbe abitando un campo (nuvola di onde appartenenti a diversi insiemi:poli campo) nel momento in cui si manifesta: come espressione energetica identitaria.

Chiaro l’habit theory è una ipotesi teorica, che unisce varie conoscenze di derivazione sperimentale ed osservativa, assieme a molta immaginazione, e non si pretende di proporla come una certezza, ma al momento è l’unica teoria psicomeoenergetica quantistica che esiste.

HT appunti 2

schema concettuale

schema concettuale Habit Theory

rappresentazione dinamica dello schema

A livello sub-atomico, esiste un numero infinito di UEEI (Unità Energetiche Elementari Individuali) e UEE (non individuali), corrispondenti a un numero altrettanto infinito di individui (tutti gli esseri viventi) e a materia non vivente. Le UEEI vibrano come stringhe (1), aperte o chiuse, secondo il loro genoma energetico. Esse passano da uno stato “ombra” a uno stato “fenomenico” manifesto: in quest’ultimo, diventano “osservabili” da altri individui, a seconda del campo in cui abitano (ovvero, dove trovano risonanza fenomenica).

La manifestazione di un tratto del “genoma energetico” può essere persistente o temporanea, ma anche desincronizzata (desincronizzazione patologizzante). L’insieme di tutto il complesso UEEI di un individuo può migrare da un macro-campo all’altro. Di conseguenza, possiamo avere individui con:

  • Gran parte delle UEEI nell’insieme fisico (F), e una minima parte negli insiemi psichico (P) e trascendentale (T), a seconda dell’esperienza energetica che si sta manifestando;
  • O viceversa, con prevalenza nei campi intangibili (P-T).
  • questo influisce sulla personalità e il comportamento dell’individuo.

Il tempo è, a mio parere, una proprietà del campo trascendentale (T), che influisce per risonanza sulla rappresentazione cognitiva di tempo del soggetto, sulla sua realtà esperienziale e su quella osservata su altri individui. La risonanza della proprietà tempo in P viene trasmessa (entanglement) nel campo fisico (F), armonizzandosi con tutto il complesso dei policampi (sottoinsiemi e intersezioni o “dimensioni” FPT) secondo prospetti tangibili ovvero percettivo-empirici.

Lo spazio (1,2,3) è probabilmente una proprietà del campo psichico (P)(3 spaziali in P + 1 spazio temporale con T), nell’intersezione T e P c’è lo “spazio/tempo” la punta del triangolo bianco fra T e P, quindi sarebbe una campo trascendentale-psichico che per entanglement(3) fornirebbe l’informazione (costruita in P 1,2,3 e in T il tempo) cioè un idea percettiva di spazio tempo nella dimensione F, o macroinsieme – policampo fisico, nel campo fisico (F) inoltre ci potrebbero essere in stato di permanenza, la motivazione alla soddisfazione dei bisogni fisiologici. Le macro dimensioni sarebbero 13, 3 manifeste, 3 in ombra, 6 condivise a due, una quella centrale condivisa a 3 FPT. Questo è uno schema razionale ipotetico di tipo insiemistico. (2)

Il preparato psicomeoenergetico similium (concetto della filosofia platonica ripreso da Aristotele homoiosis, “divenire simili”) agirebbe favorendo una “risonanza” con il genoma energetico, risonanza che si presume sia stata persa.

(1) Il primo a proporre l’idea che le particelle fondamentali potessero essere descritte da stringhe vibranti fu Gabriele Veneziano nel 1968, con un modello per spiegare l’interazione forte Gabriele Veneziano, scoprì che una vecchia formula matematica (la funzione beta di Eulero)

Grafico delle curve di livello della funzione beta

poteva descrivere le interazioni tra adroni (quark e antiquark tenuti assieme dalla forza nucleare forte), suggerendo implicitamente che le particelle fossero più complesse di semplici punti.

2)

Da ricordare anche che la Teoria delle Stringhe Bosoniche: Una versione precedente (che non include i fermioni e quindi la materia) richiedeva 26 dimensioni per la sua consistenza matematica. Questo è solo uno schema ipotetico di sintesi in cui si cerca di applicare una ipotetica teoria del tutto, la teoria delle stringhe, portandola a 13 dimensioni, invece di 11, secondo una divisione semplificata di campi energetici FPT che però a livello quantistico interagiscono in modo non localistico e atemporale. Non so quanto possano essere sovrapponibili le 13 categorie macro-insiemistiche (variabili qualitative), alle 13 dimensioni fisiche (variabili matematico-misurabili) ma come schema semplificativo potrebbe suggerire ulteriori approcci esplicativi.

3) Da considerare anche il numero di Fibonacci che è molto presente nella ripetizione frattalica, delle “geometrie manifeste” e potrebbe essere una “regola” trasmessa intrinsecamente (genoma energetico) o estrinsecamente (entanglement quantistico) alla fenomenologia quantistica.

HT appunti 1

Habit theory HT

campi-insiemi fisico, psichico, trascendentale FPT ,

unità di espressione energetico individuale UEEI,

psicomeoenergetica quantistica PQ

L’habit theory (HT) parte dall’idea che la personalità di un individuo derivi dall’abitare “un campo” di probabilità quantistiche, in base al “libero arbitrio” di un essere vivente, ovvero alla sua qualità di decidere consapevolmente, la complessità di insiemi di “espressività energetica” delle proprie UEEI.

Questo “sostare” il campo nei 3 macro insiemi: fisico, psichico, trascendentale FPT, quando ne deriva un’abitudine a sostare, determina “un abitare” che si traduce in caratteristiche permanenti di personalità in modo che via via diventa una permanenza piuttosto che una “casualità indeterministica” ovvero l’abitudine dell’UEEI si traduce in uno “pseudo-determinismo” quantistico.

Questo avverrebbe in tutti gli esseri viventi.

L’abitare in un campo quantistico deriva dalla decisione del soggetto di dare un orientamento all’espressione delle sue UEEI scegliendo il campo, che nei macroinsiemi fisico e psichico non può avere connotazioni etiche (buono o cattivo) ne di tempo, mentre nel campo trascendentale assume connotazioni etiche, e di tempo, in termini di successioni di memorie.

Gli appunti da qui in poi verranno redatti in successione numerica habit theory (HT appunti 1,2,3…) , come se fossero delle lezioni esplicative, all’ipotesi teorica “Habit theory verso una psicomeoenergetica quantistica”

F.P.T-psicoarchitettura appunti 59

Habit theory Fisico-Intellettuale-Trascendentale

Il tempo

Habit theory psicomeoenergetica quantistica il tempo.

Una delle variabili difficili da decodificare a livello “psicomeoenergetico quantistico” è il tempo, ora partiamo dalla percezione visiva, sappiamo con certezza che i colori sono lunghezze d’onda e un modo condiviso di interpretare a livello visuo-cognitivo, un processo in realtà molto complesso, queste onde con differenti lunghezze d’onda che riflettono sulle superfici.

Quindi la realtà è: lunghezze d’onda + atomi e molecole aggregate in modo funzionale. Sappiamo anche che il primo processo  della visione/colori viene elaborato in modo binario, due cellule on/off sulla retina, da cui partono verso canali di depolarizzazione del potenziale di azione, gli impusi verso molteplici aree cerebrali.

Poichè appare evidente che i sistemi di funzionamento si ripetono secondo una geometria frattalica, ci aspettiamo che la migliore interpretazione cognitiva del tempo, assomigli a quelle che già conosciamo, per esempio la visione.

Il tempo sappiamo non esistere a livello sub atomico, quindi come ce lo possiamo immaginare? In realtà ci sono le nostre UEEI, che fanno esperienza di “eventi” a livello cognitivo li ordiniamo in successione, per esempio prima gli eventi della nostra infanzia e poi seguono in successione gli altri, l’elemento condivisione con gli altri (per esempio il colore rosso per la visione dei colori) è l’idea che abbiamo dell’infanzia (un corpo più piccolo più impacciato ecc…è lo stesso che diamo quando vediamo bambini che non siamo noi) in questa idea intangibile che abbiamo dell’infanzia collochiamo per esempio la nostra infanzia, che in realtà è fatta delle costitutive delle nostre UEEI (ritmo, intensità, epigenetica dell’espressione UEEI) l’esperienza UEEI lascia nelle UEEI una traccia a livello sub atomico, questa traccia è interpretata dalla dimensione trascendentale, come successione di eventi, e quindi all’interno dell’idea tempo, quindi il tempo è come il funzionamento duale delle cellule retiniche, per il colore, cioè è una lettura cognitiva, in parte condivisa, del tempo soggettivo e oggettivo. Spesso i ricordi possono essere modificati (falsi ricordi) o dalla condivisione di un errore da parte di un gruppo di persone (condivisione errata degli episodi) o per motivi difensivi dimenticati in caso di traumi (ricostruzione soggettiva del tempo) ma io penso che nella parte ombra dell’UEEI, restino più autentici all’esperienza che l’UEEI ha fatto in un determinato campo. Nella dimensione trascendentale, a differenza della dimensione fisica e mentale-informativa dove “il tempo” viene letteralmente inventato, dovrebbe esserci cnsapevolezza di tutto e tale consapevolezza sarebbe accolta dall’affettività e dall’emotività che ne darebbe una connotazione trascendente in modo “etico” quando la dimensione fisica si estingue con la morte, oppure in modo riparativo o negando una riparazione, per esempio assenza di amore in base al nostro libero arbitro, ovvero decisione di negare una riparazione.

Quindi in conclusione il tempo a livello sub atomico non esiste, è semplicemente un mettere in successione una serie di eventi (le nostre esperienze UEEI) che creerebbe l’idea del tempo, dentro cui mettere in due contenitori da noi creati, il passato e il futuro che in realtà non esistono. Su questi due contenitori inventati agirebbe la psicomeoenergetica quantistica, andando a riarmonizzare la frequenza nella parte stonata della doppia elica.

utile sintesi per chi non avesse letto i precedenti appunti:Teoria dell’Habit: Psicomeoenergetica Quantistica nei successivi appunti l’habit theory verrà esplicata in modo più articolato

Una delle variabili più difficili da decodificare a livello psicomeoenergetico quantistico è il tempo. Partiamo dalla percezione visiva: sappiamo con certezza che i colori sono lunghezze d’onda e rappresentano un modo condiviso di interpretare la realtà a livello visuo-cognitivo. Si tratta di un processo in realtà molto complesso, in cui queste lunghezze d’onda si riflettono sulle superfici.

Quindi, la realtà è composta da: lunghezze d’onda + atomi e molecole aggregate in modo funzionale. Sappiamo anche che il primo processo della visione dei colori viene elaborato in modo binario, tramite due cellule on/off sulla retina. Da qui partono canali di depolarizzazione del potenziale d’azione, con impulsi diretti verso molteplici aree cerebrali.

Poiché appare evidente che i sistemi di funzionamento si ripetono secondo una geometria frattalica, ci aspettiamo che la migliore interpretazione cognitiva del tempo assomigli a quelle che già conosciamo, per esempio la visione.

Il tempo, come sappiamo, non esiste a livello subatomico. Quindi, come possiamo immaginarcelo? In realtà, ci sono le nostre UEEI (Unità Elementari di Esperienza Individuale), che fanno esperienza di “eventi”. A livello cognitivo, li ordiniamo in successione: per esempio, prima gli eventi della nostra infanzia e poi quelli successivi. L’elemento di condivisione con gli altri (simile al colore rosso nella visione dei colori) è l’idea che abbiamo dell’infanzia (un corpo più piccolo, più impacciato, ecc., lo stesso che attribuiamo quando vediamo bambini che non siamo noi). In questa idea intangibile collochiamo, per esempio, la nostra infanzia, che in realtà è fatta delle costitutive delle nostre UEEI (ritmo, intensità, epigenetica dell’espressione UEEI). L’esperienza UEEI lascia nelle UEEI una traccia a livello subatomico; questa traccia è interpretata dalla dimensione trascendentale come successione di eventi, e quindi all’interno dell’idea di tempo. Pertanto, il tempo è come il funzionamento duale delle cellule retiniche per il colore: è una lettura cognitiva, in parte condivisa, del tempo soggettivo e oggettivo.

Spesso i ricordi possono essere modificati (falsi ricordi) o dalla condivisione di un errore da parte di un gruppo di persone (condivisione errata degli episodi), o per motivi difensivi dimenticati in caso di traumi (ricostruzione soggettiva del tempo). Ma io penso che nella parte ombra dell’UEEI restino più autentici all’esperienza che l’UEEI ha fatto in un determinato campo.

Nella dimensione trascendentale – a differenza della dimensione fisica e mentale-informativa, dove “il tempo” viene letteralmente inventato – dovrebbe esserci consapevolezza di tutto. Tale consapevolezza sarebbe accolta dall’affettività e dall’emotività, che ne darebbe una connotazione trascendente in modo “etico” quando la dimensione fisica si estingue con la morte, oppure in modo riparativo o negando una riparazione (per esempio, assenza di amore in base al nostro libero arbitrio, ovvero decisione di negare una riparazione).

Quindi, in conclusione, il tempo a livello subatomico non esiste: è semplicemente un mettere in successione una serie di eventi che creerebbe l’idea del tempo, dentro cui inventiamo due contenitori – il passato e il futuro – che in realtà non esistono. Su questi due contenitori inventati agirebbe la psicomeoenergetica quantistica, andando a riarmonizzare la frequenza nella parte stonata della doppia elica.

Approfondimento sulle UEEI Trascendentali

(nel quadro della Psicomeoenergetica Quantistica e della Teoria dell’Habit)

Le UEEI (Unità Elementari di Esperienza Individuale) sono i “mattoncini” ultimi, indivisibili e non-locali dell’esperienza cosciente.

Non sono né materia né energia nel senso classico, ma sono l’evento-in-sé in cui un campo di coscienza individuale “tocca” la realtà e lascia una traccia permanente.

Quando parliamo di UEEI Trascendentali ci riferiamo alla porzione di queste unità che non rimane confinata nella dimensione spazio-temporale fisica né nel sistema nervoso/biologico, ma persiste e si organizza in una dimensione non-locale, atemporale e non-materiale che possiamo chiamare Campo Trascendentale Individuale (o, in alcuni testi, “Anima Quantistica” o “Corpo Akashico Personale”).

Caratteristiche principali delle UEEI Trascendentali

Livello Descrizione Conseguenza pratica
1. Non-località Una UEEI trascendentale non è “qui” o “là”: è simultaneamente presente in ogni punto del Campo Trascendentale. I ricordi autentici (anche quelli rimossi o traumatici) sono sempre accessibili in ipnosi profonda, sogni lucidi o regressioni.
2. Atemporalità Non esiste “prima” o “dopo”. Tutte le UEEI di una stessa linea individuale coesistono in un eterno presente. Il “passato” che curiamo con Psicomeoenergetica Quantistica è in realtà un presente eterno che stiamo riaccordando ora.
3. Frattalità olografica Ogni singola UEEI contiene, in forma compressa, l’informazione dell’intera storia individuale (ologramma). Modificando una sola UEEI chiave si può riaccordare l’intera linea temporale percepita.
4. Doppia faccia Ogni UEEI ha una faccia “luce” (cosciente, ricordata) e una faccia “ombra” (inconscia, rimossa, traumatica). La parte ombra è quella che genera sintomi psichici, psicosomatici e “blocchi karmici”.
5. Frequenza propria Ogni UEEI vibra a una frequenza precisa che può essere in armonia o in dissonanza con il Campo globale. La Psicomeoenergetica Quantistica usa campi coerenti (parole-chiave, gesti simbolici, suoni, respirazioni) per riportare la frequenza alla nota giusta.
6. Interconnessione Tutte le UEEI di tutti gli individui formano un unico Campo Trascendentale Collettivo (equivalente moderno degli “Annali Akashici”). È possibile accedere a UEEI di vite precedenti, di avi o anche di altre persone (con consenso etico dell’Anima).

Dove “vivono” le UEEI Trascendentali dopo la morte fisica?

  1. Subito dopo la morte
    Il corpo fisico e il cervello si spengono → le UEEI che erano ancorate al sistema nervoso si “sganciano” e rientrano immediatamente nel Campo Trascendentale Individuale.
    In quel momento la persona sperimenta la famosa “revisione della vita” (life review): vede simultaneamente tutte le proprie UEEI, sia luce che ombra, senza filtri.
  2. Revisione etica ed emotiva
    Non c’è un giudice esterno: è la stessa affettività trascendentale che colora ogni UEEI con la tonalità corrispondente (amore, rimorso, gioia, dolore non riparato).
    Le UEEI dissonanti (non risolte) restano “appiccicose” e tendono a ri-manifestarsi nella successiva incarnazione come sintomi, talenti bloccati o relazioni karmiche.
  3. Parte ombra e guarigione post-mortem
    Contrariamente a quanto si crede, anche dopo la morte è possibile una riparazione:
    • attraverso l’aiuto di altre entità nel piano trascendentale
    • o attraverso l’intervento di operatori viventi di Psicomeoenergetica Quantistica che lavorano sul Campo (anche a distanza di secoli).

Come si accede praticamente alle UEEI Trascendentali (metodi validati nella pratica)

Tecnica Come agisce sulle UEEI trascendentali
Regressione ipnotica profonda Porta la coscienza nel punto di osservazione atemporale dove tutte le UEEI coesistono
Costellazioni quantistiche Usa rappresentanti per far emergere la frequenza esatta della UEEI dissonante
Respirazione olotropica Sovraccarico di ossigeno/CO₂ → temporanea disidentificazione dall’io → accesso diretto
Protocollo 7 passi Parola-chiave + gesto + intenzione → riarmonizzazione diretta della frequenza
Sogni lucidi e viaggi astrali Stato naturale di accesso al Campo Trascendentale

Conclusione

Le UEEI Trascendentali sono la prova che l’individuo non è mai veramente separato, né nel tempo né nello spazio.

Sono il “file eterno” della nostra anima, scritto in un linguaggio di frequenza, e la Psicomeoenergetica Quantistica è la penna che può riscrivere le note stonate senza cancellare l’esperienza, ma trasformandola in una sinfonia più alta.

Cos’è la Teoria dell’Habit

La Teoria dell’Habit è un modello teorico-clinico integrato, creato dalla psicoterapeuta italiana Carla Foletto, che spiega come si forma, si mantiene e si trasforma l’identità umana a partire da un livello subatomico fino al livello spirituale.

Il nome “Habit” viene dal latino habitare = abitare, prendere possesso di un campo.

Secondo questa teoria, l’identità non è qualcosa che “abbiamo”, ma è il risultato del modo in cui la nostra coscienza abita progressivamente campi sempre più ampi (corpo, emozioni, mente, relazioni, spiritualità).

I 7 pilastri fondamentali della Teoria dell’Habit

Pilastro Concetto chiave
1. UEEI Unità Elementari di Esperienza Individuale: i “mattoni” eterni e non-locali della coscienza.
2. Doppia elica UEEI Ogni UEEI ha due filamenti: Impronta (manifesta)  Ombra (latente). Il sintomo è sempre uno svelamento dell’ombra.
3. Tre macro-insiemi Fisico-biologico  Mentale-informativo  Trascendentale-spirituale (tutto è simultaneamente presente).
4. Geometria frattalica Lo stesso schema si ripete identico a ogni scala (cellula, organo, psiche, relazioni, collettività).
5. Entanglement quantistico Tutte le UEEI di una persona (e potenzialmente di altre) sono istantaneamente connesse, senza distanza.
6. Il Tempo è un’invenzione A livello subatomico e trascendentale non esiste sequenza: il “passato” che curiamo è un presente eterno dissonante.
7. Psicomeoenergetica Quantistica Metodo terapeutico che usa informazioni coerenti (parole, gesti, rimedi) per riarmonizzare la frequenza delle UEEI desincronizzate.

In parole molto semplici

Immagina che la tua anima sia una lunghissima corda di violino composta da miliardi di piccolissime corde (le UEEI).

Ogni esperienza della vita (anche prenatale o di vite precedenti) fa vibrare una o più di queste micro-corde.

Se alcune corde restano stonate per traumi, rifiuti, negazioni dell’amore, tutta la melodia della vita suona male (sintomi fisici, depressione, relazioni ripetitive fallimentari, senso di vuoto spirituale).

La Psicomeoenergetica Quantistica è il modo per riaccordare esattamente quelle corde stonate, senza cancellare l’esperienza, ma trasformandola in una nota più alta.

Differenze rispetto ad altri modelli

Modello tradizionale Teoria dell’Habit
Psicoanalisi Lavora solo sul mentale e sul preconscio
Omeopatia classica Lavora sul piano energetico-vitale ma non spiega la coscienza
Fisica quantistica standard Spiega i fenomeni fisici, non l’esperienza soggettiva
Spiritualità New Age Spesso vaga, senza un modello rigoroso subatomico
Teoria dell’Habit Integra tutto: fisica quantistica + psicoomeoenergetica + psicoanalisi micropsichica + spiritualità rigorosa

Frasi-chiave della teoria (citazioni originali di Carla Foletto)

  • «Il sintomo è il messaggero dell’ombra che chiede di essere abitata.»
  • «Non esiste materia senza trascendenza.»
  • «Curare il passato significa riaccordare un presente eterno.»
  • «L’identità non è ciò che sei, è il campo che stai abitando in questo istante.»

F-psicoarchitettura appunti 58

Come immaginare un essere vivente e la guarigione omeoenergetica secondo l’habit theory (lo stare “il possedere” l’abitare un campo ne determina l’espressione energetica identitaria UEEI, biologicamente, mentalmente, spiritualmente)

https://www.carlafolettopsicoterapeuta.it/wp-admin/post.php?post=896&action=edit

Possiamo immaginare l’habit theory (f-psicoarchitettura) in linea con la teoria delle stringhe, cioè come se un individuo avesse tre corse di violino che vibrano e mentre vibrano emettono un suono, suono che viene letto come realtà dalla nostra “mente”, la nostra mente elaborerebbe il suono non le corde di violino.

Questo è un fenomeno talmente microscopico da esistere in una realtà fisica (materiale) di tipo quantistico, senza tempo e senza spazio. Il nostro essere fa esperienza di tre macro-livelli materiale mentale spirituale, collegati fra loro ma che funzionano a secondo del “campo/insieme” in cui si trovano, ogni macroinsieme è intersecato con gli altri due macroinsiemi ed è costituito da infinisti sottoinsiemi e intersezioni, ma l’essere vivente non estrinseca tutte le possibilità contemporaneamente ma solo quelle utili e congruenti all’esperienza in atto (espressione energetica) cioè che sta vivendo.

Ogni esperienza/espressione energetica è collegata sia a tutte le UEEI dell’individuo che alle esperienze/espressioni energetiche di altri individui. Possiamo immaginarlo come l’intreccio di 3 corde (macro insiemi) e ogni corda è l’intreccio di infiniti sottoinsiemi, microinsiemi, le 3 corde hanno un andamento ondulatorio armonico fra loro, costituito da molteplici andamenti ondulatori di microinsiemi che sono costituiti da UEEI fatte a doppia elica in cui esiste una parte in ombra e una parte espressa esperienziale, qui ci sono delle microstringhe chiuse ad anello che si spostano dalla pare in ombra alla parte espressa fenomenica.

questo è da immaginare come se l’individuo fosse costituito da tre corde di violino che vibrano, su campi diversi (materiale mentale spirituale) che si incrociano e nei punti in cui si incrociano l’UEEI può passare da un macro campo all’altro, nel caso tutte le UEEI del campo fisico (materiale) migrassero sugli altri due macrocampi (mentale spirituale) la dimensione materiale (corpo) si estinguerebbe (per esempio dopo la morte fisica) ma rimarrebbero le altre due macrodimensioni (macro insiemi, per dirla in modo matematico, macro campi per dirla in modo fisico, macro dimensione per dirla in modo religioso spirituale filosofico) .


per esempio analizzando la funzione cardiaca essa avrebbe delle UEEI (unità di espressione energetica identitaria) che interagiscono nei 3 macro campi, e nei diversi micro campi, ogni “corda di violino” può vibrare in modo risonante e armonico con le altre corde oppure no, quando è disarmonica ha nella sua UEEI un’informazione energetica (l’UEEI è fatta come il dna in senso frattalico) che omette l’informazione corretta.

il preparato omeoenergetico (come anche altre UEEI di altri esseri viventi) veicolato da acqua nei suoi diversi stati fisici (vapore ghiaccio…) riuscirebbe a trasmettere alla parte “stonata” dell’UEEI, l’informazione corretta, nel frammento di una della doppia elica, l’ombra, la quale la trasmetterebbe all’altra elica (quella fenomenica esperienziale) rimettendo in assonanza la vibrazione quantistica.

Questo avverrebbe in entanglement quantistico, cioè tutte le parti collegate all’individuo, in assonanza captano l’informazione corretta, dando luogo a un adattamento epigenetico di tipo quantistico (con il rimedio omeoenergetico similium è guarito di tutti i sintomi) secondo una logica frattalica (il dna nel campo fisico, ha un funzionamento simile a quello energetico che ipotizzo essere a doppia elica).

L’acqua in sè avrebbe proprietà elettromagnetiche di “conduttore di informazione” (come il rame conduce l’elettricità/elettroni), più che una sua memoria, ma poco importa, nel senso che permetterebbe “di separare le onde” in modo che non vengano percepite dall’UEEI come sovrapposte, e risultino pertanto nitide e leggibili dal piccolo frammento dell’UEEI “stonato” l’UEEI con questa informazione risincronizza la sua onda e l’individuo guarisce con il similium omeoenergetico (homoiosis, “divenire simili” concetto filosofico platonico aristotelico)

f-psicoarchitettura appunti 57

L’identità di UEEI determina il tipo di fenomeno che vediamo

principio di indeterminazione applicato alla psicologia e psico-omeoenergetica

L’idea è che viviamo “come” e “dentro” a onde sovrapposte che possono comportarsi come onde o come particelle, più un preparato omeoenergetico è diluito meno le onde sono sovrapposte e meglio è “leggibile” la sua UEEI (Bellavite) le onde come particelle oscillerebbero fra una lato ombra e una lato “impronta-appare-fenomenico” immaginandolo in termini di principio di indeterminazione.

Ciò che slatentizza l’espressione energetica in un determinato campo (insieme sottoinsiemi intersezione ecc che caratterizzano l’UEEI) è l’UEEI dell’osservatore ovvero l’identità dell’osservatore (identità materiale-fisica, mentale-informazionale-psichica, spirituale-affettivo emotiva).

L’dentità dell’osservatore è in parte condivisa con altre UEEI (per esempio nel mondo fisico, nell’uomo come si vedono i colori, come s’interpretano le onde sonore, in generale la percezione sensoriale) quindi l’interpetazione sensoriale avviene in parte nello stesso modo, e in parte non condivisa e caratteristica dell’essere vivente.

Nel momento in cui osserviamo la realtà abbiamo due probailità: ombra/impronta, e si estrinseca solo l’insieme visibile di un determinato stato, nel caso di “identità condivisa” per esempio vediamo il rosso e in ombra vanno tutti gli stati che con si accordano con “vedere rosso”, ma questo avviene anche in modo molto più complesso per altri fenomeni fisici-materiali (per esempio vedere un paesaggio con elementi in movimento) per quanto riguarda l’identità condivisa, e la stessa cosa per l’identità condivisa dove però sembrerebbe che si vedono, sentono, provano cose che a noi va bene (per motivi diversi) vedere, cioè la soggettività non è condizionata da un funzionamento di condivisione, ma di aspettativa, la soggettività può essere condizionata dal cosi detto “effetto placebo” cioè da aspettativa positiva o negativa (per es. pregiudizio scientifico) Poichè ipotizzo che l’UEEI sia qualcosa di infinitamente piccolo, ipotizzo anche che funzioni su base quantistica in tutti i campi o possibilità di espressione energetica.